MEDIA E MONDO ARABO

dalle Torri gemelle alla Primavera araba

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Bahrein

 

Dalla metà di febbraio le rivolte del mondo arabo si estendono anche in Bahrein, dove nonostante le concessioni economiche del re, Hamad al-Khalifa, per arrestare le proteste, il 14 febbraio è stato proclamato il “giorno dell’ira”. Tensioni religiose all’interno del paese sono sempre state presenti da quando è salita al potere la minoranza sunnita, che si oppone alla maggioranza (più del 70%) della popolazione sciita. Inoltre la presenza di importanti pozzi petroliferi suscita l’interesse dell’Arabia Saudita, che da subito manifesta il suo appoggio alla monarchia; e del regime iraniano, che rivendica sovranità territoriali in Bahrein, schierandosi con i rivoltosi sciiti.


Già dai primi giorni di protesta è chiara la risposta dura delle forze di sicurezza: oltre a morti e feriti, tra i manifestanti si contano anche una sessantina di dispersi. La reazione del re non ha però spento la rivolta, alla quale partecipano attivamente anche le donne, e che ha stabilito il proprio epicentro in Piazza della Perla.


Il 14 marzo l’Arabia Saudita invia il proprio esercito per restituire l’ordine pubblico nel paese, suscitando così la reazione dell’Iran. Nei giorni successivi,  inviano le loro truppe anche gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar. Il governo centrale, intanto, inasprisce la censura facendo chiudere il quotidiano Al-Wasat, colpevole di aver criticato più volte il governo. Nonostante i contingenti sauditi siano stati ritirati quasi totalmente alla fine di giugno, la situazione in Bahrein è tutt’altro che pacificata, le proteste continuano per tutta l’estate e oltre, e non accennano a fermarsi, benché la monarchia resista al potere.

 

Media in Bahrein                    Il ruolo delle donne

Le telecamere e i microfoni di Al Jazeera non                 Quasi tutte le Rivolte arabe hanno un volto

c’erano. In assenza di media tradizionali, disposti            femminile, nelle piazze erano molto presenti,

a raccontare la rivolta, è sin dall’inizio esploso                con ruoli diversi e su tutti i fronti: anche come

l’ uso di blog e social network come Facebook...           protagoniste della comunicazione...

 

Cronologia degli eventi

  • 14 febbraio: sull'onda delle rivolte in Tunisia e in Egitto, gli sciiti scendono in piazza per il "giorno della collera" contro la dinastia sunnita al potere. Gli scontri con la polizia provocano un morto e venti feriti.
  • 15 febbraio: nuovi disordini scoppiano durante il funerale della vittima, muore un secondo dimostrante.
  • 17 febbraio: la polizia attacca piazza delle Perle, occupata dai manifestanti. Almeno sette persone perdono la vita.
  • 22 febbraio: decine di migliaia di sostenitori dell'opposizione sciita tornano nella piazza principale di Manama per chiedere la caduta del governo, nella più grande manifestazione in più di una settimana di proteste.
  • 26 febbraio: il regime acconsente al rientro in patria del dissidente sciita, Hassan Mushaimaa. E' un gesto di distensione che segue alla decisione del governo, complici anche le pressioni di Washington, di ritirare i militari dispiegati a piazza delle Perle, che continua ad essere presidiata dai dimostranti.
  • 3 marzo: per la prima volta dall'inizio delle proteste contro la dinastia Khalifa, sunniti e sciiti si scontrano nella città di Hamad, a sud di Manama.
  • 6 marzo: le donne sfilano nella capitale, chiedendo diritti e democrazia.
  • 13 marzo: la polizia disperde a colpi di lacrimogeni una folla di dimostranti che si erano radunati nel distretto finanziario di Manama.
  • 14 marzo: l'Arabia Saudita invia 1500 soldati in aiuto del re.
  • 15 marzo: il sovrano proclama la legge marziale. Gli scontri provocano tre morti e duecento feriti.
  • 16 marzo: le forze di sicurezza sferrano una poderoso assalto contro i dimostranti, disperdendo la folla accampata da settimane a piazza delle Perle. L'opposizione denuncia la morte di cinque manifestanti. Il regime vieta tutte le manifestazioni.
  • 18 marzo: anche il Qatar invia truppe in Bahrein.
  • 3 aprile: le autorità chiudono il quotidiano Al-Wasat che aveva più volte criticato il governo.
  • 28 giugno: le autorità saudite decidono di ritirare la quasi totalità dei militari dal Bahrein.
  • 3 ottobre: nuovi scontri contro i manifestanti, il tribunale speciale ordina la carcerazione di 36 sciiti.

   

GRUPPO DI LAVORO

      I     

      

           Chiara Mancuso  

      

               Antonella Iero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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