Baalbek, Libano nata dell’Alimentazione di quest’anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOSSIER

Temi e Paesi della Cooperazione Internazionale

 

La risorsa cultura (marzo  2016)

La Cooperazione italiana per il Patrimonio culturale

 

Paesi di intervento:

 

LIBANO 

Valorizzazione del patrimonio culturale e sviluppo urbano

Miglioramento dell'offerta culturale del Museo Nazionale di Beirut

Baalbek, tempio di Venere

L’iniziativa intende contribuire all’aggiornamento della strategia museologica e alla realizzazione di un nuovo allestimento per

il basamento del Museo Nazionale di Beirut.

Si tratta di una prestigiosa collezione di reperti riguardante l'arte funeraria nel corso dei secoli (dalla Preistoria fino alla

Conquista Islamica, con reperti del periodo Mamelucco). Il percorso previsto condurrà poi il visitatore alla più grande collezione

al mondo di sarcofagi antropomorfi e agli affreschi romani della Tomba di Tiro, restaurati grazie ad un precedente progetto di cooperazione.

Il Progetto prevede inoltre di fornire assistenza tecnica specializzata e in grado di garantire un adeguato restauro, conservazione

e valorizzazione dei reperti, oltre che di supportare il piano di promozione e attività culturali presso il Museo Nazionale.

 

 

Il Programma per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e lo Sviluppo Urbano in Libano

(Chud, “Cultural Heritage and Urban Development“)

Baalbek, tempio di Bacco

E' un vasto intervento proposto dalla Banca Mondiale di sei anni e mezzo di durata, per un importo complessivo di oltre

60 milioni di dollari. Il contributo Italiano è di circa 11 milioni di euro.

La componente italiana del Programma Cultural Heritage and Urban Development (CHUD) partecipa ad una strategia di

interventi in ambito culturale e di sviluppo urbano, promossa dal Governo Libanese d’intesa con la Banca Mondiale da

effettuarsi in 5 città libanesi (Byblos, Baalbeck, Tiro, Sidone e Tripoli).

L’intervento italiano sarà rivolto alle seguenti iniziative:

• Restauro, riabilitazione e riutilizzo del Serail di Baalbek e di Khan el-Echle (Caravanserraglio della Prigione) di Sidone.  

• Valorizzazione dei siti archeologici di Baalbek, Tiro, Sidone e il restauro del Vecchio Mulino Ottomano Esendemir

   Mill di Tripoli (componente archeologica);

• Assistenza tecnica alla Direzione Generale per l’Urbanistica (DGU) al fine di elaborare nuove linee guida per la pianificazione dei centri storici e il

   miglioramento delle condizioni dei centri urbani (componente di rafforzamento istituzionale).

Più precisamente, l’Italia si occuperà del restauro strutturale e del riutilizzo di edifici storici, con lo scopo di riqualificare le aree urbane di Baalbek

e Sidone; della messa in sicurezza e il restauro strutturale dei siti archeologici di Baalbek - in particolare si interverrà sui più importanti monumenti,

il Tempio di Giove, il Tempio di Bacco e i Propilei; di Tiro – Siti monumentali di El Mina ed El Bass; di Sidone e Tripoli e della loro adeguata

promozione e presentazione con percorsi di visita adeguati. Per ciascuno dei siti si prevede una progettazione specifica delle attività di restauro,

conservazione, riabilitazione, con interventi di alta tecnologia per i quali l’Italia è considerata centro di eccellenza.

Baalbek Baalbek Baalbek, tempio di Giove Baalbek, tempio di Bacco

Sono state inoltre definite, con una modifica all'Agreement (approvata dalle due parti), le varianti all’intervento progettuale su Tripoli (essendosi riscontrata l'impossibilità di svolgere l'intervento originariamente previsto). Analoghe modifiche sono state esaminate e discusse anche per l'intervento sulle Gouraud

Barracks a Baalbeck. L'intervento sostitutivo, individuato ad ottobre 2008, sarà verosimilmente formalizzato entro la primavera 2009. E' stata infine avviata,

a seguito di incontri congiunti con le parti coinvolte, la proposta di attività di supervisione da parte dell'Unesco .


