Centro di accoglienza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco Minniti in Libia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Berlino

Corea

Palestina

Messico

Cipro

Irlanda del Nord

Ceuta

Kashmir

 

 

Una identità frammentata

 

 

 

 

 

 

Lo specchio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

POLITICA INTERNAZIONALE E DELLE MIGRAZIONI

Corso di Laurea magistrale in Storia e società

 

Analisi della politica italiana

 

 

Gruppo 4

 

Francesco Mastrangelo  francesco.mastrangelo@hotmail.it

Luca Cipriani

Giacomo Falciano

Riccardo Fabrizi

 

Una parte del Gruppo di lavoro sta analizzando la storia generale della politica migratoria italiana, approfondendo il tema sul testo "Le politiche

dell'immigrazione in Italia dall'Unità a oggi" di Luca Einaudi, editore Laterza.
L'altra parte si sta concentrando sul tema concernente l'accoglienza dei migranti ed i relativi centri, e si sta documentando su fonti governative

(i siti web www.interno.gov.it / www.esteri.it). Inoltre si stanno documentando anche sulle modalità di ingresso degli immigrati in Italia, tra cui

il "Testo unico sull'immigrazione- dlgs n.286/1998".
Infine, il Gruppo sta studiando il testo "La protezione negata. Primo rapporto sul diritto di asilo in Italia" dell'ICS-Consorzio italiano di solidarietà.

La politica recente: accordi con la Libia

 

Luca Cipriani ha svolto una analisi relativa all'ultimo anno, il 2017, utilizzando in particolare la rassegna stampa del quotidiano "La Repubblica".

Una data fondamentale da cui partire nell’analisi della questione sbarchi nel nostro paese nell'ultimo anno è sicuramente il 12 dicembre 2016, data nella

quale Marco Minniti è stato nominato Ministro dell’Interno dal Presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni. Da subito il Ministro dell’Interno

ha messo al centro del suo operato la risoluzione riguardante la questione di migranti arrivati in Italia dal Mediterraneo: cercando, come ha affermto,

di contrastare le attività illegali dei “trafficanti di uomini”.

ILa nostra ricerca ovviamente non si propone di dare un giudizio tout-court dell’operato del Ministro, o su un tema così vasto quale è quello degli sbarchi;

quanto piuttosto di analizzarne la percezione e il giudizio che ne ha dato uno dei principali quotidiani italiani, la Repubblica.

Il ministro Minniti ha concentrato le sue attenzioni in modo particolare verso la Libia, con la convinzione che, pacificandola e stabilizzandola, avrebbe

ottenuto una diminuzione o comunque una regolarizzazione degli sbarchi e, quindi, del flusso migratorio in entrata nel nostro paese.

Il 9 gennaio 2017 Minniti ha incontrato a Tripoli gli esponenti del governo Serraj, proprio nell’intento di aprire un canale privilegiato fra Italia e Libia;

e ha infatti, proprio in questa occasione, annunciato la riapertura dell’ambasciata italiana a Tripoli. La Repubblica ha seguito questo evento con una

diretta sul suo sito online, proprio a voler affermare la centralità e l’importanza dell’evento. La mossa del ministro è stata definita come una scommessa

rischiosa, ma necessaria per fermare il “il 90 per cento degli immigrati illegali che approdano in Italia, quella immigrazione clandestina che Minniti da giorni

ha definito apertamente come il fattore che potrebbe contibuire a degradare non solo il livello del confronto politico in Italia, ma della stessa qualità della

democrazia.(1)

Per quanto fosse tutto ancora poco chiaro, traspare un certo compiacimento o comunque una positiva curiosità nei primi passi del nuovo Ministro dell’Interno,

anche se va sottolineata la cautela, anche linguistica, dell’articolo. Al di là del giudizio nel merito è rintracciabile la centralità, che secondo il quotidiano ha la

questione degli sbarchi, anche e soprattutto attraverso l’analisi dell’edizione cartacea: nel mese di gennaio, con grande frequenza, sono presenti articoli

e fotografie nelle prime 10 pagine del giornale, interamente dedicate a questo tema. I titoli sono tutti concentrati sulla questione libica e sul riconoscimento

che deve essere portato avanti, con la massima urgenza, del governo presieduto da Serraj.

Alla pagina 7 del 25 gennaio si parla apertamente di “Blindare Serraj e frenare il contagio. Il test dell’Europa ombrello per Roma.(2). All’interno

dell’articolo si sottolinea la lungimiranza della mossa di Minniti del 9 gennaio, ora sostenuta e applaudita anche dalla Ue. Il Ministro, oltre ad aver

riaperto l’ambasciata italiana e aver dato il suo endorsement a Serraj, ha anche cominciato una trattativa con il governo libico per un nuovo accordo sui

rimpatri fra i due paesi. Il tema di questa trattativa non perde centralità nel quotidiano, anzi ne acquista ancora di più nel mese di febbraio, anche perché il 2

del mese il Presidente Gentiloni e il capo del governo di riconciliazione nazionale della Libia Serraj, riconosciuto tale dalla Ue con l’Italia in testa, hanno

sottoscritto “un Memorandum d'intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all'immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al

contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere tra lo Stato della Libia e la Repubblica Italiana”(3).

Il quotidiano pubblica sul suo sito online una copia del documento e il giornale dedica due pagine intere al Memorandum. Il titolo è il seguente: “ Stop ai

barconi libici. Tra Gentiloni e Serraj il patto anti-immigrati”(4): e vengono anche inseriti tre punti a lato dell'articolo per sintetizzare il contenuto dell’accordo.

All’interno dell’articolo, di Alberto d’Argenio, viene evitata la semplificazione e la riduzione a slogan dell’accordo, ma si entra invece nello specifico in modo

abbastanza imparziale. Il giorno seguente, sempre firma d'Argenio, esce un articolo nel quale viene approfondito ulteriormente il contenuto dell’accordo,

e si focalizza l’attenzione sull’endorsement da parte dell’Unione Europea: “L’Ue chiude l’intesa sui migranti”(5). All’interno dell’articolo vengono poi

analizzati i vari punti di vista dei leader europei, e ci si sofferma sulla necessità di fermare gli sbarchi per evitare nuove tragedie sul Mediterraneo.

Di grande interesse, anche se esula dal tema sbarchi, è il sondaggio presente a pagina 9 del 6 febbraio 2017, che verte sul sentimento dei cittadini italiani

riguardo ai migranti. Mentre il governo italiano si impegna nel fermare gli sbarchi, gli italiani reputano che vi sia una connessione fra gli sbarchi e la minore

sicurezza delle persone. Luigi Ceccarini, autore dell’articolo, non esprime giudizi di valore ma semplicemente analizza i risultati del sondaggio.

(1) Dall’articolo su Repubblica.it del 9 gennaio 2017 di Vincenzo Nigro.

(2) La Repubblica, 25 gennaio 2017, pagina 7, Vincenza Nigro.

(3) Dall’incipit del Memorandum stesso, http://www.governo.it/sites/governo.it/files/Libia.pdf.

(4) La Repubblica, 3 febbraio 2017, pagina 8, Alberto d’Argenio.

(5) La Repubblica, 4 febbraio 2017, pagina 10, Alberto d’Argenio.

 

 

Dati e percezione del fenomeno

 

 

I Centri di accoglienza

 

 

I corridoi umanitari

 

Ius soli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

        Dipartimento di 

         studi umanistici

 

  Il sito del Corso di      Cooperazione 2017

 

 

    Testi e bibliografie

 

   I Centri immigrati

     a Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

               Indietro

ndietro