Il mondo arabo dei bambini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Corso di Laurea in Scienze storiche, del territorio e per la cooperazione internazionale

 

I Gruppi di lavoro preparatori

 

Gruppo 10.  Sito-bibliografia tematica

 

Sito-bibliografia sui Minori                                                     Sito-bibliografia sulle Donne (vedi sotto)                     

Chiara Madeddu  chiara.madeddu@libero.it
Giulia Bonanni
Fabiana Amitrano
Valentina Comerci
Lu Huang
Natalia Anna Misztalewska

Marika Giannetti

Francesca Giannetti

Flaminia della Bella

 

Il Gruppo ha selezionato selezionato alcuni siti utili per il progetto:

Infanzia e abbandono minorile

http://www.aibi.it/ita/attivita/cooperazione-internazionale/marocco/

http://www.cissong.org/it/press/news/rapporto-finale-aspetti-giuridici-bambini-di

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/453233/Marocco-aumentano-matrimoni-e-gravidanze-tra-minori

http://www.fondationritazniber.org/en/

http://daofes.org/en/

http://www.aibi.it/ita/marocco-lunione-fa-il-diritto-dei-bambini/

Adozioni (problemi e leggi)

http://www.sos-maroc.org/

http://www.leconomiste.com/article/osraty-association-pour-parents-adoptifs

http://www.arabismo.org/la-kafala-in-marocco-ladozione-nella-legge-islamica/?i=1

Infanzia e istruzione in Mali

http://www.abareka.org/

Tutela dei Minori in Marocco e Tunisia

http://www.academia.edu/4904611/La tutela dei Minori nella legislazione dei Paesi islamici. La_situazione_in_Marocco_e_Tunisia

Associazione contro la fame nel mondo

http://www.actioncontrelafaim.org/

Abbiamo anche trovato dei siti che informano in generale su vari temi e paesi.  Sono piuttosto utili: entrando nel sito, si può selezionare

il paese o il tema su cui ci si vuole informare (ad esempio povertà,sfruttamento,violenza,discriminazione,salute etc.)

http://www.humanium.org/en/focus-on/

http://www.childrensrights.ie

http://www.garanteinfanzia.org

 

MAROCCO E MINORI (situazione generale)

Panoramica sulla situazione dei minori in Marocco

http://cisf.famigliacristiana.it/cisf/temi/relazioni-familiari/articoloCISF/bambini-senza-famiglia-e-kafala_070611171833.aspx-

i minori senza famiglia in Marocco sono più di 60.000.

  

https://vociglobali.it/2013/08/02/marocco-bambini-figli-della-strada/-

i bambini “figli della strada” rischiano continuamente violenze e abusi.

http://osservatorioiraq.it/approfondimenti/marocco-sfruttamento-minorile-una-nuova-forma-di-

lo sfruttamento minorile evidenzia la mancata tutela dei minori e il loro abbandono da parte delle istituzioni.

http://piattaformainfanzia.org/redazione/in-marocco-una-legge-vieta-i-matrimoni-di-minori-ma-solo-sulla-carta/

il Marocco continua a non concretizzare il divieto di matrimonio tra bambini sotto i 18 anni.

 

ABBANDONO MINORI IN MAROCCO

associazioni che promuovono progetti per orfani

http://arabpress.eu/marocco-una-rivoluzione-sociale-a-difesa-dei-bambini/14420/

tipologia: articolo (2012)

titolo: Marocco: una rivoluzione sociale a difesa dei bambini

contenuto: breve introduzione al paese in questione con l’esposizione di problematiche quali analfabetismo, povertà e disoccupazione.

L’articolo, in seguito, si concentra sull’associazione marocchina Touche pas a mon enfant, che si occupa della lotta contro l’abuso sessuale

sui minori, e il fondatore di quest’ultima, il dott. Taib bouchiba che evidenzia elementi che nel tempo hanno favorito la diffusione di questo

fenomeno. Affronta inoltre la forte responsabilità (e indifferenza) politica che di tale diffusione.

(Touche pas a mon enfant offre assistenza giuridica e psicologica alla vittima ed alla sua famiglia e sviluppa campagna di sensibilizzazione

per prevenire il verificarsi dell’abuso.)

http://www.fides.org/it/news/61230-AFRICA_MAROCCO_Associazione_marocchina_propone_di_creare_un_centro_per_i_

bambini_di_strada#.WNkweDxXeEd

tipologia: articolo pubblicato su Agenzia Fides (organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie dal 1927) novembre 2016

titolo: AFRICA/MAROCCO – Associazione marocchina propone di creare un centro per i bambini di strada

contenuto si tratta della proposta dell’Associazione dei Marocchini Residenti in Spagna per la costruzione di un centro di accoglienza e

orientamento professionale per i minori stranieri non accompagnati nella cittadina portuale marocchina di Nador.  

http://www.fondationritazniber.org/en/

Fondation Rita Zniber è un'associazione creata nel 1992 che raccoglie tutti i bambini orfani e abbandonati del Marocco. 

L'associazione prevede attività extracurriculari al mare e in montagna per i bambini, come escursioni e visite ad altre città.

È possibile nella sezione KEFALA adottare bambini e ciò che salta subito all'occhio è che anche madri single possono adottare bambini senza

troppi problemi. È necessario però essere di religione islamica. L'associazione illustra nella sezione "statistiche " il numero (leggermente diminuito)

dei bambini abbandonati dagli anni 90 fino al 2011, quelli adottati (con un picco di 111 adozioni nel 2004) , i bambini deceduti, il cui numero è

vistosamente diminuito e quelli "ripresi indietro " dai loro genitori.

http://www.aibi.it/ita/marocco-lunione-fa-il-diritto-dei-bambini/

Aibi è un'ONG che nasce nel 1993 da 2 genitori adottivi, creata a protezione delle madri sole e dei bambini abbandonati. Ha come obiettivo

promuovere e tutelare i diritti sociali ed economici della madri nubili e dei bambini in istituto, abbandonati o a rischio di abbandono. 

Opera in Italia e all'estero con 33 sedi diverse. 

Sono 4 gli obiettivi che Ai.Bi. e i suoi partner si propongono di centrare nei prossimi 2 anni.
1. il rafforzamento della rete di associazioni sul tema, il Collettivo per il Diritto del Minore a una Protezione Familiare.
 2. l’attivazione di 7 sportelli e servizi territoriali per madri nubili, bambini in istituto e minori disabili nelle principali città del Paese.
3. la definizione di una Carta dei Servizi e di una Piattaforma tematica nazionale online per tutte le associazioni marocchine che si occupano di infanzia.
4. una campagna mediatica di sensibilizzazione e promozione sui temi del progetto.
La Pietra scartata è un’Associazione di fedeli, costituita da famiglie adottive e affidatarie.

