Il leone del Fayoum, in Egitto nata dell’Alimentazione di quest’anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOSSIER

Temi e Paesi della Cooperazione Internazionale

 

La risorsa cultura (marzo  2016)

La Cooperazione italiana per il Patrimonio culturale

 

Paesi di intervento:

EGITTO 
Salvaguardia del Patrimonio culturale

Gli obiettivi previsti dalla Cooperazione italiana nell'ultimo triennio comprendono il miglioramento della gestione delle aree protette e la valorizzazione e il miglioramento della gestione del patrimonio storico e culturale (es. siti archeologici e musei nazionali).

Tra le principali iniziative nel settore del patrimonio culturale:

- Il programma di Gestione e salvaguardia del sito archeologico di Madinet Madi, volto alla elaborazione e adozione di un piano di gestione del sito e

all'apertura al pubblico del Parco archeologico. Il progetto, realizzato nel quadro del Programma di Conversione del Debito II Fase da UNDP, in collaborazione

con l’Università della Tuscia di Viterbo e con il Ministero delle Antichità, è stato avviato nell’ottobre 2013.

- Il Programma di ristrutturazione del Museo Greco-Romano di Alessandria e valorizzazione dei siti di Saqqara e Medinet Madi. L’iniziativa, finanziata nel

quadro del Programma di Conversione del Debito III Fase per un valore di circa USD 8 milioni, è stata approvata nel dicembre 2013 e le attività sono state

avviate nel primo semestre del 2014. L’iniziativa è realizzata dal Ministero delle Antichità, in collaborazione con l’Università della Tuscia di Viterbo.

Riqualificazione del sistema museale egiziano

L'ingresso del museo egizio

Nel corso degli ultimi decenni, il Ministero della Cultura egiziano ha individuato nella valorizzazione del sistema museale

nazionale un’imprescindibile priorità, con l’obiettivo di preservare gli inestimabili tesori presenti in Egitto.
In tale contesto si inserisce il progetto di “Riqualificazione del sistema museale egiziano”, che enfatizza lo storico rapporto

di reciproca comprensione tra Italia ed Egitto e rilancia la cooperazione nel settore culturale tra i due paesi.


Il progetto, iniziato nel febbraio 2008 e finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero

degli Affari Esteri Italiano per un importo di circa 1.300.000 euro, è realizzato per parte italiana dal Ministero per i Beni e

le Attività Culturali, in partenariato con il Consiglio Supremo delle Antichità egiziano (Sca) e la Direzione Generale del

Museo Egizio. L’intervento italiano prevede l’elaborazione di un Master Plan per la riorganizzazione del Museo Egizio di Midan Tahrir ed un Programma di formazione nel campo del restauro e della conservazione degli oggetti e dei materiali.

L’obiettivo del Master Plan è quello di rendere maggiormente fruibile il Museo, rendendolo anche un polo educativo,

attraverso una profonda opera di rinnovamento strutturale ed espositivo, a partire dalla creazione e realizzazione di percorsi

di visita strutturati.

 

Il corso e la mostra

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Ovviamente, il piano di ristrutturazione non puó prescindere da un intervento correlato, rivolto allo sviluppo delle competenze professionali degli addetti del museo. Attraverso le attività di formazione si mira, dunque, a promuovere e a sviluppare le capacità e le competenze

professionali e specialistiche a livello locale, per favorire la creazione di equipe multi-disciplinari che dovranno essere in grado di gestire

tutti gli aspetti dell’attività museale. A questo scopo sono stati realizzati da parte delL' Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro 

di Roma, 5 corsi di formazione - Informatica, Museologia, Conservazione programmata, Conservazione teoria e pratica, Gestione e

conservazione delle biblioteche - cui hanno partecipato 120 operatori museali egiziani. Sono state realizzate da docenti italiani specializzati

1.500 ore di lezione sulla conservazione ed il restauro, all’interno delle quali sono state studiate 37 opere del Museo Egizio del Cairo.
L’iniziativa, che si è conclusa nel 2009 a Roma con un Mostra sulle attività e sulle opere restaurate presso il complesso monumentale

di San Michele, è solo una tra le tante intraprese dalla Cooperazione italiana per rafforzare il partenariato con l’Egitto nella salvaguardia di un patrimonio culturale e artistico di inestimabile valore, attraverso la diffusione delle competenze italiane, riconosciute e apprezzate a livello internazionale.

