Profughi siriani Giornata dell’Alimentazione di quest’anno.

 

DOSSIER

Temi e Paesi della Cooperazione Internazionale

 

Siria, emergenza profughi (luglio 2015)

 

Il 15 marzo 2015 la guerra che insanguina la Siria è entrata nel suo quinto anno. Non è certamente stata una data da celebrare: sono finora almeno 200.000 le vittime tra i civili, di cui almeno 10.000 bambini e ragazzi sotto i 18 anni.

La vita di 14 milioni di bambini - sfollati, profughi, intrappolati nelle zone di combattimenti o sotto assedio, privati della scuola e dei servizi di base - è stata sconvolta da questo conflitto.

Le persone bisognose di assistenza umanitaria all'interno dei confini siriani sono ormai oltre 12 milioni, quasi 5,6 milioni dei quali sono bambini e adolescenti sotto i 18 anni. Tre milioni e mezzo sono i minori sfollati all'interno della Siria. Ad essi si aggiungono altri 3,8 milioni di profughi (tra cui quasi 2 milioni bambini), fuggiti nei Paesi della regione (Turchia, Giordania, Libano, Iraq ed Egitto). Circa il 5% di essi - poco più di 270.000 - hanno trovato asilo in Europa.

La situazione si è ulteriormente aggravata a partire dall'estate 2014 a causa dell'impetuosa avanzata in Siria e in Iraq delle milizie jihadiste dell'ISIS (l'esercito dell'autoproclamatasi "Califfato" islamico), che oltre a compiere massacri sulle minoranze Yazide, Turcomanne e cristiane, provocano nuovi spostamenti di popolazione.

 

L'intervento umanitario dell'Unicef

L'UNICEF è attiva sin dall'inizio della crisi per raggiungere con i suoi aiuti umanitari il maggior numero possibile di persone a rischio, in primo luogo donne e bambini.

Le possibilità d’intervento umanitario all'interno della Siria restano limitate dalle condizioni di insicurezza, dalle difficoltà di movimento e dalla mancanza di carburante. Nei paesi confinanti, è l'enorme e incontrollato afflusso di profughi, spesso in zone totalmente prive di infrastrutture e con pressione insostenibile sulle risorse locali, a rendere improba l'azione di soccorso.

L'intervento umanitario per i bambini siriani è di gran lunga la previsione di spesa più ampia dell'Appello umanitario Unicef per l'infanzia nel 2015 (lo Humanitarian Action for Children 2015): 903 milioni di dollari, di cui 30% per interventi in Siria e 70% (624 milioni di dollari) per azioni nei paesi che ospitano rifugiati siriani.

Nel 2014, l'appello Unicef per l'intervento umanitario in Siria era stato finanziato dai donatori internazionali per il 58% del fabbisogno, imponendo severi limiti alle operazioni. Grazie alla generosità dei suoi donatori, dall'inizio della crisi l'Unicef Italia ha finora trasferito agli operatori sul campo 3.619.000 euro per l'azione umanitaria in soccorso dell'infanzia siriana. L'8 aprile scorso il Ministero degli Esteri, nel quadro degli impegni assunti alla Conferenza internazionale dei donatori per la Siria (Kuwait City, 31 marzo 2015) ha deliberato un contributo ai programmi Unicef per ì'infanzia palestinese in Siria pari a 500.000 euro.

 

Gli interventi italiani in Siria

Oltre 20 milioni di euro per i profughi

Ammonta a 20,7 milioni di euro l’impegno assunto sinora dall’Italia in risposta alla crisi siriana, con interventi a favore della popolazione sfollata in Siria e a sostegno dei governi dei paesi limitrofi di Giordania, Libano e Turchia che hanno accolto i profughi siriani. La Cooperazione italiana è intervenuta sin da subito per fornire assistenza ai siriani colpiti dalla crisi, realizzando interventi per 6,64 milioni di euro nei seguenti settori: operazioni di primo soccorso; assistenza alimentare e nutrizionale; salute; interventi multi-settoriali; coordinamento umanitario; protezione e assistenza psico-sociale; agricoltura. Nell’ambito delle operazioni di primo soccorso, nel 2012 la Cooperazione italiana ha inviato a Damasco kit medici per patologie generali e il trattamento di traumi bellici (distribuiti da Unhcr e Mezza Luna Rossa siriana). Nel corso del 2013 sono state inviate, invece, 332 tonnellate di beni umanitari tramite il confine turco e distribuiti ai siriani più bisognosi aiuti alimentari, medicinali e generi di prima necessità.

 

Assistenza alimentare e sanitaria

Nel campo dell’assistenza alimentare e nutrizionale, dal 2012 la Cooperazione italiana ha sostenuto il Pam, attraverso la distribuzione di cibo e alimenti fortificati per l’infanzia ai siriani vulnerabili, e l’Unrwa, mettendo a disposizione razioni pronte all’uso destinate ai rifugiati palestinesi. Nel 2013 la Dgcs ha avviato la distribuzione di 205 tonnellate di olio vegetale, in partnership con il Pam, mentre continua l’assistenza alimentare ai palestinesi residenti nell’area di Damasco ed Aleppo tramite l’Unrwa. Infine, in collaborazione con l’Ong Terre des Hommes Italia (Tdh), si sta provvedendo alla distribuzione di latte in polvere, sotto stretto controllo pediatrico, ai bambini affetti da malnutrizione acuta. Per quanto riguarda il settore della salute, nel 2013, per sopperire alla carenza di medicinali nelle strutture sanitarie del paese, la Cooperazione italiana ha distribuito kit per le cure mediche di base e il trattamento di traumi bellici tramite l’Oms, mentre dal 2014 sta sostenendo specifiche attività a favore delle donne in gravidanza, in collaborazione con Unfpa, garantendo l’accesso ai servizi di prevenzione e cura nel settore materno.