Anche Ai.Bi permette di adottare bambini a livello internazionale o affida temporaneamente bambini a delle famiglie.

http://www.sos-maroc.org/ 

SOS VILLAGE D’ENFANTS MAROC insieme ad altre associazioni locali lotta contro l’abbandono dei bambini nelle zone del Marocco hanno più bisogno

d’aiuto, un esempio sono i quartieri periferici della città di Casablanca. Famiglie che desiderano adottare bambini o madri sole entrano nell’associazione,

gradualmente si avvicinano ai bambini fino a diventare una famiglia che adotta e tutela gli orfani.

http://www.humanium.org/en/focus-on/

Humanium è una società che si occupa di tutelare i diritti dei bambini. Bambini orfani, bambini abbandonati, bambini discriminati, spesso non tutelati dalla

giustizia. La società offre delle soluzioni per guidare i bambini di strada che, purtroppo, spesso commettono crimini. Molto preoccupante è anche l’aspetto

sanitario: alcuni di contraggono malattie come AIDS, sia per mancata conoscenza, sia perché non ci sono ancora aiuti validi per frenarne la diffusione.

https://internationalvolunteering.com/

La fondazione dei bambini abbandonati (ACF) è un'organizzazione no-profit, ovvero non è destinata alla realizzazione di profitti e agisce unicamente per

scopi organizzativi. A differenza delle organizzazioni for-profit che richiedono molti soldi ai volontari, sia per le tasse di iscrizione che per le tasse di trasporto,

con l'ACF una parte dei soldi ricopre le spese di viaggio, l'altra, usata per fornire aiuto ai bambini orfani.

  

Abandoned Children's Fund - Reclaiming the World's Lost Children

La fondazione dei bambini abbandonati (ACF) si impegna, con il loro tempo e impegno, a costruire scuole, cliniche mediche e case per dare una nuova speranza

a questi bambini. I genitori decidono in segreto di abbandonare i propri figli e molto spesso organizzano dei piani per farlo. Quello più comune è quello di fingere

di andare a visitare un mercato al centro della città; arrivati in una via molto affollata, la madre dice al bambino di non muoversi da quel punto e di aspettarla,

senza però fare ritorno. In altri casi vengono abbandonati in foreste o deserti. Se l'abbandono avviene in aree popolate i bambini hanno più possibilità di essere

portati in orfanotrofi o case famiglie

http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/Pdgcs/index.php?option=com_content&view=article&id=13176:18-12-2015-marocco-progetto-sull-infanzia

-vulnerabile&catid=8&Itemid=515

Secondo l'articolo n.32 sulla famiglia della Nuova Costituzione marocchina, lo Stato deve garantire protezione e considerazione sociale e morale a tutti i bambini,

indipendentemente dalla loro situazione familiare. Questo ha portato diverse organizzazioni italiane come 'Amici dei Bambini' , 'La nostra Famiglia'  e 'Soleterre'

ad avviare un progetto in Marocco, insieme ai partner locali, incentrato sull'infanzia abbandonata.

Secondo le statistiche in Marocco vengono abbandonati 24 bambini al giorno, ovvero 8760 ogni anno. Gli istituti accolgono quasi 70.000 bambini in stato di

abbandono, orfani o trovati per strada a pochi mesi di vita e che hanno poche speranze di sopravvivenza. Un'alternativa agli istituti è la kafala, ovvero un istituto

di protezione dell'infanzia che si impegna a proteggere, educare e mantenere il minore abbandonato senza vincoli giuridici, diritti successori o impedimenti

matrimoniali tra genitori (kaful) e figli (makfoul), i quali infatti mantengono il cognome della famiglia biologica.

  

https://www.volunteermatch.org/search/org283584.jsp

ACF è un'associazione totalmente no profit. La missione di "Abandoned Children's Foundation" (ACF) è quella di rendere migliore la vita dei bambini che

vivono in condizioni disastrate. Nel sito sono iscritti più di 12 milioni di volontari.

http://www.aibi.it/ita/attivita/cooperazione-internazionale/marocco/

Amici Dei Bambini è un’organizzazione che opera in Marocco. Il sito mostra i numerosi progetti in Marocco che cercano di intervenire sull’educazione dei bambini  e

sull’inserimento sociale e lavorativo degli adolescenti, attuati in numerosi istituti e centri: l’istituto “Sidi Bernoussi”, i centri “Lalla Meriem”, “Akkari”,

“Home Lalla Amina”, “Le Nide”, e “Maison D’enfants”.

Altri motivi di abbandono

Superstizione

http://www.lastampa.it/2015/03/06/scienza/galassiamente/io-non-sono-strega-la-violenza-della-superstizione-contro-i-bambini-in-africa-

YFYtJh01FRHtRkDhFZVLYJ/pagina.html

Il sito evidenza l’elemento superstizioso che interviene nell’abbandono dei bambini in Africa. Numerosi bambini vengono abbandonati o addirittura uccisi se

presentano caratteristiche ritenute “anomale” dalla popolazione. Vittime di abbandono sono soprattutto albini, gemelli, soggetti con disabilità o affetti da malattie.

-Progetto sul tema - https://www.naaa.it/modules.php?name=Cooperazione_progetti&op=cardproject&id=37&siteid=9#.WOIsZIVOIdU

Conflitti tra etnie

http://www.news.va/it/news/africasud-sudan-aumentano-i-bambini-abbandonati-a

Oltre 250 mila persone sfollate a causa dei conflitti tra etnie nel Sudan. La maggior parte di questi sono bambini, abbandonati perché orfani o allontanati dalle

proprie famiglie a causa di spostamenti di massa per sfuggire ai conflitti.

-Progetto sul tema -  http://www.unicef.it/doc/476/progetto-costruire-il-futuro-dei-bambini-vittime-delle-guerra.htm

 

Sintesi dei temi utili

Nella nostra indagine sui minori abbiamo selezionato vari temi utili al progetto. In generale l’abbandono sembra essere l’elemento che più caratterizza i problemi infantili. I minori senza famiglia sono in Marocco più di 60.000, abbandonati soprattutto prima del quinto anno di età o addirittura alla nascita. Approfondendo

le cause di questi abbandoni, emergono diverse motivazioni, quali la superstizione, ancora molto presente in alcune realtà, o i conflitti tra etnie su uno stesso

territorio. La maggior parte dei minori rimangono orfani o perdono contatti con le famiglie in seguito a spostamenti di massa o, ancor peggio, vengono allontanati

dalle comunità perché ritenuti “diversi”, essendo semplicemente soggetti con disabilità, gemelli o affetti da malattie.  Questo ha portato con il passare del tempo

a conseguenze molto gravi: i “figli della strada” si trovano in difficoltà e sono continuamente vittime di violenze o abusi. Una grande percentuale di bambini

è sfruttata per i lavori domestici o manuali, altri sono costretti al matrimonio prima dei 18 anni nonostante sia vietato da varie leggi. Il mancato interesse da

parte delle istituzioni su questi temi non tutela i “bambini invisibili”, non facendo emergere la gravità dei fatti.

Molte organizzazioni e associazioni umanitarie si sono interrogate su questi temi e hanno lanciato idee e progetti.

