Palmira, in Siria nata dell’Alimentazione di quest’anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siria: il Tempio di Baal Shamin, distrutto dall'Isis

 

DOSSIER

Temi e Paesi della Cooperazione Internazionale

 

La risorsa cultura (marzo  2016)

La Cooperazione italiana per il Patrimonio culturale

 

La ’risorsa Cultura’ si è affermata come una delle più importanti condizioni per garantire uno sviluppo economico sostenibile. 

Valorizzazione del Patrimonio culturale e tutela dell’ambiente, oltre a garantire la qualità della vita anche delle future generazioni,

offrono infatti concrete opportunità di reddito e significativi incentivi alle attività imprenditoriali locali. Le drammatiche vicende degli

ultimi anni (dalla distruzione dei Buddha di Bamiyan in Afghanistan alle sistematico sterminio del patrimonio culturale dell'Iraq e della

Siria ad opera del sedicente Stato Islamico) hanno dimostrato quanto sia importante ed urgente proteggere questo bene inestimabile.

Le iniziative della cooperazione italiana - svolte in molti casi in collaborazione con la Direzione Generale per la Promozione e

Cooperazione Culturale del Mae - comprendono il rafforzamento istituzionale, amministrativo e gestionale delle istituzioni locali nel

settore della cultura; la promozione di politiche di formazione anche nell’uso delle più avanzate tecnologie di conservazione del

Patrimonio culturale; campagne educative per diffondere il rispetto del bene storico-artistico ed ambientale; iniziative transfrontaliere

che, nel rispetto delle peculiarità delle culture, incentivano il dialogo e la reciproca collaborazione; valorizzazione dell’indotto culturale

come strumento di crescita economica; azioni rivolte al turismo culturale ed ambientale; assistenza per la formulazione e gestione delle

politiche culturali e museali; programmi di scambio e di formazione specialistica con gli Organismi locali operanti nei settori dei

beni culturali (si vedano le Linee Guida della Cooperazione per il Patrimonio culturale e qui accanto i Paesi di intervento).

 

I Partner e gli obiettivi

Testa di regina

Si è puntato ad istaurare una fattiva collaborazione tra intervento pubblico ed operatori privati; rivolgendo particolare attenzione

alla mobilitazione di associazioni, imprese giovanili, Ong per la valorizzazione del Patrimonio culturale. Un forte contributo a

sostegno del settore è venuto anche dalla Cooperazione decentrata: l’esperienza di governo sul territorio può infatti rendere i

suoi operatori molto sensibili alla valorizzazione ”dal basso” del Patrimonio culturale.

Costruire percorsi efficienti in materia di promozione e gestione dei beni culturali significa infatti accrescere l’interesse per il

patrimonio artistico, garantire risorse finanziarie mediante l’incremento del turismo, avviare la formazione di distretti culturali e,

in ultima analisi, valorizzare l’immagine e il prestigio di un Paese presso la Comunità internazionale.

L’intervento della Cooperazione italiana nel settore dei Beni culturali si colloca nell’ambito di una lunga tradizione che nasce, con

finalità di ricerca e studio, fin da dopo l’unità d’Italia, soprattutto nell’area del Vicino oriente. Numerosi sono gli enti e le istituzioni

del Sistema Italia, sia centrali che periferici, che svolgono attività in questo campo, sia con programmi propri che in accordo con

altri: oltre al Mae - con le due Direzioni per la Cooperazione allo sviluppo e per la Promozione e Cooperazione culturale - il

Ministero dei Beni Culturali, il Cnr, l’Istituto Centrale del Restauro, l’Isiao, le Regioni e le maggiori università italiane, fino a

numerose fondazioni bancarie.

 

 

Paesi di intervento:

SIRIA 
Salvaguardia del Patrimonio culturale

Prima della guerra civile e dell'aggressione del sedicente Stato Islamico, le aree maggiormente interessate dall’intervento italiano erano il Museo Nazionale e la Cittadella di Damasco.  Le attività dirette al Museo avevano come obiettivo la riorganizzazione della struttura museale in "hub” culturale attraverso: l’impiego

di nuovi modelli comunicativi, l’elaborazione di una nuova impostazione espositiva, la riprogettazione dei laboratori di restauro e dei laboratori per i mosaici, con allestimento di una sala espositiva (all’interno della Cittadella) dei pannelli restaurati e la riprogettazione dei depositi con la pianificazione di un piano formativo

per gli operatori del Museo. Tutte le attività sono state sospese nel 2012.

