MEDIA E MONDO ARABO

dalle Torri gemelle alla Primavera araba

_____

I video di Osama Bin Laden

 

New York, 11 settembre 2001- All’alba del nuovo millennio, 19 cadetti di Al Qaeda, che per anni si erano infiltrati negli Stati Uniti, dirottarono quattro aerei di linea sul territorio americano. Due di essi furono fatti schiantare contro le Twin Towers di New York (il primo alle 8:45, il secondo alle 9:05), uno contro il Pentagono e l’ultimo, che probabilmente avrebbe dovuto colpire la Casa Bianca, cadde al suolo in un luogo isolato, dopo che i passeggeri riuscirono a ribellarsi ai terroristi. I primi due aerei commerciali dirottati furono diretti contro le torri 1 e 2 del World Trade Center, il secondo in diretta tv, dando vita al più grande e terribile evento mediatico della storia. Dopo ore di terrore, le Torri Gemelle crollarono davanti agli occhi degli spettatori di tutto il mondo, uccidendo migliaia di persone.

Il mio miglior nemico

Da quel tragico 11 settembre, Osama Bin Laden continua ad imporsi all’attenzione del mondo. Per 10 anni (fino alla morte, nel 2011), non si sa se l’uomo, che ha rivendicato gli attentati contro le due torri di New York e contro il Pentagono, sia ancora vivo. Proprio questa sua sfuggevolezza dà adito alla costruzione di un mito: le TV hanno smembrato e ricomposto la sua immagine; insigni psicologi hanno analizzato la sua personalità; esperti mediatici sezionano costantemente i suoi video-messaggi, alla ricerca di misteriosi segnali della sua esistenza in vita. Tutto si orienta ad alimentare la rappresentazione mediatica - un vero e proprio prodotto globale - dell’antagonista indiscusso degli Stati Uniti, del genio del male, dimenticando spesso che nei decenni passati lo stesso Osama figurava tra gli alleati degli Stati Uniti. Osama infatti viene anche rappresentato come il figlio traditore della modernità, che fa tesoro degli insegnamenti di quell’Occidente che vuole distruggere. Si avvale degli stessi strumenti mediologici, di quelle stesse tecnologie – figlie del progresso – rese, con un colpo da grande regista, arma sanguinaria contro i simboli della potenza economica e militare degli Stati Uniti e la pretesa invulnerabilità di tutto l’Occidente.
E’ certamente il miglior nemico che si potesse pretendere.

 

I video

Introvabile, Bin  Laden è in realtà una presenza visibile e costante: per dieci anni appare sugli schermi televisivi di tutto il mondo, diffondendo diktat politici e minacce, seminando la paura di nuovi devastanti attentati. È proprio sui video che questo lavoro si concentra, un tipo di comunicazione che Osama non

ha inventato (si pensi ai messaggi televisivi dei presidenti occidentali alle nazioni), ma che ha sicuramente saputo utilizzare in un modo del tutto innovativo e straordinariamente efficace.
Perchè proprio questo mezzo? Come sono stati pensati, costruiti e diffusi quei messaggi? Come sono

stati analizzati, interpretati, divulgati nel mondo occidentale? Con quali effetti e quali reazioni?

Fornire delle risposte a questi interrogativi, o almeno proporre degli spunti di riflessione, è ancora utile, anche all’indomani della morte di questo personaggio, perché Osama, con la strategia del terrore, ha lasciato all’Occidente, ma più in generale al mondo, un’eredità pesante: ha costretto le persone ad accettare una nuova insicurezza nella loro vita quotidiana, ad aprire gli occhi davanti all’uso martellante delle nuove tecnologie, alla radicalizzazione dei conflitti e alle rivendicazioni di un mondo che ci è ancora in gran parte sconosciuto. Ci si è infatti resi conto degli stereotipi e delle semplificazioni che sono state utilizzate nel tentativo di comprendere il mondo arabo, eppure ancora non si è riusciti a demolirle, a cambiare prospettiva, a prendere una direzione diversa. Si è dovuto ammettere che la realtà di oggi è fatta di interdipendenza, ma l’apertura verso “l’altro” risulta ancora difficile.

 

Breve cronologia di dieci anni di terrore

Il movimento terrorista in questi anni ha mostrato di saper utilizzare con maestria la potenza comunicativa dei mass media. Lo dimostrano in primo luogo i video di Bin Laden, trasmessi da tutte le emittenti televisive del mondo, e capaci di influenzare puntualmente la politica del globo. Questi video sono stati analizzati dagli scienziati più e più volte, al fine di trarne dettagli per scovare e catturare il leader islamico.

7 ottobre 2001
Bin Laden diffonde il primo messaggio video dopo gli attentati: “L’America è stata colpita da Allah nel suo punto più vulnerabile; sono stati distrutti i suoi edifici più prestigiosi”.
Nei giorni seguenti sorgono le prime polemiche sulla questione della divulgazione dei videomessaggi di Bin Laden in Occidente: Condoleeza Rice chiede ai maggiori network radio e tv americani l’oscuramento radiotelevisivo sui comunicati dei terroristi.