Ad occuparsi dei bambini abbandonati e abusati sessualmente c’è “Touche pas mon enfant”.  “Sos village d’enfants du Maroc” si occupa invece dei bambini abbandonati riamasti orfani, mentre il centro di accoglienza “Kafala” educa e protegge gli orfani. Numerose altre associazioni si occupano, oltre che del

recupero dei minori, anche di campagne di integrazione e sensibilizzazione per ridurre almeno in parte i problemi futuri.  È il caso di AFC (Fondazione bambini abbandonati), che costruisce scuole, cliniche e case che possono essere finanziate anche tramite donazioni a distanza; e della “Fondation Rita Zniber”, che

organizza attività manuali o all’aperto per stimolare l’integrazione dei minori.

 

 

 

Sito-bibliografia sulle Donne

Simona Ghannay    simo.ghannay@gmail.com

Gaia Paganelli 

Martina Lillo

Rosalba Gioannetti

Erika Guzzo

Sara Ahmed El Sayed El Nemr

Alessandra Boccia

Rachele Fanfarillo

Irene Mastrantonio

 

Il Gruppo si è suddiviso il lavoro di ricerca per temi:

Erika Guzzo: Le donne in Marocco + confronti con paesi arabi simili e confronti con l'Italia (in generale)

Simona Ghannay: Tipologie di donne non sposate, in specifico le ragazze-madri + confronti con paesi arabi simili e confronti con l'Italia.

Gaia Paganelli: Come si comporta la legge, la società è la religione nei confronti delle ragazze-madri?

Irene Mastrantonio: Cosa occorre e quali sono le maggiori problematiche per le ragazze-madri?

Alessandra Boccia: Ricerca di altri progetti inerenti all'argomento trattato

Rachele Fanfarillo: Obiettivi e soluzioni da proporre per risolvere i problemi (idee)

Martina Lillo: Metodi concreti di risoluzione + studi delle metodologie (fatti)

Rosalba Gioannetti: Confronto finale tra i progetti esistenti e il nostro con l'analisi dei possibili Partner da coinvolgere nel progetto

Sara Ahmed El Sayed El Nemr: Autovalutazione del progetto completo e sintesi finale

 

Progetti sul tema delle Donne e in particolare sul tema delle Ragazze-madri:

Progetto per l’equità e la partecipazione femminile nel mondo rurale (CEFA): http://www.cefaonlus.it/dove-siamo/eco-des-femmes.asp

Progetto “Donne e giustizia” (CEFA): http://www.cefaonlus.it/dove-siamo/donne-e-giustizia-un-nodo-da-sciogliere.asp

Progetto “La forza delle donne” (promozione dei diritti delle donne marocchine): http://www.progettomondomlal.org/progetto.php?id=149&setlan=it

Progetto “Madri in prima linea”: http://www.soleterre.org/it/info-center/notizia/marocco-madri-prima-linea

Progetto “Madri sole e figli senza diritti”: http://www.agenziacooperazione.gov.it/?news=marocco-inaugurato-progetto-tous-autours-de-lenfance

http://www.agenziacooperazione.gov.it/wp-content/uploads/BOLLETTINO/2016/Bollettino_gennaio2016.pdf

Progetto “Ragazze madri”: https://www.latendadicristo.it/associazione/progetto-ragazze-madri/

Progetto per migliorare la condizione delle donne: http://www.djemme.com/docs/docs-elamane/elamane-prjIT.pdf

Progetto “Insegnare un mestiere alle donne in difficoltà”: http://www.missioniassisi.it/principali/progetti-nel-mondo/progetto-achwak-desideri-passioni-ma2/

Progetto comune di Firenze sulle donne marocchine: http://dominoweb.comune.fi.it/OdeProduzione/FIODEWeb1.nsf/AttiWEB/102C53A03A93056CC125780B007EF5B7/$File/2010_G_00465.pdf

Progetti Oxfam

https://www.oxfamitalia.org/scopri/oxfam-e-le-donne/

Ambasciata del Regno del Marocco: 

http://www.ambasciatamarocco.it/marocco-donne-e-politica/

http://www.ambasciatamarocco.it/le-donne-in-marocco-2/

http://www.ambasciatamarocco.it/tutela-della-donna-e-diritti-civili-e-politici/

ttp://www.casevolontariato.org/wp-content/uploads/Scheda-tecnica-Aicha-Ech-Channa.pdf

 

Ragazze madri

Confronto tra la condizione delle ragazze madri in Marocco, in Italia e in altri Paesi arabi:

http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2016/02/tunisia-single-mothers-children-protection.html

http://nawaat.org/portail/2012/04/06/enquete-etre-mere-celibataire-en-tunisie/ 

Due articoli del 2012 relativi alla situazione “stigmatizzante” della ragazza madre in Tunisia.

https://www.facebook.com/Amal-pour-la-Famille-et-lEnfant-159399537413147/

OGN per la prevenzione dell'abbandono dei bambini nati fuori dal matrimonio, assistenza e il reinserimento socio-professionale delle madri celibi in Tunisia.

https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/mamme-nella-crisi

Dossier di Save the Children sulla condizione delle mamme in Italia.

http://www.nostrofiglio.it/concepimento/rimanere-incinta/ragazze-madri-aiuti-economici

“Ragazze madri in Italia: dalla casa famiglia all’assegno statale, ecco cosa si può fare”.

http://www.casamammabambino.it/wp/

“Casa della Mamma e del Bambino”: un’associazione per le ragazze madri

(e non solo) in Italia.

http://zoevincenti.photoshelter.com/index/G00001NgujFXXe7w

"Flowers of Evil”: un progetto fotografico di Zoe Vincenti che testimonia la situazione delle giovani madri in Marocco .

https://www.youtube.com/watch?v=Ljhfkfwk_2w

Video che racchiude le testimonianze di due giovani madri in Marocco alle prese con una società che le condanna quotidianamente.

http://www.sosfemmes.com/ressources/ressources_web.htm

                                                       

“Sos Femmes” accoglie donne divorziate o ripudiate, ragazze madri, donne vittime di violenze, di terrorismo e non solo. Hanno contatti in 17 paesi diversi.

 

Altri riferimenti:

Proteggere le ragazze-madri marocchine dalla criminalizzazione (web radio dove le ragazze madri possono raccontare le loro storie e aiutare altre simili):

http://www.soleterre.org/it/info-center/comunicato/soleterre-marocco-proteggere-le-madri-nubili

Condizione della donna in Marocco (le ragazze violentate costrette poi a sposare il loro violentatore perché obbligate dalla famiglia e dalla legge): 

http://www.eastjournal.net/archives/27354

Condizione e storia di alcune ragazze madri, fuggite dalle loro famiglie perché ripudiate (dal Corriere della Sera):

http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_luglio_06/donne-mediterraneo-mostra-fotografica-05665cee-23da-11e5-a98d-32629d3b799b.shtml?refresh_ce-cp

Progetto fotografico "Vite proibite: il coraggio di essere madri in Marocco" di Zoe Vincenti  (intervista): 

http://www.facemagazine.it/vite-proibite-il-coraggio-di-essere-madri-in-marocco/

Testimonianza di una ragazza madre sull'esclusione sociale:

http://www.jeuneafrique.com/46881/societe/au-maroc-le-combat-d-une-m-re-c-libataire-contre-l-exclusion/

Problematiche ragazze madri in Marocco:

http://www.facemagazine.it/vite-proibite-il-coraggio-di-essere-madri-in-marocco/                            

http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_luglio_06/donne-mediterraneo-mostra-fotografica-05665cee-23da-11e5-a98d-32629d3b799b.shtml

http://www.soleterre.org/it/info-center/comunicato/soleterre-marocco-proteggere-le-madri-nubili

 

Situazione delle donne in Marocco

Gender studies (documento Pdf)

Women entrepeneurs (documento Pdf)

Women and Poverty in Morocco (documento Pdf)

Federazione della Lega Democratica dei Diritti delle Donne: La condizione delle donne in Marocco (documento Pdf)

Questo rapporto presenta una sintesi della situazione dei diritti umani delle donne in Marocco, sulla base delle norme internazionali e degli impegni del governo marocchino, in virtu` delle Convenzioni e protocolli internazionali, ratificati in base alle leggi interne, e delle politiche adottate nell’ambito dell’uguaglianza tra i sessi. 