 

"Egyptian Museum Requalification System"

 

Il progetto di formazione

un'immagine dei corsi

L’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (Iscr) sta conducendo dei programmi di formazione nel campo della museologia, della conservazione e del restauro destinati a 5 musei del Cairo: Museo Egizio, Museo Copto, Museo di Arte Islamica, Museo Nazionale della Civiltà egiziana, Museo di Arte tessile (Egyptian Museum, Coptic Museum, National Museum of Egyptian Civilization - Nmedc, Textile Museum). Il progetto, denominato “Egyptian museum requalification system”, è finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero per gli Affari Esteri italiano nel quadro della Convenzione stipulata con il Segretariato Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.  I programmi di formazione dell’Iscr sono stati organizzati in stretta collaborazione con il Supreme Council of Antiquities e con la Direzione dell’Egyptian Museum del Cairo.

I principi fondamentali sui quali l’Iscr ha impostato i corsi di formazione per i musei del Cairo possono essere così sintetizzati: 
- Prevenzione e manutenzione come strumenti essenziali per il controllo della conservazione delle opere d’arte nel tempo 
- Continuo aggiornamento tecnologico e scientifico degli operatori coinvolti nelle attività di conservazione e restauro del patrimonio culturale 
- Definizione di politiche di programmazione delle attività di conservazione basate sull’analisi preventiva delle vulnerabilità e dei rischi a cui è sottoposto il

   patrimonio culturale egiziano 

Obiettivi dei corsi di formazione: 

- Sviluppare le conoscenze specialistiche e le capacità progettuali dei partecipanti nei settori della gestione dei musei, della conservazione e del restauro

  delle collezioni museali 
- Avviare programmi specialistici nei settori delle biblioteche e della conservazione preventiva dei libri 
- Migliorare le conoscenze di informatica e l’utilizzo dei principali software


Valorizzazione del Patrimonio artistico di Fayoum e Saqqara

Saqqara, piramide a gradoniE' in corso la seconda fase del programma di cooperazione Italo-Egiziano finalizzato a dare un supporto tecnico e scientifico per il monitoraggio e la gestione dei siti archeologici egiziani (Egyptian-Italian Environmental Cooperation Program, Phase II, Institutional pport to Sca for Environmental Monitoring and Management of Cultural Heritage sites: applications to

Fayoum oasis and North Saqqara Necropolis). 

Questo importante progetto multidisciplinare, di cui l’Università di Pisa cura la gestione scientifica (direttore scientifico:

Prof. Edda Bresciani) e tecnica (direttore tecnico: Arch. Antonio Giammarusti), ha iniziato la sua prima fase nel 2000,

realizzando il censimento, la catalogazione e la realizzazione di un Gis (Geographical Information Sistem) per l’area Nord

di Saqqara; adesso il programma ha come partner la Cooperazione allo sviluppo del Ministero per gli Affari Esteri,

l’Undp- United Nations Development Programme, lo Sca - Supreme Council of Antiquities e l’Eeaa - Egyptian

Environmental Affairs Agency.

 

 

 

Il team e gli interventi 


Il team italo-egiziano impegnato a Saqqara e nel Fayoum agisce con esperti italiani (Roberto Buongarzone, Emanuele Brienza, Renzo Carlucci, Franco Pizzi, Carlo La Torre, Rosa Morsilli), oltre ai due direttori scientifici e tecnici e al co-menager italiano in Egitto, Antonio La Rocca. A Saqqara, oltre al proseguimento dell’implementazione del Gis archeologico ed ambientale, si progetteranno percorsi turistici di visita all’area Nord nell’ottica del rispetto delle condizioni ambientali ed in quella di minimizzare il degrado delle strutture sottoposte ad un’eccessivo stress causato dalla pressione antropica; si svilupperà, inoltre, uno studio di fattibilità per il collegamento di tutta la necropoli menfita da Giza a Dashour; ed infine per analizzare un’ipotesi di sviluppo socio-economico del contesto in cui la necropoli ricade (con particolare attenzione al villaggio di Dashour) si studierà la fattibilità di aprire un nuovo ingresso all’area archeologica. 
Nel Fayoum si svilupperà uno studio, riferito alle emergenze archeologiche e alle ricchezze culturali, artigianali e naturali, che porti alla predisposizione di un

Master Plan per la valorizzazione delle risorse esistenti. La finalità che ci si prefigge è di pervenire a concrete ipotesi di armoniosa valorizzazione delle risorse

più rilevanti della regione (risorse endogene), capaci di promuovere uno sviluppo locale, con un attivo coinvolgimento della popolazione locale, quale volano di

sviluppo per tutto il distretto.

saqqara piramide a gradoni l'oasi di Fayoum all'alba piramide Dahshur

Il Master Plan del Fayoum

L'area dell interventoPer l'intervento nel Fayoum si prevede una realizzazione in tre fasi del Master Plan:

1. Censimento delle risorse (usando le stesse tecnologie già applicate a Saqqara);

2. verifica degli Obiettivi di sviluppo attraverso un primo intervento sul sito archeologico di Medinet Madi, per il quale

    ha la concessione di scavo l’Università di Pisa;

3. preparazione di un Piano ambientale, della Mappa del rischio e formulazione di ipotesi di sviluppo.

