Il CinemArena in Burkina Faso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La radio in Rwanda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La radio ha un ruolo impotante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La danza della maschera

 

 

Burkina Faso

 

 

Rwanda, il film

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Corso di Laurea in Scienze storiche, del territorio e per la cooperazione internazionale

 

I Gruppi di lavoro preparatori

 

Gruppo 9. Strumenti di comunicazione per la Cooperazione  

 

Gruppo 9a. Strumenti: stampa, radio, televisione, web                                 Gruppo 9b. Il teatro, il cinema e il programma CinemArena  

Angelica Feudo    angelicafeudo@gmail.com                                                                 Erica Patrignani     eri.patrignani@stud.uniroma3.it

Carolina Avitabile                                                                                                             Ludovica Manocchio 

Valentina Pasqualetti                                                                                                        Giulia Sentinelli  

Martina Carrazza                                                                                                              Chiara Ciarniello 

Giorgia Torselli                                                                                                                  Sofia Marinsaldi 

Sara Abdel Khalek                                                                                                            Claudia Palmizio 

Ngolo Pendi Schella Carmella                                                                                           Cecilia di Filippo

Ilaria Labbre                                                                                                                       Irene Giorgia de Grisogono

                                                                                                                                             Patrizio Malori

                                                                                                                                            Giulia Fasolo

                                                                                     

Il Gruppo 9a ha creato un gruppo su whatsapp per interagire con più facilità e tenersi aggiornati, quando non ci si può incontrare di persona.

Alcuni studenti hanno iniziato una prima ricerca di link e video riguardanti gli strumenti di comunicazione. 

Sara Abdel Khalek

Ha studiato il film "Hotel Rwanda: Il film che  racconta le stragi del 1994, e il ruolo della “Radio Télévision Libre des Mille Collines”,

che istigava all’odio razziale contro i tutsi, dopo aver dato il segnale d' inizio al massacro: "Tagliate gli alberi alti" (ovvero i Tutsi). 

Ha trovato inoltre 2 video interessanti:

1. https://www.youtube.com/watch?v=DZWalS3Rht0

Video blog (Never Forget Rwanda) ripreso in Rwanda da Gianluca Gazzoli, storyteller e conduttore di un programma radiofonico su Rai2. In particolare,

 al minuto (11:03) si parla di  un "centro nutrizionale" che offre del cibo 3 volte a settimana per le donne malate di AIDS e i loro figli: con questo

stratagemma le si obbliga a venire al centro, dove sono sottoposte a cicli di cure, e si offre, sia a loro che ai figli, cultura e formazione.

 

2. https://www.youtube.com/watch?v=coR0EOlSI6g

Nel video è riportata l'intervista tratta dal docufilm "Human-the movie" in  cui Angelique ricorda il genocidio dei Tutsi nel 1994, durante il quale

ha perso suo marito e i suoi bambini. Angelique è riuscita ad accettare ciò che è accaduto, stando a stretto contatto con altre donne nella sua stessa

condizione ed è arrivata a perdonare gli omicidi, che hanno chiesto il suo perdono. Human esiste in diverse versioni: versione teatrale (3h11),

versione televisiva (2h11) e una versione in 3 volumi per il web. 

Altri materiali utili:

Uyisenga N'Manzi è una Ong creata nel 2002 per sviluppare programmi di sostegno per ragazzi a rischio, e aiutarli a rinforzare le loro capacità

e promuovere l’autosviluppo: http://www.rencp.org/about/member-organizations-1/uyisenga-ni-imanzi/ )

Library for All è una organizzazione no-profit che ha costruito una biblioteca digitale per fornire materiali educativi di qualità nei paesi

in via di sviluppo: http://www.libraryforall.org/about/

L’intervento di “Library for all” in Rwanda: http://www.libraryforall.org/blog/2015/8/20/library-for-all-in-rwanda

 

In questo sito (https://blog.geopoll.com/top-radio-stations-rwanda-may ) sono riportati i dati giornalieri raccolti tramite il servizio di misurazione

dei media di GeoPoll delle radio più ascoltate in Rwanda.

“Radio Rwanda” è la prima in classifica (http://www.rba.co.rw/radio): è una stazione radiofonica di Kigali, con centinaia di migliaia di seguaci

su Facebook (https://www.facebook.com/radiorwanda/ ), Twitter (https://twitter.com/radiorwandalive ) e Instagram (https://www.instagram.com/radiorwanda/)

 

Angelica Feudo

La Radio Mille Colline

http://italia.reteluna.it/it/radio-machete-il-ruolo-dei-media-nel-genocidio-ruandese-prima-parte-PpKt.html

http://italia.reteluna.it/it/radio-machete-il-ruolo-dei-media-nel-genocidio-ruandese-seconda-parte-PpKN.html

I media ebbero un ruolo chiave nel genocidio del 1994 in Rwanda e la radio - un medium molto importante in Africa, fu usata per uno scopo ignobile:

diffondere il più possibile l'odio razziale sull'intero territorio nazionale. L'emittente radiofonica Radio Télévision Libre des Mille Collines , nota anche

come Radio Machete, fu l'esempio più mostruoso di come i media possono istigare alla violenza e favorire, in questo caso, lo sterminio di massa.

