COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Corso di Laurea in Scienze storiche, del territorio e per la cooperazione internazionale

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I Gruppi di lavoro

 

 

Gruppo 3.  Progetti sullo stesso tema

 


A. Progetti analoghi nel Paese                       B. Progetti analoghi in altri Paesi


Emiliano Ciuffa   emilio_wispa@hotmail.it            Giulia Clarizia  giulia.clarizia@gmail.com
Ludovica Lopalco                                                    Matteo Taraborelli
Anna Palmieri                                                          Federico Lipera
Chiara Franzin                                                         Edoardo Pierini
Sunshine Iliao Arenas                                             Nicoletta Curti
Giada Pallocca                                                         Chiara Costantini
Martina Mennone                                                   Wolfran Kuck
Martina Saulli                                                          Federico Mattioli
Gaia Ravazzi

 

 

Il Gruppo A ha trovato qualche difficoltà nel reperire le schede dei progetti delle cooperazioni estere. Sui siti in questione il Gruppo ha trovato riferimenti al Salvador

e le diverse aree tematiche di progetto, ma mancano le schede dei progetti, o non ci sono progetti sul disagio giovanile.

l Gruppo ha quindi cercato schede progetto nell'ambito della cooperazione italiana, trovandone alcune sul sito dell'IILA, l'Istituto Italo Latino Americano, che ha sede in Roma. (http://www.iila.org/index.php?lang=it).

Sviluppo di politiche e iniziative in favore di giovani in conflitto con la legge

L’ONG Soleterre ha realizzato una componente del progetto regionale multi-bilaterale affidato all’UNFPA (vedi scheda Progetti regionali nella prima parte del presente Rapporto). Tale componente ha contribuito a mettere in atto politiche di prevenzione della violenza giovanile. Più specificamente, il progetto ha rafforzato le competenze delle Istituzioni pubbliche, della società civile, delle associazioni, organizzazioni e reti giovanili nella formulazione e implementazione di politiche pubbliche preventive nazionali in vista anche di una replicabilità nei Paesi della Regione. Il progetto ha inoltre attivato processi di formazione specializzata degli attori chiave nel modello di giustizia riparativa, con focus sulle tematiche di genere, diritti umani e trasmigrazione giovanile.
E’ stata realizzata anche una visita in Italia di rappresentanti di reti giovanili centroamericane per una formazione specifica sui temi della giustizia riparativa ed é stata avviata la sistematizzazione dei risultati dell’intera componente. Si è concluso nell’agosto 2012.
(fonte: http://www.ambsanjose.esteri.it/NR/rdonlyres/7F4F2EE9-6B6E-4247-9420-D406D4A9D715/20679/120913schedaprogettoONGSoleterre.pdf)

"Progetto di sostegno al miglioramento della giustizia minorile. Guatemala, 28-30 aprile 2014"

Il Progetto prevede la elaborazione dei contenuti e metodologia di 3 moduli di formazione per magistrati, assistenti sociali e psicologi, in materia di giustizia penale minorile, sanzioni alternative alla detenzione e reinserimento sociale dei minori in conflitto con la legge.
Durante la sua permanenza in Guatemala la dott.ssa Giovanna Donia ha realizzato una serie di incontri, assieme all´ambasciatore italiano Fabrizio Pignatelli della Leonessa e al dott. Roberto Bonini, coordinatore locale del progetto. Tra le autorità guatemalteche incontrate vi sono stati i magistrati della Corte Suprema di Giustizia: Gabriel Medrano, Gabriel Gomez e Gustavo Mendizabal, che si occupano nell´alta corte delle tematiche di giustizia minorile; il direttore della Scuola di Studi Giudiziari, Ricardo Velasquez, che integrerà nel suo sistema di formazione continua i moduli elaborati dal progetto; il coordinatore della Unità di Infanzia e Adolescenza, Carlos Menchú, che sará la controparte operativa del progetto. Al termine della sua missione la dott.ssa Donia ha partecipato ad una seduta del Tavolo Tecnico sulla giustizia penale giovanile, spazio di coordinamento inter-istituzionale dove partecipano tutte le istanze di Stato e di Governo che si occupano degli adolescenti in conflitto con la legge.