 

La Cittadella di Damasco

L’intervento rivolto alla Cittadella mirava alla rivalutazione delle sue strutture attraverso un ”Master plan” che portasse alla creazione di un centro di accoglienza

e di una galleria per esposizioni, oltre che alla realizzazione di uno studio che identificasse le possibilità di sviluppo delle interazioni tra l’area del ”suq”, città vecchia

e capacità attrattiva della Cittadella.  L'apertura al pubblico della Cittadella di Damasco era un obiettivo strategico, un punto essenziale della politica culturale siriana.

Cittadella damasco Questi erano gli obiettivi principali:

- Contribuire a dare al paese una immagine, una storia e una definizione della propria identità culturale; sviluppando il turismo sia dai

  Paesi arabi che dal mondo Occidentale ed Orientale.

- Creare un Centro culturale internazionale poli-funzionale, nel cuore della capitale, rinforzando il valore economico delle risorse

  culturali siriane.

- Creare un Distretto, o centro culturale, in grado di mobilitare risorse nazionali ed internazionali. In tale scenario era anche stata

presa in considerazione la possibilità di riutilizzare alcune antiche strutture e di conseguenza di programmare interventi di rafforzamento e restauro per alcune parti

della Cittadella. (vedi il Sito del progetto)


Cittadella il restauro di una sala maquette

 

Il rinnovo del Museo Nazionale di Damasco

una sala del museo nazionale

In accordo con i risultati più recenti degli studi museali, e sulla base dell'esperienza maturata nel settore all'interno della Cooperazione italiana, è diventata chiara l'urgenza di nuovi modelli di comunicazione, diversi dai tradizionali. Una comunicazione capace di interpretare le esigenze e le aspettative dei visitatori, e insieme valutare la loro esperienza.

Dovunque si avverte l'esigenza di una organizzazione nuova e più complessa dell'istituzione Museo. Supporti e sistemi nuovi di comunicazione, nuovi strumenti d'archiviazione più elastici: tutto dovrebbe permettere di presentare meglio le collezioni, in modo più accurato e coordinato; e di introdurre meccanismi di rotazione dei materiali, organizzando mostre temporanee e favorendo scambi regolari con analoghe istituzioni in tutto il mondo. Ed è ancor più indispensabile istaurare un rapporto corretto tra l'architettura e le collezioni, tra gli spazi fisici e quelli concettuali e comunicativi.

Nel frattempo, bisogna poter contare su uno staff molto competente, altamente motivato, addestrato e operativo: fattore indispensabile per gestire lo sviluppo in modo efficace e raggiungere gli obiettivi di una buona politica di institution building. La formazione dello staff di un museo, in grado di dialogare e confrontarsi con l'esterno, va inteso come un processo continuo, che include molte competenze trasversali, tra le quali, in particolare, la Conservazione, lo sviluppo del sistema-Museo, la promozione della ricerca e la sensibilizzazione del pubblico.

Il processo di identificazione delle componenti di questo progetto includeva i seguenti fattori:
1. Gli spazi di lavoro attuali non sono adeguati alle necessità di un moderno laboratorio, in grado di espletare le sue delicate funzioni;

2. Le attività del laboratorio devono garantire la catalogazione, la documentazione, la programmazione degli interventi di conservazione più importanti, l'analisi e la diagnosi scientifica, i protocolli per le diverse attività di conservazione e restauro, la gestione dlle collezioni (sia quelle esposte che quelle immagazzinate nei depositi),

e la costante applicazione di misure di conservazione preventiva.

il disegno di una sala una sala del museo una sala del museo

Si era così concordato con la controparte siriana per una nuova localizzazione, almeno parziale. I lavori erano già cominciati, con l'equipaggiamento dei laboratori. Rispetto alle attività di formazione ai mosaici, queste dovevano essere articolate in due diversi schemi metodologici, a seconda che riguardassero interventi di conservazione in situ o su oggetti già musealizzati, ma prima ricomposti. Erano previsti interventi di rimozione dei mosaici dai contesti originali, o da supporti non più adeguati. I destinatari della formazione 'on the job', per entrambi i laboratori , dovevano essere sia tecnici già al lavoro nel Museo che personale reclutato appositamente dalla Dgam siriana

 

Il Museo Nazionale di Aleppo

L'ingresso del museo

Dal 2002, l'Università di Pisa partecipava a un programma europeo (Meda) voluto fortemente dalla sede della Comunita’ Europea di Damasco e coordinato dalla Direzione delle Antichita’ e dei Musei di Siria con il Progetto P.I.S.A. (Progetto Italo-Siriano per l’Archeologia e l’Archeometria), attraverso le strutture e il personale numeroso della missione archeologica di Tell Afis e con l’apporto

di diverse collaborazioni esterne.