Ufficialmente il compito di questa radio era quello di creare armonia nel paese, ma il vero obiettivo era la propaganda all'odio etnico e poi la vera e

propria gestione del massacro. Il motivo principale del successo tra la popolazione, era la sua rivoluzione del concetto di radio; le trasmissioni erano

informali e non strutturate su un argomento preciso, ma condotte come fossero conversazioni popolari nei bar: anche il concetto della partecipazione

degli ascoltatori fu un'innovazione fondamentale. Queste tecniche diedero l'impressione agli ascoltatori che RTLM fosse una radio vicina al popolo,

e che esprimesse il loro pensiero, per quanto terribile, in modo genuino. Il suo target principale erano i giovani e i disoccupati. 

 https://www.youtube.com/watch?v=y5uPpwRKVHw 

Estratto di una registrazione di Radio Mille Colline: "Oggi, domenica 19 giugno 1994. Sono le 16.22 a Kigali, nel bunker della RTML. Avviso a tutti

gli scarafaggi in ascolto. Il Rwanda appartiene a coloro che lo difendono veramente. E voi, scarafaggi, voi non siete Rwandesi, tutti ora si sono sollevati

per combattere questi scarafaggi. I nostri militari, i giovani, i vecchi e perfino le donne. Gli scarafaggi non avranno scampo. La nostra fortuna è che i

Tutsi non sono numerosi. Avevamo stimato che fossero il 10% della popolazione. Ormai sono solo l'8%. Rallegriamoci, amici miei! Gli scarafaggi sono

stati sterminati! Rallegriamoci, amici miei. Dio non è mai ingiusto. Se sterminiamo definitivamente gli scarafaggi, nessuno al mondo ci verrà a giudicare". 

 

http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/3257748.stm

In questo articolo della BBC NEWS Africa intitolato "The impact of hate media in Rwanda" si parla del processo ai media (The Media Trial).

Nel 2003 il Tribunale Internazionale per i crimini in Rwanda allestì un processo contro i mass media ruandesi colpevoli di aver partecipato all'olocausto.

La giuria riconobbe che la morte del Presidente Habyariamana diede inizio al genocidio e dopo la sua morte la propaganda della RTLM e del giornale

estremista Kangura chiamò alla "guerra finale" per lo sterminio degli "scarafaggi". Nahimana e Barayangwiza (i direttori della RTLM) furono

condannati all'ergastolo assieme al fondatore del giornale Kangura, Hassan Ngeze, per avere incitato la popolazione a commettere il genocidio. 

 

https://www.youtube.com/watch?v=kDob9R4x2Pc&t=1s

"20 years Challenging Impunity - United Nations International Criminal Tribunal for Rwanda". Nel periodo immediatamente successivo al genocidio

in Rwanda e nei successivi 20 anni, l'ICTR è stato in prima linea nella lotta globale contro l'impunità, perseguendo coloro considerati i responsabili

dei più gravi crimini commessi nel 1994. Il mandato del Tribunale è finito il 31 dicembre del 2015, ma la sua eredità pone le basi per una nuova

era nella giustizia penale internazionale.

Per più informazioni: http://unictr.unmict.org/

Versione francese di questo video:  http://youtu.be/DVgpPsTKgFc

Versione Kinyarwanda di questo video:  http://youtu.be/CUbepB5nEa8

http://www.rw.one.un.org/

Dopo il genocidio contro i Tutsi nel 1994, le Nazioni Unite sono state un partner fondamentale nella ricostruzione del Rwanda. Nel 2008 il Rwanda è stato

selezionato con altri sette paesi per attuare una nuova strategia denominata "Delivering as One" o "One UN". Attualmente 16 residenti e 8 agenzie non

residenti lavorano in Rwanda. Tra il 2013-2018, il One ONU Rwanda ha stanziato circa 411 milioni di dollari USA per assistere il paese nel suo sviluppo. 

 

https://www.youtube.com/watch?v=hVgbVfOJmbE&t=137s

"UNHCR is providing a one time cash assistance upon return to Rwanda"

Più di 3, 4 milioni di rifugiati sono stati aiutati a tornare a casa dopo il genocidio del 1994 contro i Tutsi. L'UNHCR ha raccomandato la cessazione

del loro status di rifugiati entro il 31 Dicembre 2017.  

http://www.unhcr.org/rw/ Il sitoweb dell'UNHCR, che ha anche un account Twitter, https://twitter.com/refugeesrwanda , tramite il quale diffonde foto, video

e tweet riguardanti il tema dei rifugiati in Rwanda attraverso il web. 

 

Per quanto riguardala stampa, questi sono i più accreditati quotidiani del Rwanda:  http://www.newspapersglobal.com/IT/africa/Rwanda/rwanda.htm  

Alcuni di questi sono in inglese, altri in francese e altri ancora in lingua ufficiale Kinyarwanda, tra cui http://www.newtimes.co.rw/

 

Valentina Pasqualetti

Nel 2012, in Rwanda è stata riaperta la televisione privata.

Un articolo di Atlas del 2012 lo racconta: http://atlasweb.it/2012/03/06/rwanda-torna-la-prima-televisione-privata-del-dopo-genocidio-579.htm

Questo il sito della tv pubblica: http://www.rba.co.rw/tv, mentre questo è quello della tv privata: http://radiotv10.rw/

 

http://www.repubblica.it/economia/2010/06/06/news/in_brasile_con_le_telenovelas_si_fanno_meno_figli_in_rwanda_la_radiosoap_che_aiuta_la_riconciliazione-4615894/ 

Un articolo di Repubblica in cui si parla dell'uso della televisione e della radio da parte di una Ong per promuovere un progetto di

riconciliazione nazionale attraverso le soap operas. Il link della Ong è il seguente:  https://www.sfcg.org/rwanda/ , è riportato il progetto che hanno

fatto in Rwanda con i mass media; e questa è la locandina del progetto: https://www.sfcg.org/wp-content/uploads/2017/03/2-pager-media-Rwanda_2017.pdf  

Il sito del giornale in lingua inglese più venduto in Rwanda ha una sezione interamente dedicata alle donne e una dedicata alla salute:http://www.newtimes.co.rw/content/page/4/  

Tra l'altro questo giornale si era già occupato in passato della questione AIDS:  http://www.newtimes.co.rw/section/article/2016-05-21/200069/

Nella promozione di un progetto di cooperazione, il sostegno degli strumenti di comunicazione come radio, televisione e social media è fondamentale,

soprattutto quando si tratta di lanciare campagne di sensibilizzazione a proposito di tematiche sanitarie. Nei casi esaminati, si comprende quanto la

collaborazione degli organi di stampa sia parte integrante di un progetto di cooperazione. Dal 2012, per esempio, Radio Fattoria International si occupa

principalmente di agricoltura in Africa, fornendo assistenza sociale e umanitaria agli agricoltori africani.

https://www.radiospeaker.it/blog/radio-fattoria-international-emittente-africana.html

La radio è senza dubbio lo strumento più utile da includere nel nostro progetto, perché in Africa, e soprattutto in Rwanda, ha un impatto e un seguito

molto più rilevanti di altri media, come la televisione o Internet.