 

Ong  con progetti attivi per le donne in Marocco

http://www.soleterre.org/it/cosa-facciamo/progetti/madri-prima-linea: organizzazione umanitaria laica con all’attivo un progetto per la garanzia dei diritti delle

ragazze madri in Marocco (indirizzo dell’ong: Vicolo Scavolino 61 - 00187 - Roma, vi sono inoltre sedi estere nei paesi dove l’associazione opera)

http://www.associationelamane.ma/index.php/en/2014-12-09-09-40-54/objectives: associazione che si occupa di organizzare corsi di formazione per le donne

nonché di migliorare la condizione della donna e difendere i diritti di donne e ragazze vittime di violenza domestica

(indirizzo dell’ong: Avenue Moussa Ibn Noussaire, Sidi Youssef Ben Ali, Marrakech 4000, Morocco)

http://www.ritalevimontalcini.org: associazione che si occupa principalmente dell’istruzione delle donne africane 

http://www.acmid-donna.it/acmid/index.php?option=com_content&view=frontpage&Itemid=12: la finalità principale dell’associazione è il sostegno delle donne marocchine residenti in Italia. A questo scopo ACMID-Donna Onlus offre una serie di servizi atti a informare e tutelare le donne straniere: sostegno morale e giuridico contro le violenze; istruzione e insegnamento di base alle donne analfabete; formazione e guida per il lavoro.

 

Progetti UE-Marocco

1) http://www.islamcontemporaneo.it/vicinato-ue-marocco/

2) http://www.oics.it/index.php/tutte-le-news/1197-un-progetto-europeo-in-libano-e-marocco-punta-sulle-donne

3)  http://www.officinadellastoria.info/magazine/index.php?option=com_content&view=article&id=380:tunisia-egitto-e-marocco-tra-femminismi-e-movimenti-femminili&catid=71:leuropa-mediterranea-nellintegrazione-europea&Itemid=101

 

Altri progetti di cooperazione internazionale

“Supporto all’emancipazione socio-economica delle donne rurali in Marocco e Tunisia attraverso la loro inclusione in ambito sociale” (CEFA ONLUS): http://www.cefaonlus.it/dove-siamo/eco-des-femmes.asp

Il progetto si concentra soprattutto negli ambienti rurali di Tunisia e Marocco, ha una durata di tre anni ed è rivolto alle donne soggette a molte discriminazioni

che abitano in quelle zone. Lo scopo principale del progetto è quello di rafforzare la protezione sociale ed economica delle donne rurali ed interviene a favore

di esse attraverso un appoggio alla creazione di cooperative femminili. Il principale donatore di questo progetto è l’Unione Europea.

Progetto Themis“Donne e giustizia” (CEFA ONLUS):

http://www.cefaonlus.it/dove-siamo/donne-e-giustizia-un-nodo-da-sciogliere.asp

Il progetto è rivolto sopratutto alle donne della regione Beni Mellal - Khènifra, ha una durata di 24 mesi ed è volto a promuovere i diritti delle donne attraverso

il rafforzamento della società civile. Nello specifico il progetto mira a facilitare e garantire l’accesso delle donne alla giustizia. Alcuni dei principali donatori di questo progetto sono l’Unione Europea e la regione Emilia Romagna.

Progetto “La forza delle donne” (MLAL): http://www.progettomondomlal.org/progetto.php?id=149&setlan=it

Questo progetto si realizza nelle principali province marocchine e ha come scopo la promozione dei diritti delle donne. Ha vari livelli di intervento tra

cui la promozione di iniziative specifiche sui diritti delle donne e la sperimentazione di buone pratiche giuridiche e la sensibilizzazione.

Progetto “Madri in prima linea” (SOLETERRE): http://www.soleterre.org/it/info-center/notizia/marocco-madri-prima-linea

Questo progetto sostiene i diritti delle madri nubili e dei loro figli in Marocco ed, in particolare, è nato per sostenere un’associazione chiamata 100% Mamans, operante a Tangeri e che riunisce le donne che vivono quest’esperienza con l’obiettivo di garantire il rispetto dei diritti che spettano loro per legge. Alcuni degli

scopi principali di questo progetto sono: il miglioramento dei servizi di assistenza sociale e supporto legale; lo sviluppo di una strategia di sostegno e comunicazione per rafforzare la promozione dei diritti sociali ed economici delle madri emarginate e dei loro figli grazie alla creazione di alleanze con istituzioni pubbliche e organizzazioni private; attività di sensibilizzazione sui diritti delle madri nubili e i diritti dei loro figli che si realizzeranno con incontri diretti con

le mamme e nella creazione di una web radio gestita da un gruppo di dieci madri nubili presso l’ufficio di 100% Mamans.

Progetto “Madri sole e figli senza diritti”: “Tous autour de l’enfance. Services de prévention et tutelle au profit des mères célibataires, des enfants sans

protection familiale et des enfants en situation de handicap au Maroc”:

http://www.agenziacooperazione.gov.it/?news=marocco-inaugurato-progetto-tous-autours-de-lenfance

Il progetto serve a promuovere e difendere i diritti sociali ed economici delle madri e dei bambini istituzionalizzati, abbandonati o a rischio di abbandono

in Marocco; rafforzare il ruolo delle organizzazioni della società civile che lavorano nel settore, nella loro funzione di studio, sviluppo, attuazione e il

monitoraggio delle politiche e dei servizi per i gruppi vulnerabili (ragazze madri, bambini istituzionalizzati, abbandonati o a rischio di abbandono).