Progetto per la riabilitazione di Khan el-Eshli (Caravanserraglio della Prigione)

Khan El Echle venne costruito nel 1712 dalla famiglia Hammoud al fine di ospitare attività di scambio e commerciali. In seguito tale architettura venne utilizzata per ospitare le truppe Ottomane, Francesi e Libanesi. Si tratta di un edificio di indiscutibile valore storico ed artistico che rappresenta in maniera raffinata e singolare la tipologia architettonica del Caravanserraglio (il nome Khan El Echle significa infatti Caravanserraglio della Prigione). Diversamente da altri Khan normalmente costituiti da due soli piani, infatti, Khan El Echle, è un edificio che si eleva di due piani oltre al pian terreno, di cui l’ultimo piano è considerato una aggiunta successiva. Dal punto di vista della distribuzione degli spazi, esso conserva la normale struttura del Caravanserraglio: su un cortile centrale si aprono le stanze al primo piano, mentre le stanze al secondo piano si affacciano al centro attraverso un terrazzo coperto (a galleria) che corre lungo tutto il perimetro del cortile stesso.

La mancanza di operazioni di restauro e di una adeguata manutenzione degli ambienti e delle superfici, unita alle modifiche o aggiunte di ordine strutturale successive, hanno rischiato di alterare le caratteristiche estetiche del Khan e di compromettere gravemente l’integrità e l’autenticità dell’edificio. Attualmente la parte abitativa non è occupata, mentre la parte esterna, adibita a negozi che necessitano di esser sistemati ed organizzati, ospita attività di tipo commerciale e industriale. A questo scopo, alcune delle attività previste per il Programma CHUD porteranno al consolidamento strutturale e alla conservazione dell’edificio storico ed avvieranno la progettazione del lavoro di riabilitazione e riutilizzo degli ambienti del Khan.

Questo progetto, che a buon titolo può esser considerato in totale sinergia con le attività promosse dal Programma CHUD, prevede di utilizzare la progettazione elaborata a finanziamento CHUD al fine di proseguire e concludere i lavori di destinazione degli spazi resi disponibili dall’opera di riabilitazione, di continuare l’opera di predisposizione e allacciamento degli impianti, e di ottenere la sistemazione completa degli ambienti interni. In tal modo si otterrà la riqualificazione di questa porzione del centro storico di Saida e si contribuirà a promuovere una migliore fruizione e distribuzione degli spazi urbani.


Progetto per la conservazione del Castello di Chamaa nel Sud del Libano

Il progetto per la conservazione del Castello di Chamaa prevede il restauro del castello, la promozione dell’offerta culturale per incentivare lo sviluppo turistico della regione e la creazione di un processo dinamico di trasmissione/diffusione di pratiche conservative adeguate. La strategia di progetto è stata elaborata dalla Direzione Generale delle Antichità Libanese, che ha proposto 4 tipologie di intervento:

1. Conservazione e restauro strutturale degli edifici: si tratterà principalmente di consolidamento strutturale e restauro del castello e, possibilmente, delle architetture vernacolari presenti nel villaggio (ivi inclusi lavori di sgombero macerie e di scavo), riabilitazione dei percorsi pedonali e sistemazione del traffico veicolare all’interno delle mura, recupero degli edifici storici di pubblica proprietà.

2. Progettazione e sensibilizzazione sulle buone pratiche di conservazione: è stato condotto uno studio volto all’elaborazione di una mappa del degrado delle architetture presenti nel villaggio e all’elaborazione di un progetto generale di restauro e riabilitazione. Si promuoverà anche una componente di formazione on–the-job rivolta alle maestranze (architetti, tecnici, restauratori o costruttori) e alla popolazione locale, attraverso una partecipazione attiva alle diverse fasi di esecuzione dell’opera.

3. Sostegno allo sviluppo economico con incentivazione della produzione locale di artigianato e prodotti agro-alimentari: in considerazione delle condizioni economiche disagiate della popolazione, il progetto mira a creare un indotto economico attraverso la riqualificazione e la conservazione del patrimonio architettonico. Si intende recuperare, qualora possibile, l’antico frantoio e di ripristinarne l’uso, sostenendo organizzazioni non governative o associazioni locali capaci di creare iniziative pilota a supporto delle attività tradizionali tipiche del villaggio.

4. Sviluppo di percorsi turistici collegati al Castello: il castello di Chamaa appartiene alla rete di baluardi difensivi costruiti dai Crociati. Al fine di incrementare il numero di visitatori si realizzerà un depliant illustrativo per presentare al pubblico il sito di Chamaa e le risorse turistiche presenti nel villaggio/area.

 

LINK SUL TEMA

Utl Libano Cooperazione italiana: gli interventi sul Patrimonio culturale

Banca Mondiale: Patrimonio culturale in Libano

Unesco: il Patrimonio nazionale del Libano

 

    

    Il sito del Corso di   

     Cooperazione 2015

 

 

    Il sito del Corso di

     Cooperazione 2016

 

Siria

Egitto

Libano

Palestina

Giordania

Iran

Tunisia

Algeria

Marocco

Mauritania

Serbia

Kosovo

Cina

Perù

Salvador

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indietro a Dossier