Health Poverty Action (https://www.healthpovertyaction.org/ ), ha promosso la diffusione di una soap opera via radio, chiamata "Urunana", con l’obiettivo

di sensibilizzare il pubblico su diversi problemi sanitari e sociali, come lotta all'AIDS e alla violenza domestica. La serie intratteneva circa 10 milioni

di radioascoltatori ogni settimana e ha contribuito molto alla prevenzione e all'informazione su questi temi.

https://www.healthpovertyaction.org/on-the-ground/africa/rwanda/success-stories-using-radio-to-improve-health-education/ .

La piattaforma televisiva più importante in Rwanda, dopo quella nazionale, è VoxAfrica, che  trasmette in francese in 22 Paesi africani. Oltre a

ospitare nel suo palinsesto programmi che si occupano di salute e prevenzione (come "MedHelp Doctors": http://voxafrica.com/programme/why-do-we-use-it/,

ha trasmesso una produzione britannica sulla prevenzione all'HIV indetta dalla Terrence Higgins Trust: http://www.tht.org.uk/.

VoxAfrica ha inoltre trasmesso anche campagne pubblicitarie e di informazione su altri problemi sanitari, come il cancro al seno o ai polmoni. http://voxafrica.com/advertising-on-voxafrica/.

Restando nel campo della televisione – che però si appoggia quasi sempre anche alla radio –ulteriore esempio di una soap opera usata per promuovere

campagne su temi cruciali, è "Heart and soul": una trasmissione supportata dall'Onu, dalla Banca Mondiale e dalla BBC, che ha goduto di un'audience

vastissima,  su un tema importante come la lotta all'HIV. http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnSalute/2002/06/01/Altro/.

Questo progetto si ispira a una iniziativa analoga promossa in SudAfrica (https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2008/jul/13/observerhealth.observerhealth1)

attraverso una serie televisiva che trattava in ogni puntata un tema diverso correlato alla sanità ( https://www.soulcity.org.za/projects/soul-city-series).

L'utilizzo delle soap operas per promuovere messaggi sociali è abbastanza diffuso:  https://www.huffingtonpost.it/2014/11/21/love-radio-lagos-photo-festival.

UNAIDS, il programma delle Nazioni Unite dedicato alla lotta all'AIDS ( http://www.unaids.org/en), ha promosso, insieme alla KIgali Hope Association (http://kigalihope.org/), un'iniziativa basata su una serie di workshop creativi volti a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della prevenzione all'HIV

e ad altre malattie. L'iniziativa, che ha portato alla creazione di una serie di murales e di manifesti, è stata accompagnata da una pagina Twitter,  http://www.unaids.org/en/resources/presscentre/featurestories/2014/february/20140210rwanda , con il profilo social: http://kurema-kureba-kwiga.tumblr.com/.  

Interessante anche un progetto editoriale promosso dall'Italia in collaborazione con 25 media africani. Tratta essenzialmente il tema del terrorismo

e della sicurezza, ma nell'articolo che ne parla sono elencate molte piattaforme di radio, televisioni e stampa africane, che potrebbero tornare utili: http://www.vita.it/it/article/2016/01/07/un-nuovo-progetto-editoriale-di-vita-in-coproduzione-con-i-media-afric/137840/.

Per quanto infine riguarda il Rwanda, il network radio più rilevante è Infos Grands Lacs, che tocca anche altri Paesi africani, come il Burundi

e la Repubblica Democratica del Congo: http://infosgrandslacs.info/

 

Carolina Avitabile

http://www.rba.co.rw/radio

ISTRUZIONE:
Rwanda educational board: 
http://www.reb.rw/index.php?id=80 
Esperimento di media education: http://www.famigliacristiana.it/articolo/videogiochi-per-i-bambini-del-rwanda_270111182550.aspx

Media Education usa i mezzi di comunicazione per trasmettere conoscenze e contenuti ai ragazzi. Ma anche
educazione al linguaggio dei mezzi

di comunicazione, guida alla comprensione critica e consapevole dei messaggi culturali che passano attraverso il piccolo schermo o Internet.

La Media Education recentemente è sbarcata anche in Africa, nello specifico in Rwanda, grazie al progetto Fenix.

Fenix si propone di affrontare i problemi di apprendimento dei bambini in Paesi e contesti di povertà, guerra ed emarginazione sociale.