(fonte: http://www.iila.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2575:progetto-di-sostegno-al-miglioramento-della-giustizia-minorile-in-guatemala-28-30-aprile-2014&catid=51:coesione-sociale-progetti&Itemid=260&lang=it)

Il Gruppo si è in seguito mosso in direzione delle cooperazioni straniere (Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Stati Uniti d'America, Norvegia, Finlandia, Svezia, Giappone, Canada).

Sul sito della Cooperazione Britannica il Gruppo ha trovato il seguente progetto:

FCO Human Rights and Democracy Programme: Preventing Sexual Violence(Prevenzione della violenza sessuale a El Salvador)
Il programma si propone di migliorare le condizioni di vita delle persone in particolare per le donne vittime di violeza, contribuendo a costruire la capacità dei governi e della società civile di promuovere e proteggere i diritti umani.
L’iniziativa per la prevenzione della violenza sessuale (PSVI) si occupa dell'impatto della violenza sessuale nei conflitti e le consegueze di queste violenze in situazioni post-conflittuali. Tale progetto è inquadrato in un lavoro di cooperazione con la Nazioni Unite (UN Security Council Resolutions relating to Women Peace and Security). Il progetto è stato promosso attraverso un bando nell’anno 2013/2014 e la realizzazione si prevedeva iniziasse entro febbraio 2015.
Gli obiettivi fondamentali sono sostenere le organizzazioni delle donne attraverso il miglioramento di prevenzione della violenza in luoghi di conflitto e post-conflitto, ed in questo caso incrementare gli aiuti alle donne vittime di violenza attraverso un accesso più semplice alla giustizia, la promozione di una maggiore responsabilità da parte delle istituzioni nazionali del posto che si occupano già di violenza di genere. La sinergia tra le istituzioni locali e nazionali è quindi uno degli obiettivi fondamentali.
Le iniziative mirano anche all’esaltare il lavoro nelle iniziative già attive sul territorio nella difesa dei diritti delle donne, l’azione che il governo britannico vuole mettere in pratica è quella di monitoraggio e delle violenze che avvengono e di accertamento di giustizia nei confronti delle vittime di violenza.
Le iniziative che il governo inglese promuove mirano a promuovere le responsabilità delle istituzioni locali attraverso l’appoggio proprio del governo britannico.
(fonte: https://www.gov.uk/government/publications/preventing-sexual-violence-initiative-funds-round-20132014)

Sul sito della Cooperazione Americana il Gruppo ha trovato la seguente attività, nell'ambito di un'azione più ampia volta al miglioramento della società, dell'economia e delle infrastrutture salvadoregne.

"Country Development Cooperation Strategy 2013-2017"
Dopo la guerra civile del 1992, El Salvador ha conosciuto un grande sviluppo a livello democratico, accompagnato da progressi sia nell'economia che nel sociale.
Allo stesso tempo è soggetto ad una forte criminalità organizzata.
Lo stesso Barack Obama ha un ruolo importante nella lotta alla criminalità a El Salvador, infatti nel marzo 2011, durante una visita, ha stretto una cooperazione con la PFG .
In seguito agli accordi di pace del 1992 , ci sono state diverse elezioni pacifiche che hanno portato all'elezione di istituzioni e leggi riguardo la trasparenza sull'uso dei fondi pubblici. Il problema della corruzione rimane comunque molto presente.
Ma uno dei principali problemi resta quello della criminalità organizzata che è causa di uno dei tassi di mortalità più alti nel mondo, specie sulle donne brutalmente violentate e uccise.
Ma molti omicidi avvengono anche per i traffici di droga, attività illecite ed estorsioni.
Con la cooperazione di diversi gruppi speciali si sta facendo in modo che El Salvador possa uscire da questa situazione, puntando sull'amministrazione politico-economica del paese e sulla giustizia.
In tema di giustizia si pensa anche alla prevenzione dell'illegalità. Ad esempio si pensa di andare in soccorso dei ragazzi e ragazze disagiati che frequentano la scuola secondaria e i giovani usciti da scuola tra i 12 e i 24 anni.
Il MOE ( Salvadoran Ministry Education) vuole prolungare la scuola, supportare gli studenti nel proseguimento degli studi, supportare gli insegnanti e promuovere la prevenzione sulla violenza a scuola.
Si cerca di fare attivitá che possano aiutare i ragazzi a trovare la loro strada attraverso l'istruzione, grazie anche ad approfondimenti di materie come la letteratura, matematica o altro da svolgere dopo la scuola e trattando temi che coinvolgono il sociale.
Si cerca anche di mettere in sicurezza quei luoghi dove i ragazzi vivono e organizzare attività che possano allontanarli dalla vita nelle strade.
Da questo ci si aspetta un indebolimento della criminalità tra i giovani.
Ma non sarebbe possibile se non ci fosse una stretta collaborazione di tutti i gruppi presi in questione."