Il progetto ha una una durata di due anni ed è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo:

http://www.agenziacooperazione.gov.it/wp-content/uploads/BOLLETTINO/2016/Bollettino_gennaio2016.pdf (pagina 24-25)

Altri siti utili :

 http://www.facemagazine.it/vite-proibite-il-coraggio-di-essere-madri-in-marocco/   

Questo primo sito riporta la testimonianza di una fotografa documentarista ed editoriale, Zoe Vincenti, a sua volta testimone della concreta situazione delle

ragazze madri o “Mère celibataire” in Marocco. Si tratta di un’intervista alla giornalista che tramite l’associazione “Solidarité Femenine” (ASF) di

Casablanca, ha potuto mettersi in contatto con circa 8 ragazze di età compresa tra i 18 e i 25, che raccontano la loro storia, testimoniando  l’assenza di

diritti per loro e per i loro figli che le porta ad essere emarginate dalla società e allontanate dai propri cari. Il reportage fotografico di alcune di queste

donne si aggiunge all’intervista.

http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_luglio_06/donne-mediterraneo-mostra-fotografica--23da-11e5-a98d-32629d3b799b.shtml

Questo sito riporta un articolo del Corriere della Sera che dipinge un quadro della donna in generale e delle mère celibataire in Marocco. La donna è soggetta

a due legislazioni differenti: una in ambito pubblico, di stampo più moderno,  e una in ambito privato nel quale vigono norme di tipo più tradizionale e religioso.

Le mère celibataire sono circa 30.000 in questo paese e sono spesso costrette a fuggire dai loro villaggi di origine, perché ripudiate dalle loro famiglie, ma

anche per cercare un lavoro in città più grandi come Casablanca e Rabat. L’articolo è integrato da foto dedicate alla condizione femminile.

http://www.soleterre.org/it/info-center/comunicato/soleterre-marocco-proteggere-le-madri-nubili

L’avere figli al di fuori del matrimonio rappresenta una vera e propria trasgressione in Marocco, perseguibile penalmente con un mese sino a un anno di

carcere. È inoltre un fatto comporta l’esclusione della donna dalla famiglia e dalla società, la quale senza reddito e con scarsa possibilità di “riscattarsi”

a causa di questa emarginazione e in generale della  propria vulnerabilità(il 70% di esse è analfabeta), si trova senza reddito e costretta per questo ad

abbandonare il proprio bambino. Fortunatamente, alcune associazioni, seppure poche, cercano di dare voce alle problematiche cui le mère celibataire vanno

incontro: per esempio Soleterre è un’organizzazione umanitaria laica che opera per garantire diritti degli individui nelle “terre sole”, e che nello specifico

sostiene il progetto nato in Marocco “ Mère en ligne” per difendere e proteggere le madri nubili; ancora troviamo l’associazione marocchina “100% Mamans”,

il cui progetto oltre a essere volto a garantire assistenza medica e psicosociale a queste donne, vuole offrire loro l’opportunità di riscattarsi coinvolgendolo

nella gestione di una web radio, dove poter raccontare le loro storie.

 

Leggi e Religione contro le ragazze-madri

Marocco: ogni giorno nascono 150 bambini al di fuori del matrimonio

http://www.facemagazine.it/vite-proibite-il-coraggio-di-essere-madri-in-marocco/

  

Soleterre in Marocco per proteggere le madri nubili | Soleterre

Adolescent pregnancy | UNFPA - United Nations Population Fund

Spose e madri bambine, un fenomeno anche italiano ed europeo - Il Fatto Quotidiano

Questi siti, attraverso interviste e testimonianze, denunciano quale sia la reale situazione di disagio vissuta dalle ragazze madri marocchine.

Sono molte le Ong che operano in paesi dove queste realtà ancora oggi si vivono quotidianamente e nonostante tutto l’impegno di varie associazioni

queste ragazze sono costrette a vivere con i loro figli ai margini della società, ripudiate, considerate non come persone bensì oggetti impuri e dunque

motivo di vergogna per le loro famiglie d’origine e per la loro comunità.

Ciò che inevitabilmente lascia sorpresi è l’indifferenza delle persone davanti a fenomeni di questa portata dove vengono lesi diritti di donne e bambini

e tutto ciò viene accettato perché la tradizione ed il codice della famiglia impongono determinate regole che vanno rispettate. Infatti fino a qualche anno

fa era considerato lecito (se non obbligatorio) per il Parlamento Marocchino far sposare alla ragazza vittima di abusi il proprio stupratore; questo

succedeva perché le famiglie erano spesso spinte dal senso di vergogna che provavano ad avere una figlia ormai “impura” e non più idonea per uno

scambio attraverso una trattativa paritaria.

Nella maggior parte dei casi a diventare madri sono le vittime di violenze sessuali o le cosiddette “spose bambine”.  Queste vengono promesse dalla

loro famiglia in tenera età, dunque non ancora in possesso delle facoltà psico-fisiche necessarie per vivere una vita da madri e mogli, a uomini molto

più grandi di loro sia per motivi di interesse economico, uno scambio per così dire con beni di prima necessità, sia per alleggerire la famiglia di origine

dal dovere sfamare un’altra bocca.  Questo fenomeno avviene soprattutto nelle periferie, nelle zone rurali e nei villaggi ovvero dove le famiglie non

possono condurre una vita agiata e non avendo altre possibilità sono portate a vendere le proprie figlie per sopravvivere.

Viene dunque facile pensare che il fulcro del problema sia proprio questo attaccamento a tradizioni e leggi, tanto forte da farle prevalere sul comune

buonsenso. A causa di questo fenomeno le statistiche riportano, proprio in queste zone, un bassissimo tasso di alfabetizzazione (solo il 10% delle ragazze);

questo perché appena sposate sono costrette a lasciare bambole e libri e a rinunciare alla propria infanzia e adolescenza per occuparsi della famiglia

precludendosi ogni possibilità di evasione da quello che poi nella maggior parte dei casi diventa un vero e proprio incubo per loro e di conseguenza per

i loro figli. Inoltre vanno considerati i danni sia psicologici che fisici in quanto una bambina che non ha ancora raggiunto la pubertà non ha la struttura

fisica necessaria per portare avanti una gravidanza ed uscirne illesa; moltissime infatti sono coloro che sotto i 15 anni muoiono durante il parto o nel

tentativo di abortire (pratica illegale in Marocco).

Purtroppo non è facile da ammettere ma ancora oggi queste pratiche vengono inflitte legalmente in alcuni stati Africani e illegalmente in molti altri,

anche Europei; se non si riesce a fermare questa tortura per milioni di ragazze probabilmente è per colpa di un sistema giudiziario poco ligio al

dovere in quanto, in moltissimi casi, i giudici “chiudono un occhio” su matrimoni con bambine minorenni invece di attenersi strettamente alle leggi

che considerano ciò una pratica illegale.

 

 

Bibliografia tematica

“Perché ci odiano” - Mona Eltahawy

Contro la misoginia che ammorba il mondo islamico, primavere arabe comprese.

La testimonianza di una donna picchiata e vessata.

Ma che nessuno è riuscito a imbavagliare.

 

 

 

 

 

 

 

"Mères célibataires au Maghreb" - Défense des droits et inclusion sociale" - Luciana Uchôa-Lefebvre

Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza contro le donne,

Santé Sud e i suoi partner lanciano la collezione "Le madri celibi nel Maghreb -  

Difesa dei diritti e inclusione sociale", scritto da Luciana Uchôa-Lefebvre e disponibile

in francese e arabo.