L'equipe italiana ha lavorato, nel 2010, in una scuola elementare di gesuiti nella capitale Kigali, con un gruppo di 44 bambini e attraverso computer

e l'uso di videogiochi digitali hanno cercato di sviluppare le loro capacità di apprendimento scolastiche e il loro rendimento.
Associazione Med: ttps://www.medmediaeducation.it/

Approfondimento per l'economia del sistema primario: Rwanda Agricolture Board:  http://rab.gov.rw/about-rab/mission-vision/

MILLE COLLINE: 

https://www.bibliotechediroma.it/opac/resource/uno-sguardo-sul-rwanda-il-paese-delle-mille-colline/RMB0266813

 http://www.bbc.com/news/world-africa-14093244


COMUNICAZIONI:
https://ebookcentral.proquest.com/lib/uniroma3-ebooks/detail.action?docID=536215#

RWANDA GOVERNANCE BOARD:

Media Barometer  (monitoraggio dei media): http://rgb.rw/fileadmin/Publications/Rwanda_Media_Barometer_2016__Final_.pdf

 

Giorgia Torselli

1)Media in Rwanda - profilo generale

http://www.bbc.com/news/world-africa-14093244

Dal profilo dei media in Rwanda fornito dal sito della BBC (2017) si evince che il mezzo più accreditato è senza dubbio la radio. La stampa

è sottoposta ad una limitatezza (titoli, numero di lettori) che spesso sfocia in vera e propria censura. Il ‘New Times’ è il principale giornale

del paese, di carattere privato e interamente in lingua inglese. Per quanto riguarda televisione e radio, entrambe sono principalmente statali.

 

2)Media Ruandesi

http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/3601369.stm  

Nel paragrafo ‘Rwandan Media Today’ di questo articolo pubblicato sul sito della BBC nel 2004 viene brevemente spiegato come l’eredità

degli ‘hate media’ continui a farsi sentire: i media Ruandesi, poco diversificati e variegati sono sottoposti ad un altissimo livello di controllo;

inoltre nonostante la presenza di neo-abilitate radio private, non esiste ancora un’alternativa alla tv di stato. Uno dei maggiori scopi delle

trasmissioni radiofoniche è quello educativo: sradicare la povertà e aiutare la lotta contro l’HIV.

Altre testimonianze di quanto, i media internazionali in Ruanda, siano sottoposti a vere e proprie censure, o meglio di come, in un clima

di terrore generale, la stampa e i media in generale si auto-censurino:

https://ipi.media/for-rwandas-media-the-state-plays-a-dominant-role/

https://medium.com/media-and-mass-atrocity/current-state-of-rwandas-media-presents-a-grave-danger-d9cc9f25480a

 

3)Rwanda Media Commission (RMC)

https://gc21.giz.de/ibt/var/app/wp381P/2230/index.php/rwanda-vas-y-promoting-media-reform/2684-2/

Dal 2013 esiste in Ruanda un progetto che si occupa di regolarizzare l’attività dei giornalisti e della stampa, rendendoli più indipendenti.

http://www.unesco.org/new/en/communication-and-information/resources/news-and-in-focus-articles/all-news/news/rwanda_media_commission

Nel 2016 l’RMC e l’UNESCO hanno collaborato nella realizzazione di cinque video che toccano cinque punti focali del Rwanda Media Commission.

 

4) Progetti

http://www.vita.it/it/article/2017/02/27/le-ong-italiane-piu-responsabilita-nella-comunicazione/142593/  

http://www.ong.it

http://www.link2007.org

AOI e LINK2007 Sono le prime due realtà non profit ad aderire all’Istituto di Autodisciplina della Pubblicità per promuovere attraverso un percorso

culturale e formativo una comunicazione sempre più etica, rispettosa della dignità umana, corretta nei confronti delle persone e delle comunità coinvolte.e

 

Ngolo Pendi Schella Carmella

La radio come strumento di promozione sociale

 

Nei paesi in via di sviluppo, il ruolo dell'informazione, qualunque sia il suo significato, è in gran parte assicurato dalla radio. È considerata la regina

dei mezzi di informazione in questi paesi per il suo enorme potenziale di superare alcuni dei molti ostacoli che altri mezzi non sono in grado di superare.

Si tratta di barriere geografiche, economiche, linguistiche e psicologiche. La radio ha anche la capacità di standardizzare il messaggio educativo e di

trasmetterlo in modo istantaneo, persuasivo e su larga scala.

Contribuisce alle radici culturali migliorando le forme di espressione della tradizione orale, che valorizza ampliandone il campo d'azione e l'influenza.

È la radio che ora trasmette le regole, i valori, i modelli, l'immagine della realtà alla quale bisogna sottomettersi con il proprio istinto.

 http://ethiopiques.refer.sn/spip.php?page=imprimer-article&id_article=323  ]

 

La televisione

 

Quando la televisione è arrivata nell'Africa subsahariana, quasi cinquant'anni fa, il continente aveva appena conquistato l'indipendenza, il suo sviluppo

economico era debole, la stampa circolava da tempo e la radio è diventata la regina. Il piccolo schermo non era una priorità per il tempo. Se gli Stati

africani intraprendono l'avventura nonostante tutto, al prezzo di enormi sacrifici finanziari, è perché la televisione è, a sua volta, e allo stesso tempo,

un canale educativo, un segno di modernità, un simbolo di emancipazione culturale e, soprattutto, una garanzia di potere geostrategico.

https://www.inaglobal.fr/television/article/la-television-en-afrique-subsaharienne-une-histoire-contrastee-8306 ]

Internet

Internet è in continua espansione e l'Africa è un mercato importante, anche se molto disomogeneo. Il Rwanda, per esempio, si è trasformato grazie

alle nuove tecnologie e Kigali è diventata una città intelligente. L'ambizione del governo è di fare del paese un crocevia tecnologico regionale, una

"Singapore africana": a tal fine, il governo ha varato piani quinquennali. Il primo piano (2000-2005) mirava a creare un ambiente favorevole alle iniziative

in materia di ITC (Information and Communications Technology). Il secondo (2006-2010) ha realizzato l'infrastruttura ICT di base, in particolare una rete

in fibra ottica. Il terzo, che va dal 2011 al 2015, mira a introdurre più rapidamente i servizi che utilizzano queste nuove tecnologie, il che - le autorità sono

convinte - consentirà al Rwanda di superare i suoi concorrenti regionali. E' in questo slancio che possiamo vedere qualche risultato considerevole:

