Rifugiati politici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una famiglia siriana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Migranti o richiedenti asilo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

POLITICA INTERNAZIONALE E DELLE MIGRAZIONI

Corso di Laurea magistrale in Storia e società 2018/2019

 

Immigrati, rifugiati, clandestini

 

Immigrati

Si definiscono, in maniera piuttosto restrittiva, "migranti economici" coloro che lasciano il loro paese per cercare migliori condizioni di vita: un lavoro che

permetta loro di vivere e di mandare soldi alle famiglie lasciate in patria. Naturalmente quasi sempre le motivazioni sono più complesse, e vedono intrecciarsi

elementi sociali, politici, sentimentali, professionali, culturali di vario genere.

Abbiamo visto che in Europa – 740 milioni di abitanti, 512 dei quali nei Paesi della UE– oggi vivono circa 64 milioni tra immigrati e rifugiati, che rappresentano

l’8,8% della popolazione; 53 milioni vivono in Asia e costituiscono l’1,4% della popolazione asiatica; 45 milioni vivono negli Stati Uniti, pari al 13,5% della

popolazione.

In tempi recenti il processo di globalizzazione ha determinato una femminilizzazione della composizione dei flussi migratori: le donne costituiscono la metà dei

migranti internazionali. La Banca mondiale ha stimato che nel 2007 i lavoratori migranti provenienti da paesi in via di sviluppo hanno inviato, attraverso canali

ufficiali, rimesse per più di 240 miliardi di dollari. Se si considerano anche i canali informali, la cifra aumenta vertiginosamente.

http://data2.unhcr.org/en/situations/mediterranean#_ga=2.12597175.16169724.1503669028-29511034.1503669028     

 

Quanti sono gli immigrati in Italia?

Secondo i dati Istat, al 1 gennaio 2018sono 5.144.440 e rappresentano l'8,5% della popolazione residente. L’incidenza della popolazione straniera sulla popolazione italiana totale è un dato in continua crescita: nel 1990 gli stranieri erano lo 0,8% della popolazione, e solo nel 2006 hanno superato il 5%. Il tasso di crescita tuttavia ha rallentato negli ultimi anni, e tra il 1 gennaio 2015 e il 1 gennaio 2017 è aumentato solo dello 0,2%.

La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 23,1% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania (8,6%) e dal Marocco (8,1%).

Le comunità straniere maggiormente presenti nel nostro paese:

Comunità

 

Valore assoluto

 

Incidenza sul totale stranieri

 

Romania 1.151.395 22,9%
Albania 467.687 9,3%
Marocco 437.485 8,7%
Cina 271.330 5,4%
Ucraina 230.728 4,6%
Filippine 165.900 3,3%
India 150.456 3,0%
Moldova 142.266 2,8%
Bangladesh 118.790 2,4%
Egitto 109.871 2,2%

 

 

Richiedenti asilo e rifugiati

Il rifugiato è una persona costretta a fuggire dal proprio paese a causa delle persecuzioni subite o di uno stato di violenza generalizzato.

La definizione più ampiamente utilizzata per indicare chi è un rifugiato è contenuta nella Convenzione di Ginevra del 1951, che descrive

come rifugiato colui che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un

determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di

questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese”. La Convenzione di Ginevra è stata firmata da 147 Stati.

Il rifugiato è dunque una persona costretta a lasciare il proprio paese di origine e a chiedere protezione in un paese straniero. E’ proprio questa la caratteristica

che contraddistingue il rifugiato rispetto al migrante economico. Mentre quest’ultimo sceglie liberamente di lasciare il proprio Paese in cerca di un futuro

migliore dal punto di vista economico, sociale o culturale, il rifugiato è forzato a farlo. Non ha alcuna scelta. Abbandonare il proprio Paese è l’unico modo in cui

può salvare la propria vita o libertà.

In Italia il diritto di asilo, e di chiedere protezione, è garantito anche dall’art.10 comma 3 della Costituzione italiana:

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel

territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Quest’articolo costituzionale in 70 anni non ha ancora trovato una esauriente traduzione normativa.