(fonte: http://www.usaid.gov/sites/default/files/documents/1862/CDCS%203-3-14%20Public%20Version%20FINAL.pdf)

Dal sito di una Fondazione per l'infanzia Colombiana il Gruppo ha tratto il seguente progetto:

"Adozione senza frontiere"

La Fondazione Balms per l'infanzia è un'organizzazione fondata a Vigo (Pontevedra) nel 2002 ed ha come obbiettivo lo sviluppo di attività a favore della protezione dei diritti dei bambini e realizza progetti di cooperazione in Colombia. "Casa dell'infanzia" è un progetto che consiste nel dare inizio e mantenere un centro giornaliero per bambini e bambine dai 2 ai 13 anni nel quartiere di San Joaquín del Vaticano, nella città di Bogotà. La sua realizzazione implica l'esistenza di una base fisica e un collaboratore locale; la base fisica è costituita dalla casa dove si realizzano le attività del quartiere e la controparte locale che permette la realizzazione effettiva del lavoro è la Fondazione Imago.
In questo centro si presta un'attenzione integrale ai minori attraverso l'intervento in diverse aree:
- Alimentazione: il centro si deve prendere la responsabilità di porre attenzione ai pasti che i minori fanno durante il giorno e cosa mangiano, in modo da rendere completa la loro alimentazione .
- Salute: si realizzano visite mediche e campagne di vaccinazioni.
- Educazione: si migliora l'ambiente scolastico, spazi per i giochi, e dell'ambiente. Si da vita a delle scuole per i genitori per renderli in grado di migliorare le loro abilità.
- Educazione allo sviluppo: si da importanza alla formazione sociale dei minori affinché contribuiscano alla trasformazione della societá che renda possibile un mondo più giusto.

 

Il Gruppo B ha cominciato il lavoro raccogliendo materiali e selezionando alcuni link significativi. La tematica è molto ampia, e i progetti trovati dagli studenti si declinano

principalmente tra disagio e delinquenza giovanile e minorile, il rapporto con la vita di strada, l'inserimento dei giovani disagiati nella società civile e nella famiglia

e il loro accompagnamento in termini giuridici. Il Gruppo intende procedere ad una prima selezione analizzando nel dettaglio i progetti e creando delle schede da utilizzare

per la preparazione del Laboratorio progettuale.

Nella seconda settimana di lavoro, il Gruppo ha raccolto alcune Schede progetto tratte dallo “Youth Action Programme” dell’ Unione Europea approvato nel 2013:

1) "You are part of this world, be part of its future" è un progetto concentrato sulla sensibilizzazione dei giovani (global education) su tematiche globali come la giustizia sociale, i cambiamenti climatici, gli obbiettivi del Millenium Development Goals. Esso prevede la condivisione di queste tematiche tra i giovani dei paesi partner (in questo caso Romania, Gran Bretagna, Slovenia, Sud Africa, Nigeria, Sierra Leone), così da implementare sia la sensibilizzazione dei giovani nei paesi sottosviluppati sia la capacità organizzativa dei giovani stessi nel perseguire questo obbiettivo attraverso metodi di educazione non formale. Alla fine il progetto prevede la realizzazione di un video.

