2015, il mondo che vogliamoiornata dell’Alimentazione di quest’anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Agenda 2030

 

 

 

 

DOSSIER

Temi e Paesi della Cooperazione Internazionale

 

Post 2015 - L'Agenda 2030 e gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile

 

Il mondo si trasforma rapidamente nella fase attuale della globalizzazione, e la cooperazione allo sviluppo è parte di questa

trasformazione.  Molte cose sono cambiate dal 2000, anno di lancio degli Obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium

Development Goals). Il dibattito internazionale si è concluso a fine 2015 con la definizione di un'agenda prioritaria (Agenda 2030)

con gli impegni per il futuro della cooperazione multilaterale e bilaterale, descritti in 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile

 

Consultazioni tematiche delle Nazioni Unite

Consultazioni a livello nazionale sull' agenda di sviluppo Post- 2015 hanno visto la partecipazione di più di 70 paesi. Il Gruppo Sviluppo delle Nazioni Unite ha

organizzato un 'pacchetto' di 11 consultazioni tematiche, sul conflitto e la fragilità, l'istruzione, la sostenibilità ambientale, la governance, la crescita e l'occupazione,

la salute, la fame, la nutrizione, le disuguaglianze, le dinamiche della popolazione, l'energia, e l'acqua: che si sono poi tradotte negli Obiettivi dell'Agenda 2030.

Tavolo interistituzionale per la cooperazione allo sviluppo

Il Tavolo interistituzionale per la cooperazione allo sviluppo, istituito a livello Direttori Generali dal Ministero degli Esteri / Dgcs d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze / Direzione Rapporti Finanziari Internazionali e poi presieduto dal Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione,

si è posto come luogo di partecipazione e consultazione, assicurando la pluralità e la partecipazione degli attori pubblici e privati della cooperazione internazionale.

Nel suo ambito, è stato istituito il Gruppo tematico sul Contributo italiano all’agenda “post 2015”: che ha seguito il processo di definizione dei 

Sustainable Development Goals (SDGs), espandendo il lavoro in corso in ambito Mae - Ministero dell’Ambiente; contribuendo ad elaborare la “posizione” italiana.

 

Sustainable Development Goals

Uno dei principali risultati della Conferenza Rio +20 è stato l'accordo degli Stati membri di avviare un processo per sviluppare una serie di Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), che si è basato sugli Obiettivi di sviluppo del Millennio per praparare l'Agenda 2030. E' stato un "processo intergovernativo inclusivo e

trasparente aperto a tutti i soggetti interessati, al fine di sviluppare i nuovi obiettivi per concordarli in seno all'Assemblea Generale".

(cfr. Documento Rio+20 The future we want)

 

Il negoziato per la definizione dell'Agenda 2030

Il dibattito internazionale ha coinvolto nel 2013 e 2014, a vari livelli, i diversi ambiti istituzionali in cui è presente l'Italia, valorizzando le proprie esperienze.
Il principale ambito istituzionale è stato quello delle Nazioni Unite, dove il negoziato ha avuto luogo e in cui il Segretario Generale Ban Ki-moon ha avviato,

in parallelo, diversi meccanismi intergovernativi, processi di consultazione ed elaborazione di proposte. 
Alla definizione e articolazione della nuova Agenda hanno concorso, in modo più o meno coordinato con il processo delle Nazioni Unite, anche altre istituzioni multilaterali nel cui ambito l'Italia è stata presente.

 

I principali temi in discussione

Agricoltura, sicurezza alimentare e nutrizione 
Sanità
Stati fragili
Genere
Sviluppo sostenibile e SDGs
Indicatori 

Agricoltura, sicurezza alimentare e nutrizione


La lotta alla fame e alla malnutrizione è un prerequisito fondamentale per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile globale e per tali motivi, rappresenta un’area tematica prioritaria su cui concentrare l’attenzione, per costruire un approccio olistico e integrato ai temi dell’agricoltura, della nutrizione e della sicurezza alimentare
Il tema combina le dimensioni locale, nazionale e globale, la prospettiva territoriale, le grandi questioni della sostenibilità ambientale e della gestione sostenibile ed efficiente delle risorse, le nuove dimensioni della sicurezza: non esiste un singolo Paese, un agenzia o uno strumento che, soli, possano rispondere a questa sfida.
L'agricoltura sostenibile, forse più di ogni altra cosa, è una sfida planetaria e inter-generazionale, trasversale a tutti gli stakeholder dello sviluppo. È, probabilmente,

il terreno di sperimentazione e incontro più chiaro tra MDG e SDG, sottoposto a pressioni crescenti legate alle dinamiche di crescita demografica edi sfruttamento ambientale, e profondamente interconnesso alle questioni di genere, al tema della vulnerabilità e a quello dei rapporti tra stato e mercato, alla questione del lavoro e a quella dei modi di produzione e consumo sostenibili, al nodo della volatilità dei prezzi alimentari ed energetici, al rapporto tra mondo rurale e processo di inurbamento, alle migrazioni di massa. 
La crescita della popolazione, l’urbanizzanzione e le questioni ambientali sfidano le capacità dell’agricoltura di soddisfare una crescente domanda di generi alimentari, mentre i crescenti tassi di obesità riscontrabili sia nel paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo sottolineano come la malnutrizione, nella sua doppia valenza,

diventi sempre più una sfida fondamentale con cui confrontarsi in futuro.
 