3 novembre 2001
Bin Laden diffonde un nuovo video in cui dichiara: "Quella in Afghanistan è una guerra di religione tra cristiani e musulmani e chi distingue tra Usa e Israele è un traditore".

13 dicembre 2001
Il Dipartimento di Stato americano diffonde un video ritrovato dalle forze militari statunitensi durante la perquisizione di un’abitazione a Jalalabad: Bin Laden è ripreso mentre brinda con alcuni commensali per il successo degli attentati alle Torri Gemelle, commentandone positivamente l’inaspettato risultato.
All'interno dell'amministrazione Bush si discute se e come rendere pubblico il video, che secondo l'intelligence statunitense è stato girato a scopi propagandistici per promuovere il reclutamento di nuove leve per al Qaeda. Alla fine il messaggio sarà reso pubblico, ma solo dopo esser stato accuratamente tradotto.

26 dicembre 2001
In un nuovo video Bin Laden dichiara: “il terrorismo contro gli Stati Uniti è meritorio perché è volto a fermare l’oppressore, cosi che l’America la smetta di sostenere Israele, che uccide i nostri figli”.

9 settembre 2002
Ad un anno di distanza dalle stragi, Al-Jazeera mostra una registrazione in cui alle immagini del deserto afgano è sovrapposta la voce di Bin Laden che parla liberamente dell'attacco, rivendicandolo per la prima volta.

11 febbraio 2003
Osama Bin Laden torna in televisione, ma stavolta è per esortare i musulmani a mostrare solidarietà a Saddam Hussein e difendere il popolo iracheno.

16 febbraio 2003
Osama Bin Laden torna a farsi sentire. Questa volta per diffondere il suo videomessaggio usa un sito web in lingua araba.

15 aprile 2004
La voce registrata di Bin Laden offre una tregua all’Europa.

26 settembre 2005
Al Qaeda lancia “Sout Al Khalifa”, il suo primo telegiornale sul web.

11 luglio 2006
Al Qaeda diffonde un video shock di pochi minuti che inizia con delle immagini di Bin Laden e del suo luogotenente in Iraq Al Zarqawi e segue con quelle della mutilazione dei corpi di due soldati americani che erano stati uccisi in giugno per vendicare l’uccisione di tre membri della famiglia di Bin Laden.

7 settembre 2007
Un nuovo video arriva direttamente nella mani della CIA la quale, dopo averne fatto esaminare attentamente i contenuti, dichiara che Al Qaeda starebbe preparando attentati su vasta scala.

19 marzo 2008
A seguito della pubblicazione di alcune vignette satiriche sul profeta Muhammad, Bin Laden attacca l’Europa e il Papa, accusando quest’ultimo di essere coinvolto in un piano di demonizzazione dell’Islam che definisce una “crociata”.

3 giugno 2009
Bin Laden sferra un attacco al neo-presidente americano Barak Obama. In un nuovo messaggio audio diffuso da Al Jazeera, lo accusa di aver adottato la stessa politica di George Bush e di essere un criminale: "Obama segue la linea di chi lo ha preceduto nel disprezzo e nello spirito di vendetta che cova nei confronti dei musulmani".

14 giugno 2010
In un messaggio spedito in rete Bin Laden torna a minacciare l’America dichiarando che se Khalid Sheick Mohammed, la mente dell’11 settembre verrà condannato a morte, Al Qaeda ucciderà ogni americano che è suo prigioniero.

21 gennaio 2011
In un ultimo videomessaggio Bin Laden minaccia la Francia di uccidere tutti gli ostaggi francesi detenuti in Niger dal mese di settembre se il presidente Sarkozy rifiutasse di ritirare le truppe dall’Afghanistan.

2 maggio 2011
Il nascondiglio di Bin Laden viene assaltato dalle truppe americane: con un anticipo di diverse ore sui media tradizionali, un informatico pachistano che vive in quel luogo comincia a postare in diretta su un social network le notizie del raid, senza rendersi conto di cosa stia succedendo. È il primo a trasmettere via Twitter la morte del capo di Al Qaeda. Diventa subito un eroe del web.
Barak Obama si presenta poi in televisione per annunciare al mondo che Osama Bin Laden è stato ucciso in un'azione con truppe di terra fuori Islamabad, insieme al figlio e ad altri terroristi e membri della famiglia.
Nei giorni a seguire si discute se rendere pubbliche una serie di immagini definite “raccapriccianti”. Intanto sulla Rete si diffondono numerose foto contraffatte.

 

 

 

   

GRUPPO DI LAVORO

      

      I   Martina Corona

      

             Marco De Cave

      

         Simona Scivoletto

 

 

    La vita di Bin Laden

 

  La morte di Bin Laden

 

 Copertine per la morte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

                    Home