  • Il Rwanda sta attualmente distribuendo migliaia di telefoni cellulari agli operatori sanitari della comunità. Questi vengono utilizzati per monitorare                       lo stato di salute delle donne in gravidanza, avvisare in caso di emergenza, chiamare un'ambulanza o mandare a una clinica locale le informazioni                          più aggiornate sulla salute. TRACNET, un sistema informativo gestito dal Centro di trattamento e ricerca AIDS, raccoglie e tratta le informazioni                        sui pazienti e la distribuzione dei medicinali per l'HIV / AIDS. Con il Ghana, il Kenya e la Nigeria, il Rwanda ha recentemente testato un sistema                        di controllo dei farmaci chiamato mPedigree. L'Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che i medicinali contraffatti e di qualità inferiore              costituiscono "un problema globale di salute pubblica", in particolare in Africa, dove l'8-10% dei medicinali sono contraffatti. Il sistema mPedigree              consente ai consumatori di inviare un codice via SMS a un numero speciale e di ricevere, in pochi secondi, un messaggio che indica se il farmaco                          è conforme agli standard.
  • Kigali è ora una capitale completamente collegata a Internet con connessione Wi-Fi gratuita nelle aree pubbliche, trasporti, ristoranti, alberghi, ecc.
  • A Kigali i residenti possono accedere a tutti i loro servizi comunali su Internet. Tutte le procedure sono state dematerializzate per il benessere dei              cittadini che possono pagare online le tasse locali, ottenere un permesso di costruire, un titolo di proprietà, un certificato di nascita, iscriversi alla                    lista elettorale attraverso un'applicazione collegata alla banca dati nazionale delle carte d'identità, ecc. La piattaforma Kigali Permit System funziona particolarmente bene ed è molto popolare.                              
  • Un altro enorme passo avanti è la digitalizzazione dell'indirizzamento a Kigali. Il programma Smart City Kigali ha permesso di geolocalizzare il 100%             delle strade della capitale.
  • Gli agricoltori possono inoltre ricevere informazioni aggiornate sui prezzi dei prodotti agricoli che coltivano attraverso il programma e-Soko (ossia il         "mercato elettronico") accessibile via SMS, che elimina gli intermediari e consente loro di aumentare il margine di profitto.

http://www.un.org/africarenewal/fr/magazine/april-2011/rwanda-l%C3%A9conomie-dop%C3%A9e-par-les-nouvelles-technologies

http://mobile.lemonde.fr/afrique/article/2017/05/10/kigali-est-aujourd-hui-une-capitale-totalement-connectee-a-internet_5125494_3212.html  ]

  

In conclusione, possiamo dire che l'uso dei moderni mezzi di comunicazione obbedisce alle esigenze della nuova pedagogia dell'istruzione extrascolastica,                    per non dire dell'istruzione stessa. La nuova educazione, infatti, che non deve ignorare i moderni mezzi di comunicazione, sarà di dialogo, pena il tradimento             della sua missione. Essa è tenuta a tener conto delle realtà quotidiane dell'ambiente sociale in cui opera e in particolare delle modalità di espressione di questo         stesso ambiente. E' proprio in questa prospettiva che i moderni mezzi di comunicazione possono rendere grandi servizi ai paesi africani, che sono costretti a          importare tecniche e talvolta anche modelli per il loro sviluppo. Il problema è che l'appropriazione di nuove tecniche importate da questi paesi pone problemi                 di metodo adattato alle norme collettive specifiche della loro popolazione e di know-how per quanto riguarda i valori culturali da salvaguardare.

http://ethiopiques.refer.sn/spip.php?page=imprimer-article&id_article=323  

 

Martina Carrazza

Da Vita.it:

L' esperienza di 5 volontari partiti nell’estate del 2015 alla scoperta del Ruanda e dei progetti di cooperazione della ong Movimento Lotta Fame nel mondo)  http://www.vita.it/it/article/2015/08/26/la-vacanza-alternativa-di-cinque-volontari-in-ruanda/136271/ 

I vincitori del premio “ICT for Social Good” (Information and Communications Technology), tra cui il ruandese Henri Nyakarundi, fondatore di ARED

(African Renewable Energy Distributor) che ha creato un un chiosco mobile, polifunzionale, completamente alimentato ad energia solare, nato per rispondere

all'esigenza di ricaricare i cellulari in qualunque luogo, che garantisce la connessione ad internet, l’accesso a contenuti multimediali gratuiti e molti altri servizi.  http://www.vita.it/it/article/2017/10/21/un-chiosco-mobile-per-lenergia-e-delle-app-per-bambini-cosi-le-ict-fan/144872/,  

http://www.vita.it/it/article/2017/05/29/233-innovatori-sociali-per-il-premio-ict-for-social-good/143559/ , 

http://www.vita.it/it/article/2017/03/02/le-tecnologie-cambiano-la-vita-dei-paesi-poveri-il-premio/142633/

L'uso del mobile money, ovvero dello sviluppo della finanza grazie all’utilizzo di software nei paesi privi di infrastrutture 

http://www.vita.it/it/article/2015/09/18/mobile-money-la-nuova-via-daccesso-allo-sviluppo/136586/ 

Le 10 imprese africane più innovative, utili per progetti di cooperazione allo sviluppo 

http://www.vita.it/it/article/2014/04/04/ecco-le-10-imprese-africane-piu-innovative/126591/  

ll Techsoup, un programma di tecnologia per il sociale, attraverso il quale Microsoft punta a raggiungere oltre 70,000 organizzazioni no-profit in tutto il mondo  http://www.vita.it/it/article/2016/06/09/la-tecnologia-al-servizio-del-non-profit/139727/

Progetto “Infos Grands Lacs" (2015-2018) 

http://www.afronline.org/?page_id=38281 

Rwanda Media Project: il progetto per lo sviluppo dell’industria cinematografica, ancora ai primi albori, e dei media 

http://www.dw.com/en/rwanda-media-project-strengthening-the-film-and-media-industry/a-17430408 