In questa sede era stato approntato - con il contributo della Cooperazione italiana - un laboratorio di formazione al restauro con seminari pratici su manufatti in ceramica, bronzo e pietra, rivolto a giovani restauratori dei Musei di Damasco e Aleppo e condotto dal personale dell’universita’ con il supporto di restauratori dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma.

Il Museo di Aleppo, insieme a quello di Damasco, era il più vecchio e ricco di reperti sull'antichità siriana in particolare nella regione Eufrate-Khabur. La monumentale facciata dell'ingresso era la ricostruzione del tempio/palazzo della dinastia Kapara originaria di Guzana/Tell Halaf risalente alla seconda metà del IX secolo a.C. Vi si potevano ammirare avori, sculture neo-ittite, splendidi cicli pittorici neo-assiri, vetri romani e bizantini, ceramiche islamiche e mirabili opere di scultura.

 

Il Museo di Idlib

Tavoletta da Ebla Idlib è una città nel nord et della Siria: è situata in un bacino fertile a metà strada tra Aleppo e Latakia, ed è un importante centro tessile, nonché il mercato di uno dei distretti agricoli più ricchi del paese. Un'area molto significativa dal punto di vista storico, per le numerose città morte e quasi 200 "tell", colline nelle quali sono sepolte civilità come quella di Tell Mardikh, Ebla, un tempo capitale di un grande regno. Le tavolette cuneiformi di Ebla, scoperte dall'archeologo italiano Paolo Matthiae, risalgono al terzo millennio avanti Cristo.

Il Progetto Idlib era parte della strategia complessiva della Dgam - Direzione Generale delle Antichità e dei Musei del Ministero della Cultura siriano - per sviluppare e modernizzare il Museo Regionale, per ospitare le importanti collezioni delle campagne archeologiche italiane nella regione (Ebla, Tll Afis, Qminas, Tell Deinit, Tell Tuqan). La Dgam, per conto del Ministero della Cultura e con il coordinamento dell'esperto italiano designato dal Ministero, era responsabile per l'implementazione del progetto, partito nel 2009.

 Risultati attesi più importanti erano:

• Elaborazione di ipotesi per la riorganizzazione del Museo e la formulazione di Piani operativi (front and back office policies);
• Identificazione delle tematiche del Museo,  scelta delle priorità e cronogramma degli interventi da realizzare;
• Rinnovamento delle sale del piano terra, che ospitano una introduzione alla storia e alla cultura della Regione, e alla storia delle scoperte archeologiche nell'area;
• Rinnovamento delle sale del primo piano, che ospitano la sezione di Ebla, quella di Tell Afis e quella dedicata agli altri siti rilevanti (Qminas, Tell Deinit, Tell Tuqan);
• Organizzazione dei depositi e dei laboratori per il restauro e la conservazione delle Tavolette, compresa la creazione di un data base per queste collezioni. 
• Assistenza tecnica per la supervisione delle opere civili per il rinnovamento del Museo, affidata direttamente alla Dgam.

 

LINK SUL TEMA PATRIMONIO CULTURALE

 

Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro 

Centro Ricerche Archeologiche e scavi di Torino

Unesco: il Patrimonio culturale dell'Umanità 

Università di Pisa - Egittologia

Bibliotheca Alexandrina 

Mappa del rischio dell'area di Saqqara

Direzione Generale delle Antichità e dei Musei di Siria   

Accordo di cooperazione Italia-Siria

Banca Mondiale: Patrimonio culturale in Libano

Unesco: il Patrimonio nazionale del Libano

Museo Nazionale di Belgrado

Museo Nazionale dell'Iran

Università Mediterranea di Reggio Calabria   

Ipogea: valorizzazione della Casbah di Algeri 

Istituto nazionale di cultura del Perù

Museo nazionale archeologico del Perù

 

 

 

    

Il sito del Corso di   

Cooperazione 2015

 

Il sito del Corso di

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Paesi

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