 

Assistenza multisettoriale

In ambito multi-settoriale, nel quadro della risposta Onu in Siria, la Dgcs sostiene le attività dell’Unicef nei settori dell’educazione, in quelli idrico, in quello igienico-sanitario, in quello della nutrizione, in quello della protezione e per le forniture di beni umanitari essenziali. Per la risposta ai bisogni più urgenti, inoltre, la Cooperazione italiana ha assicurato il proprio sostegno al Fondo di risposta istituito dalle Nazioni Unite per la crisi siriana (”Syria Emergency Response Fund”, Erf), tramite un contributo ad Ocha. Nell’ambito dell’appello di emergenza per il 2013, l’Italia sta fornendo assistenza psico-sociale alla popolazione siriana in collaborazione con l’Oim, mentre in collaborazione con il Servizio dei Gesuiti per Rifugiati (Jrs) e Terres des Hommes Italia sta assistendo i gruppi più vulnerabili a Damasco e Homs. Nel settore agricolo è stata realizzata una iniziativa multi-bilaterale con la Fao per fornire assistenza nella produzione di grano ed assicurare il raccolto nelle prossime stagioni.

 

Gli interventi italiani nei Paesi confinanti

Tenda di profughi siriani [Attezione per ingrandire questa immagine potrebbero essere necessari alcuni secondi]

Sempre nel contesto della crisi siriana, la Cooperazione italiana ha finora attuato interventi per circa 15 milioni di euro a sostegno dei governi dei paesi limitrofi di Giordania, Libano e Turchia, dove si registra il più alto numero di rifugiati siriani. In particolari, le iniziative hanno riguardato i settori del primo soccorso, dell’educazione e assistenza psico-sociale ai minori, della assistenza alimentare e tecnica, dell’igiene e della salute.

Riguardo al primo soccorso, la Dgcs ha effettuato numerose operazioni umanitarie in Libano, Turchia e Giordania per l’invio di generi di prima necessità e medicinali ai rifugiati siriani, distribuiti anche in collaborazione con Unhcr, Oim e la Mezza Luna Rossa turca. Nel campo della protezione infantile, invece, la Cooperazione italiana è intervenuta in Libano a supporto dell’Unhcr, per le attività di protezione ai rifugiati siriani, e tramite Unicef, per le attività educative e di assistenza psico-sociale a favore di bambini e adolescenti. In Giordania si stanno realizzando, in via bilaterale, attività di supporto psico-sociale e protezione ai minori più vulnerabili, mentre con l’Unicef sono in corso attività di protezione, igiene e assistenza nutrizionale nei confronti di neonati e minori. Sempre in Giordania l’Italia ha sostenuto le attività di distribuzione d'aiuti di emergenza svolte in collaborazione con il Pam.

Non sono mancati, poi, interventi di assistenza tecnica, coordinamento e supporto alle comunità ospitanti, con iniziative di ”capacity development” a favore dell’Assistance Coordination Unit (Acu) e delle diverse espressioni dell’opposizione siriana, allo scopo di rafforzare le capacità di assorbimento tecnico e finanziario delle nuove strutture siriane di coordinamento, contribuire al processo di ricostruzione e sviluppo e garantire un efficace coordinamento con le autorità dei paesi limitrofi e i donatori internazionali in loco. Ulteriori fondi saranno impiegati a favore delle municipalità giordane e libanesi per assicurare sostegno alle autorità locali nella risposta all’emergenza dei rifugiati siriani.

 

In Libano, tramite Undp, la Dgcs sostiene la ripresa socio-economica delle comunità libanesi ospitanti nella regione di Akkar. In Turchia la nostra Cooperazione è intervenuta al fianco dell’Unhcr nella gestione dei campi per i rifugiati siriani, mentre in Libano è in corso la distribuzione di beni di prima necessità e la realizzazioni di attività nel settore igienico-sanitario, in collaborazione con le Ong italiane. Insieme a Unhcr, inoltre, si sta garantendo l’accesso all’acqua, ai servizi igienici e la fornitura di beni umanitari ai siriani residenti negli insediamenti. In Giordania la Cooperazione italiana ha installato un Poliambulatorio (poi donato alle autorità locali) nel campo profughi di Zaatari, con servizi di medicina interna, pediatria, ginecologia e pronto soccorso dove, dal settembre 2012 ad oggi, sono state curate oltre 100 mila persone. Si è intervenuti successivamente per la fornitura di medicinali, apparecchiature logistiche e medico-pediatriche.

L’Italia ha inoltre offerto il proprio contributo all’Oms negli sforzi per migliorare la qualità dei servizi sanitari offerti ai profughi e attualmente è in fase di definizione la costruzione di un Health Center europeo a guida italiana presso un nuovo campo profughi gestito da Unhcr, sempre in Giordania. In Libano, infine, l’Italia è impegnata al fianco dell’Unrwa nel garantire l’assistenza sanitaria di base ai profughi palestinesi già residenti nel nord del paese e ai nuovi profughi palestinesi in fuga da Damasco. Infine, in Iraq la Dgcs ha recentemente avviato una collaborazione con l’Unicef per fornire assistenza umanitaria nel settore acqua/igiene ai profughi siriani del Kurdistan iracheno.

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