Il Rwanda come tramite tra Africa orientale e centrale 

http://kwetufilminstitute.com/rmp/about-the-project/ 

PMC (Population Media Center ) crea spettacoli TV e radio di lunga durata: che hanno una capacità unica non solo di sensibilizzare un gran numero di persone

su questioni critiche come i diritti delle donne, la salute riproduttiva e l'educazione delle ragazze, ma anche di motivare effettivamente il pubblico ad adottare

nuovi comportamenti. PMC ha avuto un impatto su oltre 500 milioni di persone in più di 50 paesi in tutto il mondo.

https://www.populationmedia.org/

PMC ha prodotto anche Umurage Urukwiye ("Rwanda's Brighter Future"). Questo dramma radiofonico di 312 episodi è andato in onda dal 16 aprile 2007

al luglio 2009 in Kinyarwanda, una delle lingue ufficiali del Ruanda. Umurage Urukwiye è stato ritrasmesso da ottobre 2012 a ottobre 2014. I temi principali

trattati da questo radiodramma sono la protezione ambientale e i diritti delle donne e delle ragazze, inoltre la serie indica molti altri temi importanti come

HIV/ AIDS, pratiche agricole, pianificazione famigliare, educazione etc. 

https://www.populationmedia.org/projects/umurage-urukwiye/

 

Ilaria Labbre

http://www.therwandan.com/blog/new-solar-irrigation-project-to-improve-farmers-livelihood-and-food-security-in-rwanda/
Articolo sul progetto Solar Irrigation in Rwanda, che coinvolge soprattutto le donne. Si tratta di un progetto di "solar irrigation"

per migliorare la sicurezza alimentare degli agricoltori. L’Ong Energy for Impact http://www.energy4impact.org/ ha lanciato una nuova iniziativa

per sviluppare il mercato dell'irrigazione solare su piccola scala, finanziato dal Fondo dell'Opec per lo sviluppo internazionale (OFID

http://www.ofid.org/ con 1 milione di dollari per 3000 piccoli agricoltori. Su questi la metà sono donne.

 

http://www.ases-ong.org/category/progetti/rete-internazionale/africa/ruanda/

Progetti dell'ASeS (Agricoltori Società e Sviluppo). C'è un progetto di Fornitura di servizi igenici e acqua, un Progetto integrato di riabilitazione

e d'appoggio alla popolazione, uno di Costruzione di un acquedotto in una zona rurale e un Progetto sanitario di riabilitazione.

 

http://www.ases-ong.org/contatti/

Link dei contatti per l'ASeS per pubblicizzare il progetto nelle aree in cui hanno operato: 

Il progetto di Fornitura dei servizi igenici e acqua è stato realizzato in Rutongo e cofinanziato dall'UNICEF, la controparte è stata il Ministero

per i Lavori Pubblici. 

Il  Progetto integrato di riabilitazione è stato realizzato nel Settore di Mbasa, nel Comune di Runyinya, nella Prefettura di Butare;

è stato cofinanziato dall'U.E. e ha avuto come controparte il Ministére Famille Promotion Femme; ha avuto come obiettivo quello della

costruzione di 210 case per le vedove del 1994, di una scuola, la riabilitazione di sorgenti idriche e la costruzione di latrine ventilate. Sono state

sviluppate piccole attività produttive nel settore dell'agricoltura, dell'allevamento di animali e di attività commerciali ed artigianali.  

Il progetto di  Costruzione di un acquedotto in una zona rurale è stato realizzato in Nyachonga, cofinanziato dall'UNICEF, con controparte

il Ministero per i Lavori Pubblici. L'acquedotto di 15 km ha previsto l'approvvigionamento dell'acqua nel centro di  Nyachonga.  

Il Progetto sanitario di riabilitazione ha avuto luogo nel distretto di Ruotongo, è stato cofinanziato dall'U.E., ha avuto come controparte il Ministero

della sanità e ha recuperato 4 strutture sanitarie, sorgenti d'acqua e abitazioni; ha creato migliori condizioni sociosanitarie, sociali ed economiche.

  

http://www.caritasitaliana.it/home_page/attivita_/00005969_Rwanda.html

Progetto della Caritas Italiana, 2015. Il progetto ha previsto l'accoglimento di migliaia di rifugiati burundesi in fuga dalle violenze per la campagna

presidenziale. Il piano aveva come obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita delle persone più vulnerabili (donne, bambini, anziani, malati).

Le attività hanno compreso la distribuzione di cibo, l'istruzione di orti, la formazione di attività generatrici di reddito e attività di ascolto e

sensibilizzazione sui temi della pace e della coabitazione pacifica.

Sarà utile informarsi, tramite l'indirizzo mail africa@caritas.it, sui dettagli tecnici del progetto e sulle modalità di pubblicizzazione nelle aree interessate.

 

 

 

 

Gruppo 9b. Il teatro, il cinema e il programma CinemArena

 

Giulia Sentinelli e Chiara Ciarniello hanno effettuato una prima selezione, scegliendo alcuni siti che descrivono

il concetto del programma CinemArena.