Sanità

La salute è un elemento centrale per lo sviluppo, rappresentando allo stesso tempo una sua imprescindibile precondizione ma anche un indicatore dei progressi ottenuti nel perseguirlo. Se c’è consenso unanime intorno alla previsione del ruolo che la salute rivestirà all’interno dell’agenda di sviluppo in costruzione, questa tematica è allo stesso tempo al centro di un dibattitto che mira alla ridefinizione del concetto di salute e delle modalità della sua integrazione all’interno del nuovo framework post 2015.

L’agenda della salute globale sta cambiando, rendendo sempre più necessario il riconoscimento politico dell'impatto sociale ed economico delle malattie non trasmissibili, delle importanti implicazioni legate al riconoscimento e alla tutela dei diritti e della salute sessuale e riproduttiva, e dell’importanza, ai fini di operare efficacemente sul fronte della riduzione della povertà , del raggiungimento della copertura sanitaria universale e accessibile a tutti. Tutto ciò comporta necessariamente l’adozione di un approccio integrato, che tenga in considerazione determinanti di tipo sociale, economico e ambientale insieme ai fattori biomedici responsabili delle diverse patologie, e che è una delle maggiori sfide con cui la comunità internazionale dovrà confrontarsi.

Stati fragili


La libertà da conflitti e violenze è uno dei principali diritti dell’uomo, e l’essenziale fondamento per la costruzione di società pacifiche e prospere; tuttavia, dal dibattito attualmente in corso sul tema della sicurezza emerge la necessità, universalmente riconosciuta, di andare oltre la ormai tradizionale concezione di “stati fragili”, dando priorità a una ricategorizzazionedelle nuove dimensioni della sicurezza sulla base di un approccio olistico.

L'approvvigionamento energetico, di acqua, cibo, terra si intrecciano non solo con sicurezza alimentare e nutrizione, tutela dell'ecosistema, equità sociale, migrazioni, sviluppo economico sostenibile, ma con le dimensioni tradizionali della sicurezza personale dalla violenza e dalle guerre. Queste dimensioni della sicurezza umana sono trasversali a tutti i paesi, e disegnano una realtà complessa non più analizzabile attraverso la sola divisione in stati a basso, medio ed alto reddito.

La nuova agenda per lo sviluppo dovrà quindi raccogliere la sfida e porre al centro il tema della capacità di resilienza e, quindi, il problema delle complessa mappa di vulnerabilità tra loro intrecciate: salute, guerre, fame, violenza, fragilità istituzionale, condizioni critiche degli ecosistemi, opportunità di lavoro a condizioni dignitose, violazione dei diritti, precarietà economica.


Sviluppo sostenibile e SDGs

Il dibattito sul post 2015 è stato collegato a quello sulla definizione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile emersi dalla Conferenza di Rio +20 e che fanno riferimento

alle tre dimensioni (economica, sociale e ambientale) dello sviluppo sostenibile.
Se l'obiettivo fondamentale dello sviluppo è oggi quello di riuscire a coniugare sviluppo economico, equità sociale e sostenibilità ambientale, dando piena centralità al principio della sostenibilità - come è stato ribadito in occasione della conferenza di Rio+20 del giugno 2012 - occorre anzitutto ribadire l'importanza di coniugare le politiche di gestione delle risorse naturali con una particolare attenzione alle implicazioni sul piano dello sviluppo economico, della povertà e delle disuguaglianze.

La riforestazione, la sicurezza idrica, la conservazione dei suoli, la qualità dell'aria, la più generale tutela della biodiversità in tutta la sua ricchezza, la pianificazione territoriale e urbanistica sono tutti ambiti di intervento per una gestione sostenibile delle risorse naturali, che può diventare un modo per orientare le prospettive di sviluppo futuro e quindi le strategie politiche dei principali stakeholder. Per farlo è necessario riconoscere l'importanza di superare un approccio centralistico in favore di un’azine integrata e condivisa.

Il documento conclusivo di Rio+20, The Future We Want, adottato con risoluzione dell’assemblea Generale n.66/288, riconosce come sfida centrale lo sradicamento della povertà, identifica la green economy come un importante strumento per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile e indica alcune caratteristiche di base degli SDG: orientati all'azione, coincisi, facilmente comunicabili, di numero limitato,  di natura globale e universalmente applicabili a tutti i Paesi, pur tenendo conto delle differenti realtà nazionali.
 

Indicatori

La rivoluzione nelle tecnologie informatiche avvenuta nel corso dell’ultima decade offre una grande opportunità per il rafforzamento dei sistemi statistici destinati

a fornire dati ai decisori politici. Sono state portate avanti numerose iniziative che permettono il monitoraggio continuo e puntuale dei risultati raggiunti, ed è fondamentale che tali innovative pratiche vengano riconosciute ed integrate sia a livello nazionale che globale, allo scopo di garantire scelte motivate ed efficaci

per la realizzazione dello sviluppo sostenibile.

Tuttavia, prima ancora che sulla definizione del “come”, il dibattito finalizzato alla formulazione della nuova agenda di sviluppo è concentrato su “cosa” misurare: emerge sempre più prepotentemente la necessità di elaborare ed avvalersi di indicatori di sviluppo che vadano oltre la concezione della povertà come fenomeno esclusivamente economico, misurabile attraverso indicatori di reddito, e che si dimostrino allo stesso tempo maggiormente efficaci nel ricostruire il quadro delle diseguaglianze crescenti tra i vari paesi e all’interno dei singoli stati.


 

  

           Cooperazione

Università Roma Tre

  

 

                    Obiettivi

             Agenda 2030

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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