Formazione in AfricaGiornata dell’Alimentazione di quest’anno.

 

DOSSIER

Temi e Paesi della Cooperazione Internazionale

 

La Formazione nella Cooperazione italiana (luglio 2013)

Un elemento cruciale per lo sviluppo umano

 

Il capitale umano è l’insieme delle conoscenze, delle capacità, delle competenze e delle prerogative delle persone, che facilità la creazione del benessere individuale, sociale ed economico. E’ un elemento cruciale per lo sviluppo umano poiché insieme alle risorse fisiche e finanziarie costituisce la base di ogni sistema economico.

 

Linee guida

L’educazione è un settore prioritario per la Cooperazione italiana allo Sviluppo, come già indicato nelle Linee Guida triennali della Dgcs 2013-2015 e in linea con

gli indirizzi comunitari e con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Mdg) delle Nazioni Unite. Gli ambiti delle linee guida corrispondono ai livelli Isced

(International Standard Classification of Education) da 0 a 6, vale a dire educazione pre-primaria; istruzione primaria; istruzione secondaria inferiore; secondaria;

post-secondaria professionale e tecnica, istruzione universitaria e alta formazione. La suddivisione ha valore soprattutto ai fini espositivi, dal momento che le

moderne politiche scolastiche tendono all’integrazione verticale dei sottosistemi per garantire la formazione continua lungo l’intero arco della vita (lifelong learning). Secondo la classificazione Ocse-Dac, sono attribuibili al settore le seguenti categorie di attività: educazione (livello non specificato): politiche dell’istruzione,

gestione amministrativa, infrastrutture scolastiche, formazione dei docenti, ricerca educativa; educazione di base: educazione della prima infanzia, istruzione

elementare, abilità di base per giovani e adulti; educazione secondaria: istruzione secondaria e formazione professionale; educazione post secondaria: cooperazione universitaria e alta formazione tecnica e gestionale.

 

Il ruolo dell'educazione

Molti studi nel corso degli ultimi 15 anni hanno dimostrato il ruolo cruciale dell’educazione per la realizzazione del pieno sviluppo di ciascun individuo e per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. L’educazione è già da tempo riconosciuta come fattore determinante nella lotta alla povertà e l’Istituto di Statistica dell’Unesco (Uis) già nel 2010 stimava che la sola acquisizione di conoscenze di lettura di base a completamento del ciclo scolastico primario da parte degli studenti

dei paesi in via di sviluppo toglierebbe da condizioni di estrema povertà 171 milioni di persone, una riduzione di circa 12 per cento nel numero di persone che vivono

con meno di 1,25 dollari al giorno.

Ogni anno scolastico conseguito incrementa fino al 10 per cento il salario di un individuo e di circa lo 0,37 per cento il prodotto interno lordo di una nazione.

Ulteriori dati mostrano come un più alto livello di istruzione si correli con migliori condizioni sanitarie e con la riduzione della mortalità infantile, promuova

l’uguaglianza di genere, un maggiore impegno nella vita civile (stabilità politica) e approcci. La Cooperazione italiana allo Sviluppo riconosce e valorizza

l’educazione come diritto umano inalienabile e come elemento imprescindibile per lo sviluppo umano e istituzionale di ogni paese.

I parametri della formazione

Una formazione di qualità considera sia i risultati educativi in termini di conoscenze, competenze e comportamenti che l’insieme delle componenti del processo formativo, dall’analisi dei bisogni, alla progettazione, all’erogazione, alla valutazione d’impatto, includendo gli aspetti metodologici, le competenze dei docenti,

la rilevanza curriculare, le risorse infrastrutturali e i materiali didattici. Una politica scolastica di qualità, inoltre, non può fare a meno di sviluppare un forte impegno nella ricerca di modelli e soluzioni più efficienti ed efficaci, coerenti con il contesto locale e sostenibili. Questo può essere un ambito importante e prioritario in cui

la cooperazione può realizzare rapporti di partenariato basato sullo scambio delle esperienze e la reciprocità dei benefici. Fanno parte di questa area tematica anche

i progetti d’Informazione e di Educazione allo sviluppo promossi dalle Ong e rivolti all’opinione pubblica, alle scuole e alle università in Italia.Il documento che

descrive le procedure di presentazione e gestione di tali progetti é reperibile nella sezione Ong.