Il primo sito è dedicato al programma  effettuato in Libano  nel 2008:

http://www.stefanoscialotti.it/doc-films/cinemarena.html

Altri tre siti sono dedicati in particolare all'iniziativa realizzata dalla Cooperazione italiana in Senegal in due diverse stagioni,

nel 2010 e nel 2017 :

https://www.feedingknowledge.net/home/-/bsdp/5903/it_IT 

http://www.dire.it/16-10-2017/147958-cinema-nei-villaggi-in-senegal-per-mostrare-la-verita-sullinferno-delle-migrazioni/

http://www.nigrizia.it/notizia/migranti-cooperazione-e-dissuasione

Questo sito è invece dedicato alla presentazione del CinemArena ad Expo 2012:  

http://www.forumpa.it/expo-2012/presentazione-iniziativa-cinemarena

www.psicologiperipopoli.it/Social%20learning%20theory.html:  

Grazie all'azione del CinemArena, progetto della cooperazione italiana, in Mozambico è aumentata la consapevolezza da parte dei vari abitanti del paese 

di poter essere a rischio di infezione HIV, si è registrato anche un aumento di percentuale che riguarda i vari mezzi di auto-prevenzione HIV/AIDS. 

https://www.aics.gov.it/?p=16197:  

CinemArena è arrivato anche in Burkina Faso, ha analizzato in particolar modo la questione della migrazione irregolare. Il team è riuscito a raggiungere

un gran numero di villaggi nel paese e ha da subito rappresentato un elemento di forte attrazione soprattutto per i bambini che hanno assistito dall'inizio

alla fine alla costruzione del set cinematografico. Tutto ciò ha contribuito a una forte identificazione degli abitanti, che si sono riconosciuti come partecipi

e attivi al cambiamento del proprio paese .

https://www.aics.gov.it/?p=6392  :  

Si è concluso nello scorso mese di luglio il progetto di CinemArena in Etiopia. L'obiettivo principale era quello di diffondere attraverso film

e video i vari problemi legati al tema della nutrizione, molto importante soprattutto per quanto riguarda la situazione infantile.

 

Patrizio Malori ha trovato questi riferimenti:

riforma.it/it/articolo/2016/12/16/siamo-un-granello-di-sabbia-un-deserto-piu-bello

Un articolo sul Marocco e il Cinè du desert, un progetto che collabora con il CinemArena

https://youtu.be/WUcCwXpyhQU

La collaborazione di CinemArena con Overland 12

 

http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2016/03/08/news/cinema_del_deserto-134937372/?refresh_ce

Articolo sul Cinè du desert

https://youtu.be/zMqRo_B80qo 

Il progetto in Kenya

www.esteri.it/mae/resource/doc/2017/01/valutazione_progetti_cooperazione_2012_2015.pdf  

Valutazione dei progetti (le pagine 117 e 121 riguardano l'Uganda e il Kenya)

  

Irene Giorgia de Grisogono

Every Mother Counts è (https://www.everymothercounts.org/ ) un'associazione no profit che si occupa di ridurre la mortalità post parto, sia nella prospettiva

americana che dei Paesi in via di sviluppo. Lavora perché le donne abbiano un più facile accesso alla sanità durante la gravidanza, migliorando i mezzi di

trasporto e fornendo sia materiale che istruzione per formare le ostetriche. Hanno girato più di un documentario, ma i due più interessanti sono:
"No Woman, No Cry", che si occupa dell’assistenza sanitaria pre natale seguendo 4 diversi casi negli Stati uniti, in Guatemala, nel Bangladesh

e in Tanzania: https://www.youtube.com/watch?v=i7g0fsPxZXI

"Con Madre", sulla formazione di ostetriche in Guatemala. Il National Geographic presenta il documentario:

https://video.nationalgeographic.com/video/short-film-showcase/these-indigenous-women-are-saving-lives-one-birth-at-a-time?+Master+Email+List&-EMAIL_CAMPAIGN_2016_11_28&-4843791660-&mc_cid=4843791660&mc_eid=%5BUNIQID%5D

Altro documentario pluripremiato, sempre sulla questione della mortalità da parto e del mancato accesso alla programmazione delle nascite nei Pvs.

Si chiama “Sister”,  diretto da Brenda Davis. E’ ambientato fra Etiopia, Cambogia e Haiti. http://www.sisterdocumentary.com/index.html

 

Erica  Patrignani

Il Teatro in Mozambico

"Il Teatro Fa Bene", il progetto di teatro e informazione sanitaria per il Mozambico, ideato e sostenuto

da Eni Foundation, con il coordinamento di Jacopo Fo e Bruno Patierno

http://www.ilteatrofabene.it/il-territorio/il-teatro-in-mozambico/

Alle origini del teatro mozambicano si trova il Mapiko, la danza della maschera, che riprende muti e credenze antichi.

Il Mapiko è scenico e comico, il personaggio principale è il lipiko  (ballerino mascherato) che rappresenta la storia

ballando e in questo modo la danza diventa teatro.

Alla scoperta del Marocco

Paese incredibile , non solo paesaggi da favola, il Marocco ha un ricco patrimonio culturale e una creatività unica.

https://vacanzemarrakech.altervista.org/alla-scoperta-del-marocco/e

Il teatro in Marocco è parte del patrimonio marocchino, si esprime con i cantastorie, i clown, gli acrobati che si esibiscono

in strada, attirando i turisti. Questo teatro popolare si chiama Halqa, che significa cerchio, perché i cantastorie vengono

circondati da gruppi di persone che, in cerchio, ascoltano storie fantastiche, tragedie e fiabe. L'Halka è la più antica forma

di teatro tradizionale in Marocco, esibizione a cielo aperto senza nessun distanza tra il pubblico e l'attore.

Teatro in Burkina Faso. Griot, Boal e il Mercante di Venezia

http://www.teatroecritica.net/2017/03/teatro-in-burkina-faso-griot-boal-e-il-mercante-di-venezia/#

Reportage dedicato al teatro in Burkina Faso, allo Spazio Culturale Gambidi parlando di riscrittura di classici occidentali,

teatro sociale, tradizione...

Il teatro in Burkina Faso nasce anticamente ed ha una funzione sociale e vitale. Tradizionalmente, la figura dell'attore e

musicista è affidata al Griot, che ricorda il cantastorie della tradizione occidentale. La figura del Griot è stata sostituita

adesso da quella dell'attore, che resta fedele alla tradizione. La figura della maschera è molto importante, non ha funzioni

teatrali ma è parte di rituali mistici e religiosi e funge da tramite con gli dei. Nonostante Burkina Faso sia il sesto paese più

povero del mondo, è stato creato Gambidi, uno spazio culturale formato nel 1996, luogo di scambio, incontro e produzione,

dedicato alla diffusione dell'arte e del teatro della capitale. 