 

 

 

 

 

"Il Paradiso ai piedi delle Donne" - Francesca Caferri

Il mondo musulmano visto con gli occhi delle donne: dall'Arabia al Pakistan, passando per Egitto e Afghanistan, una serie

di ritratti ci mostra come il ruolo delle donne in questa regione sia profondamente cambiato negli ultimi anni e perché non

ci fosse nulla da stupirsi nel trovarle in piazza durante i moti della primavera araba. Le protagoniste dell'economia, della

società, della cultura distruggono infatti gli stereotipi che l'Occidente ha su di loro e aprono la porta di realtà spesso

sconosciute, come quella dello Yemen, in cui è nata Tawakol Karman, prima araba a vincere il Nobel per la pace. Tawakol

è una delle donne che la Caferri, inviata della "Repubblica" nel mondo musulmano, ha incontrato per questo libro in cui ci

mostra come le imprenditrici saudite, le giornaliste marocchine, le attiviste pachistane stanno quotidianamente guadagnando

spazio nell'economia, nella politica e nella società, ma in cui racconta anche la loro vita privata e le loro sfide quotidiane.

Il Paradiso, inteso come il futuro del mondo arabo, giace in buona parte sotto i loro piedi, come diceva Maometto. E la loro

battaglia è fondamentale anche per noi. Perché se è vero che lo scontro sui diritti femminili è ancora aperto in molti Paesi,

in nessun luogo esso è fondamentale come nel mondo musulmano: è dall'esito di questo braccio di ferro che si capirà

chi vincerà la sfida fra conservatori e riformisti.

 

"Il Codice di Famiglia in Marocco" - Kaoutar Badrane

In questo saggio, scritto da Kaoutar Badrane (prima donna di origini marocchine laureatasi in Giurisprudenza in Italia),

l’autrice traduce per la prima volta in italiano la riforma del diritto di famiglia entrata in vigore in Marocco nel 2004 e

denominata Mudawwana al-‘usra per confrontarla con le leggi in vigore in Europa e, nello specifico, in Italia.

In questi ultimi anni, il continuo aumento del numero di immigrati provenienti da paesi islamici (in Italia sono presenti

circa cinquecentomila cittadini marocchini) ha evidenziato la necessità di trovare un punto di incontro tra i diritti di famiglia

dei vari Stati nazionali. Proprio per questo motivo Kaoutar Badrane ha voluto analizzare in modo sintetico ma puntuale la

riforma marocchina del Codice di famiglia evidenziando le differenze rispetto alla tradizionale legge islamica e i punti che

creano maggiori problemi nel rapporto con la legislazione italiana. Leggere questo saggio ci permette di comprendere il

funzionamento della famiglia marocchina e di capire come si stiano evolvendo i rapporti tra uomo e donna e tra genitori

e figli.

 

«Il progressivo aumento del numero di immigrati provenienti dai paesi in cui vige il diritto di famiglia musulmano e l’intensificarsi di matrimoni misti genera in misura

crescente problemi molteplici connessi al rapporto tra i principi e i valori su cui si fondano gli ordinamenti europei e quelli a cui si ispirano gli ordinamenti di diritto

islamico. […] In presenza di una pluralità di leggi potenzialmente applicabili a uno stesso rapporto (ad esempio, quella dello Stato nazionale dei soggetti interessati

e quella dello Stato di residenza), sarà compito delle norme di diritto internazionale privato stabilire con quale ordinamento la fattispecie presenti la connessione

più significativa e, di conseguenza, individuare le disposizioni che meglio si prestano a regolarla».

 

Articoli sul tema

"Women entrepreneurs in Morocco: a preliminary investigation" -  Gray

In questo articolo viene presentata la situazione delle donne lavoratrici in Marocco, che costituisce una piccola percentuale ma in costante crescita.

Si esaminano le maggiori cause e le problematiche riguardanti questa “quasi totale” assenza delle donne nel mondo lavorativo. Tra queste

l’influenza della tradizione e della società a struttura patriarcale, le discriminazioni nel lavoro e la dominante presenza dell’uomo.

"Women and Poverty in Morocco" -  Skalli

Il professor L. Skalli, in questo articolo, tratta il tema  della povertà in Marocco da una prospettiva multidimensionale analizzando le implicazioni

e gli aspetti sociali e culturali. Sottolineando in particolar modo, le cause e gli effetti tra la popolazione femminile, ritenuta la più vulnerabile.

  

"Social development and women in Africa, the case of Morocco" - Griffiths

L’analisi e il paragone dei vari aspetti del lavoro e dell’educazione femminile a livello nazionale e internazionale proposto da questo articolo,

mette in risalto l’importanza della popolazione femminile come risorsa.

 

Riassunto sulla condizione in generale delle Donne in Marocco

Introduzione 

Questo rapporto presenta una sintesi della situazione dei diritti umani delle donne in Marocco, sulla base delle norme internazionali e degli impegni

del governo marocchino, in virtu` delle Convenzioni e protocolli internazionali, ratificati in base alle leggi interne, e delle politiche adottate nell’ambito

dell’uguaglianza tra i sessi. Questo rapporto e` anche il risultato di una serie di consultazioni interne effettuate tra le entita` della Federazione della Lega

Democratica dei Diritti delle Donne. 

Livello legislativo e costituzionale 

Le riforme costituzionali del 1° luglio 2011 hanno accordato alle Convenzioni Internazionali una dimensione costituzionale, considerata l’importanza del tema: riconoscimento dei diritti umani delle donne. In testa alle disposizioni c’e` l’appello a condannare e a lottare contro tutte le forme di discriminazione. 

Gli articoli 19 e 164 definiscono l’uguaglianza tra donne e uomini e il diritto delle donne di godere dei diritti e delle liberta` civili, politici, economici, sociali,

culturali ed ambientali.
La Costituzione prevede anche la creazione di un’istanza per la parita` e l’uguaglianza delle opportunita`, con l’obiettivo di lottare contro tutte le forme di discriminazione e vigilare sul rispetto dei diritti e delle liberta`. Nonostante cio`, noi registriamo l’esistenza di uno scostamento tra le disposizioni della

Costituzione e la loro effettiva realizzazione nelle leggi. In effetti, il progetto di legge n°27/11 sull’organizzazione della Camera dei Rappresentanti, ha

rimesso in questione la lista nazionale delle donne come meccanismo nazionale, adottato nel 2002 con lo scopo di rinforzare la rappresentanza delle donne

in seno al Parlamento. 

Segnialiamo che i diritti politici delle donne erano assenti nell’accordo tra i partiti politici e il Ministero dell’Interno. 

Il Codice di Famiglia del 2004 aveva rappresentato un salto qualitativo per la situazione delle donne. Si stabiliva che: 

  •  l’eta` del matrimonio e` fissata a 18 anni per entrambi i sessi
  •  la tutela paterna delle donne riguardo la conclusione dell’atto matrimoniale e` sciolta
  • il divorzio e` diventato giudiziario (prima il ripudio era unilaterale, da parte del marito)
  • la famiglia e` fondata sull’autorita` dei due coniugi
  • la possibilita` di fare figli e` riconosciuta dopo un periodo di fidanzamento
  • il matrimonio dei minori e` regolato dalla giustizia
  • le condizioni della poligamia sono state rese piu` severe
  • per i bambini e` riconosciuto il diritto alla successione dalla madre 

Tuttavia, l’applicazione del Codice di Famiglia presenta alcune distorsioni come l’insufficienza delle garanzie e dei criteri in materia di procedure giuridiche,

la formazione insufficiente e la predominanza della mentalita` patriarcale nei responsabili giuridici che devono applicare il Codice di Famiglia.

