I muri dentro

 

Muri frontiere sbarre cancellate
confini reti lamiere ondulate
palizzate canali divisori
perimetri pareti vie spinate
solchi privi di semi, cicatrici
costruite tra gli uomini, sentieri
senza una direzione o una speranza.


Con i quali e quanti e quanto spessi muri
volete voi dividere la gente
espellere respingere affogare
identità precarie nella carta,
clandestini alla vita, irregolari
d’una legge che vede solo merci?


Continuate a tracciare divisioni
tra linee di colore, religioni,
lingue, culture nate a stare insieme;
ma chi pone i confini, chi decide
i limiti dei luoghi dove amare?
Chi ci assegna lo spazio, chi lo toglie?


Guardate le frontiere: le pareti
non proteggono più, chiedono un varco,
passano nella testa e nella mente,
traverso i corpi, le membra divise,
in mezzo agli occhi, tra le linee
curve delle labbra e tra i denti.


Non le sentite? In quale cella o ghetto
chiuderete la vostra insicurezza?
Dove credete d’esiliare l’altro,
il diverso che v’abita nel petto?
Quale mai visto, o carta di soggiorno
o permesso di transito può farvi
traghettare all’esterno di voi stessi?


Che passaporto serve
a passare lo specchio?

 

                             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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