2) Il progetto "Digging deep" è volto all'inclusione dei giovani nella società e nell'esperienza lavorativa attraverso la creazione di orti e giardini urbani. Il progetto prevede workshop preliminari sull'argomento, l'effettiva istituzione dei giardini e l'organizzazione di eventi, la produzione di un sito web e guide a riguardo. Gli impatti positivi sui giovani sono la sensibilizzazione su tematiche come la salute, il cibo, la natura, nonchè l'acquisizione di abilità di cooperazione e condivisione all'interno della società.

3) Il progetto "Educate, empower and engage for healthy lives" é più precisamente riferito ai giovani che hanno problemi psicologici e fisici causati dall'uso di droghe o errati comportamenti sessuali, da cui deriva marginalizzazione a livello educativo e professionale. Il progetto prevede l'educazione di giovani provenienti da comunità vulnerabili, l'analisi delle politiche nelle loro comunità e l'istituzione di un network per la condivisione di pratiche positive. In particolare i paesi di riferimento sono Portogallo, Messico, Nigeria e Kyrgyzstan.

 

Il Gruppo B ha poi trovato altri due progetti analoghi riferiti all'Italia:

4) Il progetto “Fondo per il contrasto del disagio giovanile, dei minori e delle famiglie” è incentrato sulla prevenzione del disagio giovanile, sulla precarizzazione del lavoro, sull’aiuto alle giovani famiglie, sull’aiuto delle idee giovanili di valorizzazione territoriale e sulla partecipazione e integrazione sociale delle persone appartenenti alle fasce più deboli. Esso intende coinvolgere un ampio settore sociale, dai comuni e le scuole mediante l’uso di assistenti sociali e psicologi, fino alle organizzazioni giovanili e alle famiglie stesse, è promosso dai comuni dell’ambito territoriale di Isernia per arginare la situazione che si è acuita nel primo decennio del 2000 e prevede anche l’emanazione di bandi per fronteggiare nuove emergenze sociali.

5) Il progetto “Qualcosa è cambiato?” - Prevenzione e intervento di rete per giovani con esperienza di psicosi - è promosso dall’azienda per i servizi sanitari n.1 Triestina,

ed è diretto ai giovani tra i 18 e 30 anni (nella regione Friuli Venezia Giulia) venuti in contatto con i servizi a seguito di una esperienza di disturbo di tipo psicotico e ha come obiettivi:
la costruzione di un sistema di riconoscimento ed intervento precoce sul disturbo psicotico;
l’individuazione e la sperimentazione di nuove per forme di disagio/sofferenza nell'adolescenza;
la promozione di programmi sperimentali orientati alla ripresa attraverso processi di inclusione di persone in contatto con i servizi di salute mentale;
la promozione della salute e della prevenzione.

Il Gruppo ha infine trovato altri progetti su temi analoghi:

6) Il progetto "Casa Josè Rafael Torello" è un progetto di cooperazione italo-argentina in materia agricolo-sociale sotto il patrocinio dell'IILA (Istituto italoamericano) e della camera di commercio Italo-Argentina. Consiste nell'avvio di una fattoria sociale- scuola agricola in un'area di 65 acri nelle vicinanze della città di Mercedes,dove ospitare 100 ragazzi tra i 16 e i 25 anni coinvolti in attività illecite e criminali nella zona di Buenos Aires. L'obbiettivo finale è l'autosufficienza e la sostenibilità economico-produttiva ed energetica, ma soprattutto l'inclusione sociale e l'integrazione lavorativa dei ragazzi (vedi Pdf).