Quanti sono i rifugiati?

    

L’intera Europa accoglie circa 1 milione 700 mila rifugiati, un numero simile a quello presente nel solo Pakistan.

Questa la situazione nei principali paesi europei:                      

       Paese               Numero rifugiati        Incidenza sul totale popolazione

Malta
    9.906

                     2,35%

Svezia
114.175

1,19%

Austria
55.598

0,66%

Svizzera
52.464

0,65%

Olanda
74.707

0,45%

Francia
232.487

0,35%

Danimarca
13.170

0,24%

Belgio
25.633

0,23%

Germania

187.567

0,23%

Regno Unito
126.055

0,20%

Italia
78.061

0,13%

Spagna
4.637

0,01%

 

 

 

Nel 2018 sono sbarcati in Italia 16.935 migranti, ovvero rispettivamente il 78,22% e l'80,13% in meno rispetto allo stesso periodo

del 2016 (77.733 migranti) e del 2017 (85.211 migranti).

Tra gennaio a maggio, le richieste di asilo sono state 28.613 (cfr. Tabella Cir)

Nello stesso periodo, almeno 4.027 persone hanno perso la vita in mare mentre cercavano di giungere l’Europa.

(Cfr. anche ultimi dati Eurostat , il sito dell'Asylum Information Database e l'ultimo Rapporto trimestrale sull'Asilo)

Vedi anche: http://viedifuga.org/richiedenti-asilo-nellue-e-giro-di-vite-sulle-decisioni-positive/

Carta di Roma: Rifugiati e migranti, 7 grafici per capire come stanno le cose in Italia

 

 

Immigrati e rifugiati

Che ruolo ha l’identità nel differenziare l'immigrato dal rifugiato? Innanzi tutto l’immigrato, ossia colui che per bisogno o per altri motivi ugualmente importanti,

come una migliore qualità di vita, l'interesse culturale, o magari l’amore, lascia il proprio paese, accetta di mettere in crisi la propria identità: anzi, a volte questa

sfida diventa una spinta all’emigrazione.

Il richiedente asilo è del tutto diverso da questo punto di vista, perché al contrario dell’immigrato afferma la propria identità e ne richiede il riconoscimento,

altrimenti non ottiene l’asilo politico. Il rifugiato non nasconde la sua identità, cosa che invece l’immigrato può voler fare se conosce bene la lingua e la cultura

del paese di accoglienza.

Il rifugiato, in termini più astratti,  è qualcuno che ha affermato la sua identità contro l’identità egemone nel suo paese, e quindi porta con sé questa identità

trasgressiva e vuole che gli sia riconosciuta; lo scopo del suo viaggio, il suo obiettivo, la sua speranza di salvezza è quella che la sua identità venga riconosciuta,

e pertanto è interessato a documentarla. (Cfr. anche https://www.lenius.it/rifugiati-e-migranti-economici/ )

 

 

Clandestini

E' uno dei termini  più diffusi sulla stampa e sui grandi mezzi di comunicazione, che chiamano così - impropriamente - i migranti che non arrivano in modo regolare

in Italia e in Europa. Ora, a prescindere dal fatto che i percorsi 'regolari' di ingresso nei Paesi europei sono di difficile percorrabilità, o addirittura inesistenti,

il vocabolo 'clandestino' si riferisce a qualcuno che viaggia di nascosto (per esempio nella stiva di una nave, o all'interno di un camion): non ha quindi nulla a che

vedere con i boat people che attraversano a bordo di un natante il Mediterraneo, e si sbracciano per attirare l'attenzione di una nave o degli abitanti delle coste

su cui cercano di sbarcare. Tra l'altro, negli ultimi anni, buona parte dei migranti sono dei richiedenti asilo: che, al contrario dei 'clandestini', hanno tutto

l'interesse a farsi riconoscere in quanto tali, proprio per ottenere l'agognato asilo politico.

 

 

    

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