L'impegno della Cooperazione italiana

La Cooperazione italiana sta portando avanti il proprio impegno nel settore della formazione con una strategia che prevede di utilizzare tutti gli strumenti disponibili a livello nazionale, regionale e internazionale e un approccio concertato con i suoi tradizionali partner nell’ambito della cooperazione internazionale. L’educazione è uno strumento che interviene sui fattori del sottosviluppo, e crea condizioni sociali e normative per favorire lo sviluppo. La Cooperazione opera attualmente con questa consapevolezza e promuove, secondo tale linea, varie iniziative nei paesi destinatari dell’Aps italiano.

 

L'Educazione di base

Nell’educazione di base, il concetto di qualità comprende l’ambiente di apprendimento, i contenuti, i risultati conseguiti e l’intero processo dell’educazione, inteso come esperienza vissuta dagli allievi e dalle allieve nel contesto scolastico. Il valore aggiunto che l’esperienza scolastica è chiamata a offrire ai bambini e alle bambine riguarda anche gli aspetti di protezione, sicurezza e opportunità di socializzazione, combinati con gli aspetti propriamente cognitivi.

L’istruzione di qualità qualità si pone, infatti, l’obiettivo di favorire la piena espressione del potenziale di ogni singolo bambino in termini di capacità cognitive, emozionali e creative. Il tema dell’universalizzazione dell’accesso all’istruzione si coniuga con il concetto di educazione inclusiva, vale a dire un’educazione che enfatizza il completamento del ciclo scolastico per tutti gli alunni, comprendendo tutte le differenze presenti in un’aula scolastica. Interventi sull'Educazione di base

sono stati recentemente realizzati in Burundi, Ciad , Ecuador, Etiopia, Iran, Libano, Pakistan e Territori palestinesi.

 

Partenariato Globale per l'Educazione

Il Partenariato Globale per l'Educazione (Gpe) è l'unico partenariato multilaterale esistente a livello globale dedicato a garantire una formazione di qualità per i bambini delle scuole di tutto il mondo. Fondata nel 2002, la Partnership Globale per l'Educazione è composta da circa 60 paesi in via di sviluppo, governi donatori, organizzazioni internazionali e del settore privato, insegnanti, associazioni della società civile e Ong. L’obiettivo della Partnership è quello di aiutare i paesi in via di sviluppo a sviluppare e attuare dei piani di formazione, mobilitando e coordinando le risorse necessarie per sostenere la realizzazione degli obiettivi dei piani. Dall’anno della sua istituzione, i partner del Gpe hanno contribuito ad iscrivere quasi 19 milioni di bambini a scuola, sostenendo la costruzione di oltre 37 mila aule e formando più di 413 mila insegnanti. Dall'inizio della campagna di finanziamento, avviata nel novembre 2011, l’apposito Fondo creato dal Gpe ha ricevuto circa 1,7 miliardi di dollari, con l’obiettivo di raggiungere i 2,5 miliardi dollari entro il 2014. Il Piano triennale strategico 2011-2014 del Gpe assegna la priorità al sostegno all'istruzione nei paesi fragili e colpiti da conflitti. Nonostante i notevoli progressi registrati, nel mondo ci sono ancora 57 milioni di bambini che non hanno accesso alla scuola primaria, di cui quasi la metà vive in aree interessate da conflitti o a rischio disgregazione territoriale.


Alfabetizzazione

 

Secondo una definizione ampiamente condivisa formulata dall'Unesco, una persona è alfabetizzata quando abbia acquisito le conoscenze e le competenze essenziali

che gli consentono di impegnarsi in tutte le attività in cui si richiede l'alfabetizzazione, cosicché possa operare pienamente nel suo gruppo e nella sua comunità. L'acquisizione di tali conoscenze e competenze in relazione al saper leggere, scrivere e fare di conto deve permettere agli individui di continuare a usare tali abilità

a proprio vantaggio e a favore dello sviluppo della comunità stessa. In tale ambito, la Cooperazione italiana ha operato in alcuni paesi con progetti volti a promuovere l'alfabetizzazione delle popolazioni locali:
• Progetto a esecuzione multilaterale di supporto all’eguaglianza di genere nell’educazione (Unesco) - Libano
• Expansion of flexible alternative learning and training opportunities for adults and adolescents - Sud Sudan
• Educazione per tutti: Quito e provincial di Manabì - Ecuador