L’assenza di criteri che avrebbero dovuto essere previsti nell’art. 49, priva le donne del diritto di dividere i beni in caso di divorzio. 

La procedura di ricorso agli esami del DNA resta facoltativa per l’uomo, il che impedisce la definizione della prova di paternita` e lede i diritti dei bambini.

Ugualmente, il mantenimento nel Codice di Famiglia della possibilita` di poligamia e di un regime discriminatorio in materia di eredita`, lede i diritti economici

delle donne. 

La legge risulta generalmente discriminatoria riguardo alle violenza sulle donne. Un grande silenzio circonda la discriminazione sessuale, la violenza coniugale

e la molestia sessuale. Il corpo della donna e` considerato proprieta` del marito. Di conseguenza, la legge non riconosce ne` la violenza coniugale, ne` la violenza psicologica e la donna abusata deve fornire le prove della violenza subita. La legge annulla i procedimenti penali nei confronti del violentatore, se questi

accetta di sposare la vittima violentata. Contrariamente alle norme internazionali, il legislatore considera violenza sessuale l’atto completo e quello che

provochi la deflorazione della vittima; sono vietate le relazioni sessuali fuori dal matrimonio. Questo espone la madre nubile ad una violenza sotto tanti

punti di vista, e priva i bambini della paternita`, considerato che la procedura dell’esame del DNA non scatta automaticamente. 

La madre nubile che querela , nel quadro della procedura penale e` accusata di adulterio e il figlio considerato illegittimo. Non ci sara` in nessun caso il diritto

alla discendenza in caso di riconoscimento da parte del padre (il penale ha la prevalenza sul civile). 

Nel caso di violenza coniugale, la giustizia fa prevalere il concetto di protezione della famiglia. I centri di accoglienza negli ospedali, nei tribunali e nelle

stazioni di polizia si inseriscono nel quadro del piano operativo della strategia nazionale di lotta contro la violenza. Questi centri hanno una valenza superiore

rispetto all’importanza del rispetto dei diritti umani nei confronti delle donne. I meccanismi di riconciliazione e di intermediazione sono privilegiati, costi quel

che costi, senza ascoltare le vittime. In tal senso, c’e` una visione stereotipata dei centri d’ascolto ONG: a volte sono accusati di incitare lo scioglimento

delle famiglie e questo impedisce il loro lavoro nei centri di accoglienza per le donne abusate. 

In mancanza di prove da parte della donna abusata, e visto il mancato riconoscimento della violenza psicologica, parte delle accuse depositate sono

considerate ingannevoli e diffamatorie: questo impedisce l’accesso delle donne alla giustizia e alla protezione giuridica. 

Secondo lo studio nazionale sulla violenza di genere, le donne sono esposte alla violenza nel 62,8% dei casi (di cui 48% violenza psicologica); la violenza

connessa all’applicazione della legge rappresenta il 17,3% dei casi, la violenza coniugale il 55%. 

Secondo il rapporto 2009 pubblicato dalla rete dei 14 centri d’ascolto della Federazione della Lega Democratica, su 2.275 donne sono stati registrati 6.067

episodi di violenza, di cui l’88,2% commessi dal coniuge, dal fidanzato, dal marito divorziato e da amici, cioe` nel quadro delle relazioni piu` intime.

La violenza psicologica rappresenta il 39,8% dei casi, la violenza economica il 32,7%, la violenza fisica il 15,1%, la violenza legale il 9,4% e la violenza

sessuale il 3,1%. 

Tra il 2006 e il 2011, in Marocco sono state organizzate molte iniziative per chiedere la promulgazione di una legge per la lotta contro la violenza di genere

e l’introduzione di emendamenti al codice penale, il che in se` ha rappresentato una violenza istituzionale contro le donne. 16 anni dopo la Conferenza di

Beijing e dieci anni dopo l’elaborazione della strategia contro la violenza nei confronti delle donne, non e` stata promulgata nessuna legge marocchina

riguardo la violenza di genere e che garantisca protezione e prevenzione a favore delle vittime abusate. 

Livello economico e sociale

Donne e poverta`: le donne fanno parte delle fasce vulnerabili piu` esposte alla poverta` in Marocco, specialmente donne divorziate, vedove con figli a carico,

madri nubili o quelle senza alimenti. L’assenza di regimi di copertura sociale o medica a favore di queste categorie, accellera lo stato di poverta`.

L'HCP (Alto Commissariato per il Piano) del Marocco ha evidenziato che “la violenza aumenta nella misura in cui crescono precarieta` e poverta`”.

Conseguentemente, il tasso di violenza si attesta al 160% rispetto il numero delle donne, e si intensifica e si quadruplica nei casi di violenza psicologica,

che maggiormente minaccia le liberta` individuali. 

Donne ed educazione: la Banca Mondiale ha accolto gli sforzi del Marocco in questo campo ed ha paragonato i risultati con quelli dell’America.

Secondo il rapporto del HCP relativo agli indicatori sociali, in Marocco nel 2007 il tasso di scolarizzazione per la scuola primaria e` stato 90% di cui le

percentuali delle donne sono il 40% nel 2007 e il 46% nel 2008. 

Tuttavia, malgrado gli sforzi del Marocco nel campo dell’educazione femminile e della scuola dell’obbligo, nella scuola primaria (legge marzo 2000)

le donne continuano ad essere le piu` esposte all’abbandono scolastico soprattutto nelle zone rurali, in cui ci sono poche infrastrutture educative.

Lo stesso rapporto evidenzia il contrasto nel tasso di alfabetizzazione tra uomini e donne: per gli uomini il tasso e` aumentato dal 58,6% al 70,6%,

per le donne e` passato dal 32,6% al 47,3%. 

Donne e sanita`: il Marocco non riconosce che la violenza di genere costituisca un problema di sanita` pubblica, percio` il Ministero della Sanita` non l’ha

inserita nei piani 2008-2010 come una priorita`. I fondi destinati alla salute materna rappresentano il 15,18% del budget ministeriale, la copertura medica

attraverso l’AMO non supera il 30% per le donne e gli uomini ; la copertura medica per le fasce vulnerabili attraverso il RAMED non e` generalizzata

a livello nazionale ed ha conosciuto delle distorsioni. 

Misure politiche e quadro istituzionale nel campo dei diritti umani 

Fedele ai suoi impegni precedenti definiti nell’esame 2008, il Marocco ha condotto una valutazione della strategia per l’uguaglianza e la parita` tra i sessi

ed ha realizzato un’agenda dell’uguaglianza, per attuare la strategia 2010-2015. Ha elaborato un programma per l’istituzionalizzazione dell’uguaglianza

tra i sessi nei settori dell’educazione nazionale, dei media e la modernizzazione dei settori pubblici. Ha messo a punto un programma che permetta un

impiego “di genere” del budget, una Carta per il miglioramento dell’immagine della donna nei media nel 2010. Ha infine realizzato l’inchiesta nazionale “sull’espansione del fenomeno della violenza nei confronti della donna” da giugno 2009 a gennaio 2010. 