Il Censimento delle risorse consisterà in una vasta raccolta di tutte le risorse esistenti nell'ambito culturale, naturale, ambientale

e socio-economico. I dati raccolti saranno inseriti in un database. Saranno preparate planimetrie come carte di riferimento di tuttele informazioni raccolte. Infine un sistema informatico del sito (Sis) sarà creato con la tecnologia Gis (Geographical Information Sistem).  La verifica degli Obiettivi di sviluppo verrà effettuata a Medinet Madi, che è la concessione archeologica principale dell’Università di Pisa, da molti

anni e con importanti risultati. Infatti, il valore archeologico del sito - dove esistono tre templi, uno dei quali datato al Medio Regno, l’unico tempio di culto con

testi e rilievi che sia conservato in tutto l’Egitto - se collegato con lo scenario spettacolare, l’affascinante wildlife (l’attrazione delle cascate, le facilitazioni eco-turistiche e le altre attrattive che il parco di Wadi El Rayan offre ai visitatori, in numero medio di 200.000 l'anno), potrà venir valorizzato nella messa in funzione

di un’unica Area di interesse. L’esperienza acquisita dall’assistenza italiana nel Parco (Wrpa) e dalle missioni archeologiche, realizzate in diversi periodi in

Medinet Madi dalle Università di Pisa e di Messina, sarà utile per creare una unica opportunità di sviluppo e di sinergia fra i due siti offrendo risorse culturali e ambientali di grande valore. 
Medinet Madi potrebbe poi definitivamente passare dall'attuale rischio di perdita del valore di testimonianza storica, a causa del degrado progressivo delle

strutture in pietra e in mattoni crudi, causato soprattutto dall’ aggressione ambientale, a una fase di recupero e di valorizzazione. Nei prossimi mesi si inizierà la rimozione della sabbia che si è accumulata sull’area sacra negli ultimi 70 anni, si completerà la documentazione grafica e si svilupperanno i progetti per il consolidamento delle strutture, e per l’allestimento dell’area per accogliere i visitatori.

 

Supporto alla nuova Biblioteca Alessandrina

Foto aerea della BibliotecaL’Italia partecipa con un proprio programma al supporto alla nuova Biblioteca Alessandrina, fornendo assistenza tecnica, capacity building e attrezzature. Il progetto è orientato alla valorizzazione del patrimonio culturale egiziano, tutelato e promosso sia in virtù del suo inestimabile valore intrinseco, sia in quanto fonte di reddito per il Paese e potenziale fattore di stabilità.
L’intervento si articola lungo due direttrici: 
· da un lato completa un laboratorio di restauro del libro attraverso la fornitura di apparecchiature e l’addestramento del personale di laboratorio; 
· dall’altro prevede una componente di gestione della Biblioteca e promozione di attività culturali a livello internazionale.  
La vicenda della nuova Biblioteca inizia nel 1990, quando avvenne il primo incontro, ad Aswan, tra i rappresentanti di numerosi Paesi del mondo che, con il patrocinio dell'Unesco, hanno poi contribuito alla realizzazione della nuova Biblioteca di Alessandria. Inaugurata nel 2002, accoglie ora più di otto milioni di libri e riceve 250 mila visitatori all'anno. E’ dislocata su ben undici livelli per un'area totale

di 85,405 mq.

 

una sala di consultazione Immagine notturna Immagine notturna ingresso della Biblioteca

La sua struttura esterna, progettata da architetti norvegesi dello Snohetta/Hamza Consortium, riproduce l'immagine di un disco solare all'orizzonte, a metà tra la

terra e il cielo, ad indicare il punto in cui il presente incrocia passato e futuro. Anche l'interno della Biblioteca visualizza questo senso del tempo e dell'incontro attraverso un ordinamento delle opere che va dalle scienze religiose, storiche e filosofiche nei primi livelli, fino a quelle legate alle più moderne tecnologie nei

livelli più alti. Il tetto, inclinato, è rivestito da specchi quadrati che consentono di regolare la luce che entra nelle sale all'interno. Accanto ai milioni di libri raccolti,

sono ospitati vari centri di ricerca, tre musei, un planetario e un centro conferenze.

La nuova Biblioteca di Alessandria rappresenta nella forma e nei contenuti uno strumento prezioso di conoscenza e di apertura fra le culture e le civiltà di tutto il mondo, come nei sogni universalisti di Alessandro Magno e nell'originaria Biblioteca dei Tolomei.

 

LINK SUL TEMA

 

Università di Pisa - Egittologia

Bibliotheca Alexandrina 

Mappa del rischio dell'area di Saqqara

 

    

    Il sito del Corso di   

     Cooperazione 2015

 

 

    Il sito del Corso di

     Cooperazione 2016

 

 

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