La formazione tecnico-professionale

Nella formazione professionale e tecnica gli aspetti della qualità riguardano principalmente la corrispondenza tra competenze acquisite e caratteristiche occupazionali intese nel loro significato più ampio di capacità, abilità e relazioni sociali. Tra queste assumono sempre maggior rilievo le competenze di base e trasversali, nella versione definita dall’Ocse, nella prospettiva della “lifelong learning”. Esse concorrono ad incrementare e mantenere le condizioni d'occupabilità, a sviluppare l’auto-formazione e le capacità critiche e di partecipazione attiva e consapevole ai processi sociali ed economici, rafforzando la coesione sociale.
Nell’attuale contesto socio-economico globale il settore dell’istruzione tecnica e della formazione professionale (Itfp) costituisce un importante segmento nell’ambito del “framework” europeo per la formazione continua. Inoltre, con lo scopo primario di rinforzare le politiche di mobilità e di accesso al mondo del lavoro, l’offerta didattica per la formazione professionale è particolarmente esposta e sensibile o dipendente ai cambiamenti delle relazioni economiche, della competitività internazionale, delle competenze richieste dai mercati del lavoro locali e internazionali e della mobilità delle risorse umane.


Sostegno all'occupazione giovanile


In virtù di questa interconnessione con il mercato del lavoro, investire in Itfp favorisce la ripresa economica e sostiene l’occupazione giovanile, in particolare nei Pvs, dove la fascia di popolazione al di sotto dei 25 anni di età costituisce la maggioranza, come nell’Africa subsahariana dove la popolazione giovanile rappresenta circa i due terzi della popolazione totale (circa 163 milioni). I principali punti critici nel settore, così come identificati nei più recenti documenti di policy internazionale dell’Ocse e dell’Ilo, sono principalmente legati all’inadeguato supporto istituzionale, che si traduce in una scarsa rilevanza dell’offerta formativa in relazione al mercato del lavoro e nella disorganicità delle qualifiche professionali (employability) che rendono poco flessibile la possibilità di impiego.
Inoltre lo stallo dei finanziamenti in questo settore, dovuto anche al basso prestigio sociale tradizionalmente legato agli indirizzi professionali di studio, ha creato una disparità di accesso che sfavorisce i gruppi più vulnerabili (donne, giovani laureati, popolazioni rurali, persone con disabilità). La formazione professionale è un’area prioritaria nella programmazione triennale della Cooperazione italiana, nonché settore di tradizionale esperienza, che ha assorbito negli anni passati una quota di aiuti per lo sviluppo pari a circa il 50 per cento del totale del settore educativo.
Le iniziative promosse in questo ambito, volte a rispondere alle particolarità nazionali del paese partner e alle attuali policy internazionali, sono finanziate e supportate per mezzo di tutti gli strumenti previsti dalla legge 49 del 1987. Oggi, nel definire le politiche d’intervento nel settore della Itfp occorre tenere conto che una gran parte delle problematiche presenti nei Pvs sono analoghe a quelle presenti nei paesi europei, Italia inclusa, per adeguare e armonizzare i sistemi nazionali dell’istruzione e della formazione professionale.

Formazione tecnico professionale nel Fayoum

Un progetto esemplificativo dell’approccio della Cooperazione italiana a questo settore è rappresentato dall’iniziativa volta alla creazione di un Distretto per la formazione tecnica e professionale nel settore meccanico-industriale nel Governatorato del Fayoum in Egitto. Iniziativa finanziata nel quadro del Programma Italo-egiziano di Conversione del Debito e dal Fondo per lo sviluppo dell’educazione (Education Development Fund, Edf), si prefigge di collegare il sistema di educazione tecnica e formazione professionale alle esigenze del mercato del lavoro e delle imprese.
Il modello educativo Itec, attraverso un percorso formativo che mira a formare tecnici specializzati e istruttori e formatori altamente qualificati e presentato come sistema bilingue, conta un forte supporto dalla Ue con uno o più progetti finalizzati alla implementazione e sostenibilità degli Itec.

Il Distretto è organizzato in due sezioni: i) sezione inglese caratterizzata dall’inglese come seconda lingua e l’italiano come terza; ii) sezione italiana (Iefp, Ip, Its), caratterizzata dall’italiano come seconda lingua e l’inglese come terza. Lasezione italiana sarà composta da: (i) un istituto tecnico, costituito da due cicli di studio: un primo ciclo, della durata di tre anni (Iefp), che rilascia un attestato di qualifica di operatore (elettroelettronico, meccanico e di riparatore auto); e un secondo ciclo, della durata di due anni (Ip), che rilascia un diploma di tecnico; (ii) un istituto tecnico superiore (Its) che rilascia dopo due anni di corso il diploma di tecnico superiore in manutenzione degli impianti industriali in linea con il sistema italiano di istruzione tecnica superiore; (iii) un centro di formazione professionale che rilascia certificati di qualifica professionale referenziata ai livelli Eqf.