Il Marocco ha affidato le questioni di genere al Segretario di Stato con l’incarico della Famiglia, dello Sviluppo e delle Persone Disabili (sotto la tutela

del Ministro dello Sviluppo Sociale). Sono state intraprese molte iniziative: realizzazione di un sistema di informazione istituzionale, seguendo l’esempio

del sistema di informazione creato dalla societa` civile; istituzione e sostegno di spazi multifunzionali, sostegno ai centri d’ascolto e di orientamento giuridico;

un numero verde; campagne di sensibilizzazione. Tuttavia, la molteplicita` di competenze, l’indipendenza finanziaria e del potere decisionale hanno limitato

il suo ruolo ed hanno impedito l’attuazione di una politica pubblica di uguaglianza e contro la violenza di genere (considerato che il suo funzionamento si

basa sempre su un progetto di prossimita`). 

Di conseguenza, le iniziative governative rimangono disorganiche, limitate nel tempo, mancano di coerenza e di armonia. Non esistono meccanismi che

permettono alla societa` civile di controllare e seguire la realizzazione dei piani e dei programmi sociali: cio` rende deboli i progressi nell’ambito

dell’uguaglianza di genere, e li espone ad arretramenti nel quadro di rapporto di forze, minacciato dal rafforzamento dei movimenti integralisti in Marocco

e dall’assenza di posizioni chiare e positive in fatto di uguaglianza nei programmi di maggioranza delle organizzazioni politiche. 

Raccomandazioni della Federazione della Lega Democratica dei Diritti delle Donne 

  • Sciogliere le riserve del Marocco sull’art. 2 e sul paragrafo 4 dell’art.15 della CEDAW.
  • Conformare le leggi interne con la CEDAW; iniziare l’emendamento degli articoli del Codice di Famiglia che sono in contraddizione con l’art. 16 della          CEDAW, specialmente quelli che riguardano la poligamia, l’eredita`, la discendenza e la divisione dei beni dei coniugi in caso di scioglimento del matrimonio. 
  • Annullare l’art. 475 del codice penale che consente ai violentatori di sposare le loro vittime, siano esse maggiorenni o minorenni, senza rischiare l’arresto. 
  • Realizzare le disposizioni della Costituzione relative all’istituzionalizzazione dell’uguaglianza tra i sessi. 
  • Creare un meccanismo per l’uguaglianza delle possibilita` e la parita`, sulla base degli art. 19 e 164 della nuova Costituzione e conforme ai Principi di Parigi.
  • Prendere misure vincolanti nei confronti delle istituzioni governative e non governative che non rispettano la parita` e che ostacolano la sua realizzazione.
  • Rivedere la legge n° 27/11 per potenziare le misure d’uguaglianza di possibilita` e di parita`, in relazione alla partecipazione politica delle donne.
  • Stabilire meccanismi istituzionali per le questioni dell’uguaglianza tra i sessi e di lotta contro la violenza sulle donne, capaci di attuare politiche pubbliche          nel campo dell’uguaglianza tra i sessi e il coordinamento tra i settori, in linea con un politica pubblica integrata e l’approccio di prossimita`.
  • Migliorare la situazione economica e sociale delle donne.
  • Riservare un’attenzione particolare ai bisogni delle braccianti agricole e delle donne portatrici di handicap
  • Realizzare una strategia nazionale di lotta contro la violenza.
  • Adottare una legge quadro contro la violenza di genere, in linea con la Dichiarazione Universale per la lotta contro la violenza sulle donne.

 

Sintesi dei temi utili

In Marocco, avere figli al di fuori del matrimonio comporta gravi conseguenze per la donna, tra cui: 

  • La persecuzione penale e l'incarcerazione fino ad un anno (la legge 490 del codice penale marocchino punisce ogni tipo di relazione sessuale extraconiugale)
  • La donna viene emarginata dalla famiglia e dalla società (l'atto di avere un figlio al di fuori del matrimonio religioso viene considerato una vergogna morale, rappresenta una trasgressione alla norma culturale, sociale e religiosa) costretta quindi ad abbandonare il proprio figlio, poiché non possiede fonte di reddito causato dal fatto che il 70% delle donne in Marocco sono analfabete.  
  • In caso di stupro, la donna viene costretta dalla famiglia e dalla legge a sposare il proprio stupratore. Per quanto riguarda lo stupratore, la legge annulla i procedimenti penali nei suoi confronti se esso accetta di sposare la vittima.
  • Inoltre la madre vittima di violenza che denuncia il fatto viene accusata di adulterio e il figlio viene considerato illegittimo. In assenza di prove le accuse  vengono valutate come ingannevoli e diffamatorie.
  • La legge ancora una volta risulta discriminatoria nei confronti della donna. Il corpo della donna viene considerato a tutti gli effetti proprietà del marito                 e di conseguenza la legge non riconosce nessun tipo di violenza. In caso di violenza domestica, la legge tende a difendere il concetto di famiglia.

Esistono progetti e associazioni mirati ad aiutare e supportare le donne e in particolare le ragazze madri:

- Il progetto nato in Marocco “Mère en Ligne” (in partenariato con 100%Mamans) per difendere e proteggere le madri nubili perseguibili dalla legge nello

   stato marocchino. L’obiettivo è l’accoglienza con assistenza medica e psicosociale, l’avvio al lavoro e la sensibilizzazione su questi temi.

- Il progetto “Tous autours de l’enfance” nato con l’intento di difendere i diritti sociali ed economici delle donne e i bambini abbandonati in Marocco.

- L’associazione El Amane con l’obiettivo di migliorare la condizione della donna e integrarla nella società, difendere i diritti della donna, mettere a

  disposizione servizi sociali, sanitari ed economici. Con progetti di sensibilizzazione riguardo ai loro diritti e corsi di formazione per esse e per la loro integrazione.

- L’associazione di Rita Levi Montalcini che si occupa delle ragazze madri e non in tutta l’Africa.

Inoltre esistono delle associazioni per le donne marocchine che vivono in Italia, come l’ACMID-Donna Onlus, che offre sostegno morale e giuridico contro

le violenze, istruzione e insegnamento, formazione e guida per il lavoro.

 

 

 

 

 

Gruppo 1.  Paese d'intervento: Marocco, scheda sintetica

                          

Gruppo 2.  Paese d'intervento: Marocco, scheda di approfondimento

Gruppo 3.  Aree tematiche: Donne      

                   

Gruppo 4.  Aree tematiche: Minori                     

Gruppo 5.  Progetti analoghi nel Paese                         

Gruppo 6.  Progetti analoghi in altri Paesi                        

Gruppo 7.  Soggetti realizzatori istituzionali

Gruppo 8.  Soggetti realizzatori non governativi                   

Gruppo 9.  Linee-guida tematiche

 

         Università Roma3

 

 IDip. Studi umanistici

 

Cooperazione italiana

 

  

 Dossier Cooperazione

 

Gruppi lavoro Corso

 

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 Link & Libri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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