Il Rwanda volta pagina con l'Hillywood film festival

http://www.vita.it/it/article/2007/04/11/il-rwanda-volta-pagina-con-lhillywood-film-festival/64152/

"Siamo stanchi di guardare indietro continuando a chiederci perché abbiamo avuto il genocidio. Abbiamo bisogno di andare avanti.

Fino ad oggi non c'è nulla nel Paese che possa sviluppare il Rwanda: perché non può essere l'industria cinematografica?". Queste

sono le parole di Kennedy Mazimpaka, attore,  che aprono quest'articolo, nel quale viene spiegato come il Rwanda voglia rilanciare

il paese a livello internazionale, partendo dal "Hillywood" il festival del cinema made in Rwanda. 

Rwanda il film

http://www.rwandailfilm.it/wp-content/uploads/rwanda_report_marketing_01.pdf

Il budget per questo film, nato dall'omonimo spettacolo di teatro civile di Marco Cortesi e Mara Moschini, è stato raccolto attraverso

una Campagna di crowdfunding lanciata nell’ottobre del 2015 sulla celebre piattaforma“Produzioni da Basso”.

A sostegno di questo progetto parteciparono numerose associazioni e  Ong.

Mapof Creation

http://www.mapofcreation.com/ciao-mondo/  

“La moda, così come l'arte aiutano il paese a farsi conoscere nel mondo”, dice entusiasta Joselyne. Questa signora, partendo dai vestiti

made in Rwanda cerca di trasmettere la cultura del paese a livello internazionale, utilizzando tessuti coloratissimi africani wax. "La moda,

così come l'arte, aiutano il paese a farsi conoscere nel mondo, se compri un mio abito e a qualcuno piace, dirai che è made in Rwanda,

e cosi il nome del paese circolerà a livello internazionale" . 

 

Sofia Marinsaldi 

https://www.google.it/amp/s/www.lenius.it/iniziative-per-dissuadere-i-migranti/amp/

Molti giovani lasciano il Senegal per l’Europa. La Cooperazione italiana investe risorse umane e finanziarie per aiutare economicamente

il paese e per dissuadere i giovani dal rischio di mettersi in viaggio verso l’Europa.   Il progetto CinemArena, iniziato in regioni marginali

del Senegal nell'ottobre 2017, ha proiettato testimonianze di migranti per informare la popolazione sui rischi e i pericoli della migrazione

irregolare, a causa anche dell’inasprirsi dei controlli alle frontiere.

 

Chiara Ciarniello 

http://www.scienze-ricerche.it/?p=5110

Il teatro come strumento di formazione umana nello sviluppo della creatività e della crescita personale.

 

https://www.rumorscena.com/07/12/2013/il-teatro-quale-veicolo-di-comunicazione-con-componenti-sociali

Il teatro quale veicolo di comunicazione con componenti sociali.

 

Cecilia Di Filippo

http://www.ritalevimontalcini.org/le-nostre-attivita/progetti/

Fondazione Montalcini

Formazione e nutrizione in Etiopia

“Diamo nuova energia all’Etiopia” è un  progetto realizzato in collaborazione con Coopi si propone di formare 20 donne per l’avvio di un’attività

di stufe a risparmio energetico per uso domestico. 5 comunità di due distretti hanno preso parte al progetto, che ha effetti sull’aumentata sostenibilità

ambientale (consumo ed inquinamento) ed economica (risparmio derivante dal minor impiego di materia prima per cucina) nonché sulla qualità

nutrizionale derivante dalla preparazione degli alimenti attraverso l’uso delle stufe. Il corso vedrà le donne impegnate anche nella formazione sulla

gestione amministrativa della cooperativa, lo studio delle proprietà nutrizionali degli alimenti e sulla loro preparazione.

 

Formazione di ostetriche ed infermiere in Etiopia 

Ong beneficiaria: Comitato Collaborazione Medica. Il progetto eroga corsi di formazione per 25 ostetriche ed infermiere al fine di migliorare le

competenze sui servizi alla salute. Le ragazze sono già operatrici sanitarie presso i Centri di Salute della regione del Tigray, e intendono conseguire

la qualifica riconosciuta dal Ministero della Salute Etiope. Il progetto consentirà il rafforzamento delle attività di prevenzione ed educazione alla salute

dell’intera comunità regionale. Il contributo della Fondazione della Bending Spoons copre le spese di formazione e di ricerca, portate avanti dal

Dipartimento Sanitario Regionale e dal Comitato Collaborazione Medica, e prevederanno corsi di ostetricia d’emergenza e cura neonatale, e

ricerca, prevenzione e cura dei sintomi della tubercolosi.

  

Formare giovani imprenditrici in Tanzania

L’obiettivo del progetto dell’Associazione ACRA-CSS è quello di sviluppare competenze tecniche e imprenditoriali delle ragazze in stato di indigenza

della regione di Njombe, in Tanzania, per aumentare le loro possibilità di emancipazione e partecipazione attiva alla vita sociale della comunità.

Le beneficiare, 73 studentesse, potranno studiare nel Professional College of Njombe, in particolare nei campi della filiera agro-alimentare,

dell’allevamento e della gestione economico-finanziaria.

 

Claudia Palmizio

https://m.cronachefermane.it/2017/09/13/teatri-senza-frontiere-in-kenya-per-far-sognare-i-bambini-di-nairobi/107139/

Teatro senza frontiere è una rappresentazione teatrale e un'attività di solidarietà che dura da anni a Nairobi.

 

 

 

 

 

         Università Roma3

 

 IDip. Studi umanistici

 

Cooperazione italiana

  

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