La Regione Emilia Romagna, ente esecutore e co-finanziatore dell'iniziativa, ha concluso un accordo specifico per consentire il rilascio di attestati di qualifica professionali riconosciuti sul territorio italiano e di conseguenza in linea con gli standard europei ed internazionali. Infine, con riferimento al placement, nell'ambito del progetto sono state avviate collaborazioni con aziende locali.

 


Priorità della Cooperazione italiana


Le priorità strategiche delineate in ambito internazionale e promosse dalla Cooperazione italiana allo Sviluppo si riferiscono, convergono o sono declinate ai seguenti ambiti:
• supporto istituzionale (finanziamento, qualifiche): costituzione di Sistemi nazionali di qualifiche (Nqf) strutturati sulla base dei risultati di apprendimento, in termini conoscenze, abilità e competenze, piuttosto che sulla durata degli studi; sostegno al bilancio nel settore;
• collegamento col mondo del lavoro (rilevanza offerta, partecipazione settore privato, orientamento e placement): potenziamento della rilevanza curriculare, attraverso l’elaborazione di percorsi formativi e curricoli basati sulle competenze e progressivamente orientati a rispondere alla domanda sociale e di mercato; istituzione di osservatori sul lavoro per l'aggiornamento periodico dei curricula e per l'implementazione dei servizi di placement e di orientamento professionale; coinvolgimento del settore privato per una più coerente armonizzazione dell'offerta formativa e per agevolare, favorire e promuovere l'entrata nel mondo del lavoro;
• politiche di qualità ed equità (corpo docente, accesso): maggiore accessibilità alla formazione professionale per ragazze, popolazioni rurali, adulti e gruppi più svantaggiati; formazione e aggiornamento degli operatori della scuola, dei dirigenti scolastici, formatori e insegnanti, attraverso il potenziamento delle strutture dedicate, corsi specificamente progettati e coinvolgendo all’occorrenza le strutture universitarie.
I principali interlocutori nelle iniziative nel settore Itfp sono identificati nei governi locali, al fine di favorire la “cooperazione orizzontale” basata su partenariati omogenei, sulla condivisione dei problemi e delle soluzioni e sulla reciprocità dei benefici. In secondo luogo, un maggiore coinvolgimento del settore privato può risultare utile e funzionale per la formalizzazione di convenzioni lavorative e per la definizione di un'offerta formativa rilevante a livello professionale e basata sulle caratteristiche sociali dei contesti e delle comunità locali.


La Cooperazione universitaria

Un’importanza particolare ha recentemente assunto la cooperazione universitaria che – seppur più recente di quella accademica – si è fatta portatrice delle esigenze dei Pvs nel campo della formazione, della ricerca e del trasferimento di conoscenze, per promuovere lo sviluppo endogeno, secondo logiche di ownership e sviluppo locale sostenibile. La Cooperazione italiana riconosce le strutture universitarie locali come le istituzioni più qualificate a garantire la sostenibilità delle azioni, i processi di sviluppo economico, la riqualificazione sociale, la salvaguardia ambientale, l’aggregazione tra istituzioni, amministrazioni e operatori locali. Con particolare attenzione si stanno formulando – in base a esperienze già acquisite – i contenuti per il management pubblico e quello culturale nell’ambito dei programmi integrati, all’interno dei quali confluiscono apporti multidisciplinari e interdisciplinari. 

Ricerca e sviluppo locale

Con l’utilizzo di questo modello si tende a liberare nuove energie imprenditoriali, valorizzando competenze interne alle organizzazioni, oltre che professionalità ed esperienze presenti nel tessuto sociale. Una formazione superiore di qualità mira ad integrare i contributi della ricerca e della didattica in un percorso professionalizzante e attento ai problemi dello sviluppo locale. La qualità si identifica anche in efficaci strategie che portino all’inserimento delle Università dei Pvs nelle reti accademiche internazionali per promuovere il costante adeguamento scientifico agli standard globali.

