La rivolta

 

 

Il Presidente Saleh

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MEDIA E MONDO ARABO

dalle Torri gemelle alla Primavera araba

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Yemen

A fine gennaio 2011 l’onda delle rivolte maghrebine arriva nello Yemen. Il 23 gennaio, migliaia di giovani manifestanti scendono per le strade della capitale, San'a, per chiedere le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh, nonostante la dura repressione delle forze armate filogovernative.
Lo Yemen é il paese più povero del Medio Oriente, quasi la metà dei suoi abitanti vive con meno di due euro al giorno. Tra i maggiori problemi denunciati dalle forze di opposizione, coordinate dallo Joint Meeting Parties, alta disoccupazione, i salari bassi, i prezzi crescenti, la scarsità di risorse idriche ed energetiche, la dilagante corruzione. Le più preoccupanti minacce derivano dal terrorismo, dalle lotte intestine con i ribelli sciiti nel Nord e la rivolta separatista nel Sud.


Il presidente Saleh è un alleato chiave degli Usa nella lotta al terrorismo e guida il Paese da 33 anni. Dopo la rivolta tunisina, consapevole della crescente tensione, ha promesso alcune concessioni ed emendamenti costituzionali; ma, nonoastante le proteste di piazza, ha escluso di volersi fare da parte, a meno di una sconfitta alle prossime elezioni . Ad aprile, anche gli Stati membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, che stanno cercando di mediare una soluzione pacifica alla gravissima crisi politico-istituzionale del Paese, si dichiarano per la fine del regime di Saleh.


All’inizio di giugno Saleh rimane ferito durante un bombardamento e si rifugia in Arabia Saudita. Viene proclamato presidente ad interim Abd-Rabbuh Mansour Hadi, che lancia un appello alle parti in conflitto; i miliziani della potente tribù dissidente degli Hashed accettano di restituire alle forze governative gli edifici pubblici che avevano occupato precedentemente. Tra settembre e ottobre le proteste continuano, senza nessun passo avanti verso la liberazione del Paese.

 

  Viaggio nelloYemen            Blogger a San'a

Un luogo di sogni, di incensi profumati, un mondo              Ala'a Jarban, giovane attivista yemenita,  

di donne in stile saudì, coperte di nero, che                        ha iniziato pubblicando alcune foto di

lasciano intravedere solamente gli occhi...                          proteste online, grazie al suo I-Phone...

                                           

 

Cronologia degli eventi             

  • 23 gennaio: L'onda delle rivolte maghrebine arriva in Yemen.
  • 3 febbraio: ‘Giorno della Rabbia’, 20mila in piazza a San'a per chiedere un cambio di governo.
  • 16 febbraio: La protesta dilaga nelle città di Taiz e Aden, dove la polizia apre il fuoco e uccide due manifestanti, le prime vittime degli scontri.
  • 21 febbraio: Incurante delle proteste di piazza, il presidente Ali Abdullah Saleh esclude di volersi fare da parte
  • 26 febbraio: Ad Aden, quattro persone rimangono uccise e circa 40 ferite in una manifestazione.
  • 1 marzo: L'alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay, ammonisce in una nota il governo yemenita contro l'uso della violenza per reprimere pacifiche proteste.
  • 11 marzo: A San'a decine di migliaia di persone invadono il centro, nei pressi dell'università, per il cosiddetto 'venerdì del non ritorno', mentre nella provincia sudorientale di Hadramaut quattro poliziotti sono uccisi da un commando di uomini armati in un agguato a un checkpoint.
  • 7 aprile: Gli Stati membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, si dichiarano per la fine del regime del presidente Saleh.. Anche i capi tribali e religiosi dello Yemen, si uniscono all'opposizione chiedendo che lasci "immediatamente" il potere.
  • 25 maggio: vengono uccisi 50 manifestanti, e Saleh incolpa il terrorismo di Al Quaeda
  • 3 giugno: Il presidente Saleh rimane ferito nel bombardamento della moschea interna al palazzo presidenziale, in cui stava pregando.
  • 5 giugno: Il presidente Saleh arriva in Arabia Saudita. Il maggiore dei figli di Saleh, Ahmed, comanda le truppe d'elite della Repubblica. Viene nominato presidente  ad interim Abd-Rabbuh Mansour Hadi.
  • 16 settembre: Nuovo venerdì di protesta: un'enorme folla si raduna nel centro di San'a per invocare ancora una volta la fine del regime di Saleh.
  • 23 settembre: Il presidente rientra a San'a dopo oltre tre mesi di permanenza in Arabia Saudita.
  • 7 ottobre: Nobel per la pace assegnato a Tawakkul Karman, giornalista e attivista democratico.
  • 26 ottobre: Singolare protesta a San'a: centinaia di donne yemenite incendiano i veli, con cui tradizionalmente si coprono dalla testa ai piedi, contro la repressione del governo sui manifestanti.

 

 

   

GRUPPO DI LAVORO

      

       Martina Musarra

      

              Chiara Casale

      

              Aylin Sozer

        

             Kubra Aslan

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                          

 

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