7) Il progetto "Giovani per Qalauma" è volto al recupero dei ragazzi del centro di recupero giovanile "Qalauma" a La Paz in Bolivia finanziato dal Programma europeo Gioventù in Azione, è promosso da ProgettoMondo Mlal, in partenariato con CZ-ART (Polonia) e l’Instituto Superior Ecuménico Andino de Teología - ISEAT (Bolivia). Prevede la partecipazione di due ragazzi europei tra i 18 e i 30 anni che, dopo una specifica formazione, andranno come volontari a collaborare alle attività culturali,ritenute molto importanti poichè la carenza di istruzione causa criminalità all'interno della giovanissima popolazione boliviana.

8) Il progetto "Qalauma, giovani trasgressori" invece prevede il recupero dei ragazzi attraverso lo sviluppo di abilità e tecniche lavorative.Prevede prima di tutto il completamento di una struttura che ospiti i ragazzi che non possono convivere per legge in carcere con gli adulti, oltre che formazione professionale in carpenteria, agricoltura biologica, allevamento e artigianato, aiuto nell'inserimento nel mondo del lavoro , campagne di sensibilizzazione, e la promozione di un tavolo Istituzionale per la riforma della politica pubblica penitenziaria. Il progetto è dotati di diversi report dal 2008 al 2014 che ne monitorano i risultati. Gli iscritti al centro di recupero sono aumentati di molto, si sono avuti ottimi risultati dal punto di vista culturale e si è riusciti a lavorare con il Ministero della giustizia per la stesura del "Codice del fanciullo", che vede la responsabilità penale dei ragazzi attenuata.

9) Il progetto "Mustaqbal: nuove prospettive per giovani palestinesi di Tripoli e Tiro".

Il progetto, avviato dal CISS (Cooperazione internazionale sud sud) in collaborazione con la Ong libanese “The National Institution of Social Care and Vocational Training” e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri nel 2005 (concluso nel 2009), si è prefigurato l’obiettivo di migliorare le condizione di vita dei giovani rifugiati palestinesi che vivono nei campi profughi di Beddawi presso Tripoli e Borj Al-Shamali presso Tiro, attraverso la creazione di due Centri di aggregazione giovanile e di un programma di formazione professionale e di avviamento al lavoro. Nell’arco di 3 anni sono state costruite, attrezzate e arredate le strutture , nonché avviati i 4 corsi di formazione professionale in arti plastiche, arti visive, arti musicali e teatrali, e informatica; che hanno visto coinvolti 50 ragazzi tra i 16 e i 24 anni.

Grazie ad uno stanziamento totale di 380.000 euro (di cui 320.000 dal MAE e i restanti 60.000 da differenti enti e/o istituzioni tra cui ad esempio la Regione Sicilia), il progetto si è potuto affermare come un punto di riferimento per i ragazzi di questi campi profughi , al fine di sostenerli nella costruzione della consapevolezza di essere soggetti di diritto e di offrire loro un sostegno alla formazione professionale e l’avviamento al lavoro. Secondo la relazione sui progressi del progetto dell'ottobre 2009 i diplomi professionali sono stati consegnati a più di 50 ragazzi.

5) Progetto "Pronti, partenza e via" supportato da Save the Children, che utilizza lo sport come mezzo per reinserire i ragazzi marginalizzati nella società, partendo dalla ristrutturazione delle strutture in zone disagiate e poi procedendo al coinvolgimento di bambini e ragazzi, grazie anche all'intervento di educatori nelle scuole primarie che

promuovono stili di vita e alimentari sani. (vedi Pdf)

Il Gruppo ha infine trovato un progetto che potrebbe essere utile come termine di paragone per il nostro progetto: si tratta del progetto di "Supporto in favore delle politiche minorili in Albania", finanziato dalla Cooperazione italiana attraverso la cooperazione decentrata.

 

Gruppo 1.  Paese

Gruppo 2.  Area tematica

Gruppo 4.  Soggetti realizzatori

Gruppo 5.  Linee Guida 2014 - 2016

Gruppo 6.  Sito-bibliografia tematica

 

 

 

 

 

 

 

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