L’Università è chiamata a rispondere con nuovi strumenti alle nuove responsabilità ricoperte nell’ambito della comunità internazionale: diffondere i valori della solidarietà e della cooperazione internazionale al suo interno promuovere le relazioni tra gli istituti di alta formazione e di ricerca al servizio della pace e dello sviluppo. Negli ultimi anni la cooperazione alla pace e allo sviluppo è riuscita a diffondersi con profitto nei diversi contesti accademici, incentivando l’educazione delle nuove generazioni alla responsabilità sociale e alla comprensione delle problematiche internazionali.

 

La Cooperazione italiana e l'Università

A tale scopo è stato creato, nel 2008, il Coordinamento per la cooperazione universitaria, che svolge la sua attività in due settori: oltre ai programmi di cooperazione universitaria nei paesi in via di sviluppo e in aree di crisi, il Coordinamento è attivo anche nel campo dell’informazione e diffusione della cultura della cooperazione allo sviluppo presso le Università Italiane, attraverso incontri e seminari interdisciplinari e tematici. In tale quadro si colloca anche la collaborazione della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) con il Ministero degli Affari Esteri - Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo, volta all’identificazione di un rinnovato modello accademico di cooperazione allo sviluppo e alla pace, che valorizzi il ruolo dell'Università nella formazione delle risorse umane e la sua missione sociale.

Un recente progetto, promosso dalla Dgcs e coordinato dal Politecnico di Milano attraverso il servizio Metid, in collaborazione con il Coordinamento della cooperazione universitaria Dgcs, ha inoltre portato allo sviluppo di un’innovativa modalità di approccio alla raccolta e valorizzazione dei dati relativi alla cooperazione allo sviluppo delle Università italiane basata su un database online e una web community che lo alimenta e valorizza. Il programma sarà integrato con la banca dati della Cooperazione decentrata di prossima realizzazione.

 

La formazione nell'Unione Europea

L'Ue promuove l'accesso ad un'istruzione di base di qualità per tutti i bambini, i giovani e gli adulti. L'impegno globale è stato concordato attraverso il movimento Educazione per tutti (Efa), lanciato nel 1990 dall’Unesco, in collaborazione con Undp, Unfpa, Unicef e la Banca Mondiale, in occasione della Conferenza mondiale sull'educazione per tutti. Gli obiettivi dell’Efa contribuiscono anche al perseguimento globale degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Mdg), adottato da 189 paesi e alle principali istituzioni mondiali per lo sviluppo nel 2000.

La Commissione europea utilizza vari strumenti di aiuto per sostenere l'istruzione nei paesi in via di sviluppo: un approccio di progetto, un approccio settoriale e il sostegno al bilancio. Per il periodo 2007-2013 l'azione dell'Ue a sostegno della formazione è finanziato per mezzo di due tipi di strumenti: l'attuazione della politica di formazione a livello nazionale e regionale è supportata da canali di natura geografica, come il Fondo europeo di sviluppo (nei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico), lo Strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (in America Latina, Asia e Sud Africa) e il Neigbourhoud & Partnership Instrument europeo (nelle regioni vicine); nell'ambito del programma tematico "Investire nelle persone", una apposita quota del budget è destinata al settore prioritario "Formazione, conoscenze e competenze".

Le azioni finanziate nell'ambito di questo programma sono focalizzate, in particolare, nella promozione della parità di accesso ad un'istruzione di base di qualità e al miglioramento delle opportunità di istruzione e formazione professionale.

Fondazione europea per la formazione

Lavorando per conto dell'Unione europea, la Fondazione europea per la formazione (Etf)  assiste i paesi partner dell'Ue nello sviluppare ed implementare sistemi di educazione e formazione professionale di qualità. La sede dell'Etf è a Torino ed è operativa dal 1994. L’Etf opera nel contesto della politica delle relazioni esterne dell’Ue, con l'obiettivo di assistere i paesi terzi nello sviluppo del capitale umano. A tal fine, favorisce l'accesso all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e lo sviluppo delle capacità e delle competenze. L’Etf opera in 31 paesi in via di sviluppo.

 

LINK SUL TEMA FORMAZIONE

 

Bambini disabili

Educazione femminile

Educazione in aree conflitti

Efficacia degli aiuti

Fondazione europea per la formazione

Formazione insegnanti

I sei obiettivi dell’Efa

Movimento Educazione per tutti

Partenariato globale per l'educazione

Strategie e programmi

Trattato funzionamento Ue 


        Il Portale della               Cooperazione

 

  

           Cooperazione

Università Roma Tre

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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