La bandiera algerina

 

Mohammed VI

 

 

MEDIA E MONDO ARABO

dalle Torri gemelle alla Primavera araba

_____

Altri Paesi arabi

 

L'impennata dei prezzi dei beni di prima necessità, l’espandersi della disoccupazione e della povertà in larghi strati della popolazione sono stati la miccia che ha innescato, nel gennaio del 2011, sull’orma delle rivolte iniziate in Egitto e Libia, diverse proteste anche in altri paesi come Algeria, Marocco, Giordania e Iran. Nonostante in questi paesi non si siano verificati eventi di portata rivoluzionaria, si possono inserire queste proteste nella scia di influenza dei movimenti della cosiddetta Primavera araba, in quanto ne condividono la natura popolare e spontanea e le rivendicazione di maggiori democrazia e libertà personali.


In Algeria, per esempio, la richiesta più impellente è l’abrogazione dello stato d’emergenza, in atto da 19 anni, che comporta la possibilità di adottare misure speciali da parte della polizia contro gli oppositori, oltre alle dimissioni del presidente Bouteflika. La repressione dei manifestanti è molto dura, in tutti i paesi, diversi sono i morti e i feriti.

Il Marocco (vedi pagina dedicata) fa un po' storia a sé: il re, Mohammed VI, ha rapidamente risposto alle proteste con una riforma della costituzione in senso liberale. La monarchia è sempre stata un punto di riferimento forte, in grado di interagire con un tessuto sociale vario, costituito da movimenti politici, gruppi organizzati, cooperative. Grande importanza ha avuto anche la lotta e la tenacia delle donne marocchine, che hanno ottenuto grandi innovazioni nell’ ambito dei diritti personali. le prime elezioni del nuovo corso, a fine novembre, hanno visto la vittoria del partito islamico moderato, come già accaduto nella vicina Tunisia.

Diversa la situazione in Iran (vedi pagina dedicata), dove il regime dell’ayatollah è ancora molto forte: le proteste sono state strumentalizzate per aumentare la coesione del paese, promuovendo manifestazioni contro gli oppositori, e hanno contribuito a giustificare un rafforzamento degli integralisti al potere. In generale questa ondata di dissenso non sembra essersi placata, anche se si è molto lontani dal prevedere un cambio drastico di governo.


Le proteste scoppiate in Giordania rappresentano un caso particolare, sia per il contesto politico-sociale in cui si inscrivono, sia per le parti politiche coinvolte, Fratelli Musulmani in primis, espressione della classe media urbana. In una società in cui convivono un’anima tendenzialmente conservatrice, e una aperta al mondo occidentale e alla realtà globale, la monarchia giordana ha saputo creare negli anni un sistema di tipo inclusivo che, seppur fragile, le ha garantito la sopravvivenza. Le proteste sono rivolte più contro l’operato del governo che non contro una vera e propria caduta del Re Abdallah II. Anche per questo motivo in Giordania non si è assistito ad alcuna forma di intervento repressivo nei confronti della popolazione, ma, piuttosto, ad un tentativo del Re di aprire definitivamente la strada ad un processo di riforme politiche strutturali richiesto dai suoi sudditi.

 

Media in Bahrein                    Il ruolo delle donne

Le telecamere e i microfoni di Al Jazeera non                 Quasi tutte le Rivolte arabe hanno un volto

c’erano. In assenza di media tradizionali, disposti            femminile, nelle piazze erano molto presenti,

a raccontare la rivolta, è sin dall’inizio esploso                con ruoli diversi e su tutti i fronti: anche come

l’ uso di blog e social network come Facebook...           protagoniste della comunicazione...

   

GRUPPO DI LAVORO

          I     

      

           Chiara Mancuso  

      

               Antonella Iero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

                                                      Home